Smascherare le ipocrisie
6 Giugno 2022
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Smascherare le ipocrisie

“Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che costruite le tombe dei profeti e adornate i sepolcri dei giusti, e dite: ‘Se fossimo vissuti al tempo dei nostri padri, non saremmo stati loro complici nel versare il sangue dei profe- ti’. Così testimoniate, contro voi stessi, di essere figli di chi uccise i profeti” (Mt 23,29-31). Queste parole di Gesù mi sono tornate spesso in mente in questi tempi in cui alla cronaca tragica della guerra si sovrappongono le commemorazioni delle guerre passate, si mettono a confronto le varie resistenze, dando giudizi su quali siano i modi legittimi di resistere e quali no, se sia più conveniente arrendersi all’invasore oppure combattere, se scegliere, come fece l’Europa del ’38 di soprassedere sull’invasione di uno stato sovrano per evitare guai peggiori o intervenire in soccorso, anche se poi è necessario sempre ricordare che Hitler non aveva l’atomica; la resistenza al nazifascismo era una resistenza di uomini e donne eroici e senza macchia o, come vorrebbero i revisionisti, erano altrettanto delinquenti come quelli contro cui combattevano? Mai come oggi forse il rimprovero di Gesù è attuale, perché ci aiuta a smascherare certe retoriche che da più parti e per motivi contrapposti si sbandierano.

Se leggessimo attentamente la storia ci renderemmo conto che le mostruosità compiute da uomini e popoli non nascono all’improvviso ma sono preparate da lontano. Se c’è un paragone da fare tra il tempo del fascismo e del nazismo e l’attuale, sta non solo nell’aver trascurato i segnali, ma nell’ illusione di controllare i despoti. Se in passato ci si accorse tardi del pericolo in cui era caduta l’Europa è perché anche gli inglesi o i francesi si comportavano allo stesso modo nei territori da loro occupati: come non ricordare la lotta di Gandhi per l’indipendenza dell’India dal domino britannico o la lotta per l’indipendenza dei paesi del Nord Africa dai francesi? La Russia postsovietica infatti è stata vista da quei paesi occidentali che vogliono dare lezioni di legalità e democrazia al mondo, alla stregua di quei paesi africani dove si foraggiano le dittature perché così è più semplice poter ottenere le materie prime; e, come si chiudono gli occhi sul dispotismo cinese perché con loro si fanno buoni affari, così si sono chiusi spesso gli occhi su Putin che ha soffocato l’opposizione e ha sterminato i popoli che si ribellavano al suo regime e tutto questo perché dalla Russia vengono le materie prime che permettono di stare bene in Europa.

La guerra in Ucraina è solo l’ultimo tassello di una serie infinita di accondiscendenze dovute alla convenienza di chi si professa baluardo della legalità e della democrazia ma nella pratica è interessato solo agli affari e al profitto. Salvo poi accusare di crimini contro l’umanità il mostro che sfugge di mano e non vuol recitare più la parte del politico affidabile ad uso della cattiva coscienza di chi ha fatto affari con lui. Il miglior commento alle parole di Gesù è forse questo: chi non impara dalla storia è destinato a ripeterla e non è detto che questa volta ci vada bene. Non basta dire che stiamo difendendo i valori dell’occidente contro il despota russo; perché questa è solo ipocrisia. Se non si cambiano realmente i modi di far politica, se non si riporta l’economia (che è sempre più solo finanza, cioè gioco d’azzardo fatto sulla pelle dei deboli) al servizio del bene comune, passeremo solo tempo a fare retorici ricordi delle glorie passate, che sia la resistenza italiana o la rivoluzione francese o l’indipendenza americana, ma ripetendo gli stessi errori che hanno reso necessarie quelle rivolte. La vera sfida quindi non è criticare gli errori del passato e costruire monumenti a chi ha lottato contro gli oppressori, ma mettere le basi perché non si debba più arrivare a vivere il dilemma se aiutare gli ucraini a difendersi con le armi che gli mandiamo oppure cedere al dittatore russo per timore della bomba atomica.

Costruire un mondo dove non ci sia più un’ONU che non serve a nulla perché gestita da paesi che hanno le mani sporche di sangue (a partire dalle cosiddette democrazie), dove il primato sia dato veramente al bene di tutta l’umanità e non agli interessi di pochi plutocrati che non hanno a cuore né gli altri esseri umani né l’ambiente in cui tutti viviamo. Non basta trovare il capro espiatorio di turno (vedi la Russia) contro cui sfogare tutta la nostra brutalità repressa ma è necessario prendere coscienza che anche se non facciamo direttamente il male, spesso siamo complici. Come sarebbe bello se, anziché i soliti dietrologi, fossero gli stessi paesi occidentali a dire: abbiamo fatto degli errori e per questo siamo arrivati a questo punto; nella violenza attuata da uno, riconosciamo la nostra stessa violenza e ci impegniamo a non seguire più questa strada, ad abolire la retorica e le ipocrite celebrazioni del passato e a concentrarci solo sul migliorare veramente il mondo che adesso ci è affidato. È questa la strada che Gesù ci insegna, smascherando le ipocrisie di ogni tempo.☺

 

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