Sollevazione delle coscienze
6 Giugno 2017
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Sollevazione delle coscienze

Lettera aperta a quanti non vogliono scendere a patti con la propria coscienza

Ci siamo impermeabilizzati. Purtroppo. Ci piovono addosso tragedie e scandali di ogni tipo e noi, impassibili, proseguiamo per la nostra strada, al massimo facciamo trasparire qualche ghigno di fastidio. Qualunque oscenità politica o sociale ormai ci lascia imperterriti. Che cosa deve finalmente accadere perché si abbia la sollevazione delle coscienze?

I migranti e l’eterna “emergenza”

Da anni interi popoli sono costretti a trasmigrare, stanchi di subire violenze, sopraffazioni, guerre, o per il clima invivibile o anche solo per cercare fortuna altrove. Noi continuiamo a parlare di emergenza immigrati per non risolvere alla radice i loro problemi, che poi sono anche i nostri, se non trascuriamo il dettaglio che abitiamo un unico pianeta e dunque siamo accomunati dalla stessa sorte. Ci indigniamo, giustamente, per qualche loro malefatta, ma mai per come noi li trattiamo abitualmente, per come li sfruttiamo, per come ci speculiamo costringendoli a una vita raminga. E ci si mette anche il parroco di Isola Capo Rizzuto a succhiare il sangue di disgraziati. Dall’inizio dell’anno oltre mille e cento, quelli accertati, sono andati ad abitare le profondità del Mediterraneo. È possibile assistere a tante morti senza rendere sicure e transitabili le rotte del mare? Se fossero figli, fratelli, genitori nostri saremmo così spietati e insensibili?

Mondo

Sullo scacchiere internazionale la scena è occupata dall’impresentabile Trump, presidente degli Stati Uniti. Sicuramente la sua vittoria è in gran parte colpa dei democratici che gli avevano contrapposto una Clinton altrettanto impresentabile, ma fino a quando faremo buon viso a cattiva sorte? Scena che si è ripetuta in Francia con l’elezione di un banchiere. Potrà mai fare gli interessi del popolo?

Italia

In Italia le cose non vanno meglio. Renzi e la Boschi avevano annunciato il ritiro dopo la sonora sconfitta referendaria e sono ancora lì a distruggere definitivamente quel poco che è rimasto di sinistra. Il primo alle prese con i continui scandali che emergono dalle intercettazioni, l’altra con le menzogne che ha proferito impunemente in parlamento sul suo coinvolgimento nella banca che dirigeva il padre. La Serracchiani, di fronte agli stupri, bontà sua, riesce a fare addirittura una gradualità di colpevolezza tra italiani e immigrati, e pensare che spesso si commettono proprio in famiglia. E la Vicari, sottosegretario, che, per un orologio, aggiusta leggi per favorire gli amici a danno dell’erario?

Molise

Neppure il Molise è indenne: dalle faide interne al PD in vista delle prossime elezioni al processo che ha visto coinvolto il presidente della giunta regionale contro la direttrice di Telemolise, dalla ricostruzione post-terremoto realizzata per la sua proprietà dal vice presidente della giunta regionale alla mancata ricostruzione per centinaia di persone ancora fuori casa e senza nessuna speranza, visto che è proprio la regione Molise a fare opposizione in tribunale perché a tutti sia restituito il diritto alla abitazione. Per non parlare della lotta del comitato no-tunnel di Termoli contro l’ amministrazione o della difesa ad oltranza del diritto all’acqua pubblica, negato per favorire società a scapito dei cittadini o della sanità che dovrebbe assicurare a tutti il diritto alla salute nel proprio ambiente, non solo ai pochi che, avendo possibilità economiche, possono permettersi di andare fuori.

Continuiamo a fare gli struzzi o vogliamo ribellarci?

Perché questa sfilza di nefandezze, che potrebbe occupare decine di pagine ancora? Solo per dire basta alla nostra politica dello struzzo che per nascondere la testa sotto la sabbia finisce per mettere in bella mostra il suo culo!

Come è possibile che i cattolici, che fondano la loro fede sul sovversivo di Nazareth, siano acquiescenti e non reagiscano, ora che finalmente anche il papa, evangelicamente, ha fatto una scelta chiara ed evidente al fianco di tutte le vittime? E come è possibile che tutti quelli che fanno riferimento a ideali e valori sociali e operaisti non si coalizzino per dare una svolta alla loro vita e alla società? La fedeltà alla coscienza impone la rivolta contro tutte le ingiustizie perché per tutti sia garantita la dignità della vita. Non è la rivolta violenta, apportatrice di ulteriori ingiustizie, che risolve i problemi, ma la ribellione di fronte allo stato delle cose, la sollevazione delle coscienze deve portarci a schierarci in difesa del diritto e dei più deboli. Un mondo in cui anche una sola persona soffre di meno è già un mondo migliore.

Forse non è nelle nostre possibilità fare grandi cose, ma rendere vivibili e accoglienti i nostri paesi, i nostri borghi, praticare l’ospitalità, consentendo agli immigrati di integrarsi e avviare attività lavorative, solidarizzare con quanti non trovano lavoro o l’hanno perso, mettere in circolo le nostre risorse, scommettendo sui giovani, può diventare un nuovo avvio per realtà che stanno morendo. Occorre insomma una nuova Politica non più dominata da avventurieri senza scrupoli che fanno del loro interesse il bene da perseguire, ma incarnata da persone oneste, appassionate e competenti che sappiano scommettere su valori ancora presenti nella nostra cultura. È tempo di uscire allo scoperto, di ribellarsi, di lavorare per il bene comune. E questo iniziando proprio dai nostri paesi che possono diventare fucina non solo di progetti, ma anche di realizzazioni che risollevino l’economia locale. Nell’articolo Filiera in fiera si dà un esempio pratico di progetti fattibili.

Riace e tante altre piccole realtà insegnano.☺

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