L’unico vangelo in cui ha un ruolo di protagonista è Matteo, dove viene presentato come l’uomo combattuto sul da farsi dopo aver scoperto il presunto adulterio della moglie

La particolarità di Marco, tuttavia, sta nel fatto che quelle stesse parole che denunciano l’incredulità del popolo sono applicate ai discepoli

Di Gesù infatti si dice che, dopo l’arresto di Giovanni, si è messo in moto per annunciare il vangelo: “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo” (1,14-15).

“Rendete a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio” (Mt 22,21). Tra le frasi ad effetto pronunciate da Gesù non ce n’è forse una più fraintesa di questa, a causa dell’uso che ne è stato fatto lungo la storia.

La Lettera ai Colossesi, che appartiene al gruppo delle cosiddette lettere della tradizione paolina, è anch’essa una lettera della prigionia.

Certo, si potrebbe dire che persino Gesù sia caduto nel vizio del pettegolezzo se è arrivato a dire: “guai a voi scribi e farisei ipocriti …”

Dai giorni di Giovanni il Battista il regno di Dio subisce violenza e i violenti se ne impadroniscono

“Fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne”

“Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; non sono venuto per chiamare i giusti ma i peccatori”