Stati d’animo
9 Gennaio 2014
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Stati d’animo

Quando, anni fa, ho deciso di lasciare dietro di me la città dove sono nata, Berlino, e di passare una grande parte della mia vita in un paesino del Molise, sapevo che dovevo imparare una nuova lingua, l’italiano, ma non potevo immaginare che sarei stata obbligata a rinfrescare le mie conoscenze dell’inglese. In tutti questi anni ho osservato come questa lingua stava conquistando uno spazio crescente nella vita pubblica italiana, e non tanto nel parlare quotidiano dei giovani, come sarebbe spiegabile a causa della diffusione della musica americana fra loro. Invece, sono i politici che usano sempre di più parole inglesi per trasmettere i messaggi destinati ai loro elettori. Molte volte ho l’impressione che questo sia un metodo per nascondere le vere intenzioni o per evitare domande scomode. Adesso anche il presidente della Repubblica, in un discorso, ha scelto una parola inglese per esprimere una verità palese: il fatto che lo stato d’animo degli italiani non è dei migliori. Ha usato la parola mood [pronuncia: mud], pensando, forse, che la verità espressa in questo modo sia meno amara.

Stato d’animo o mood, non importa, ma quest’anno il mio tradizionale viaggio natalizio a Berlino lo faccio in un mood particolare. Natale è la festa della famiglia, sono le giornate della pace in casa, delle parole d’amore, della luce delle candele, giornate vissute come in un’isola indisturbata dalle cattiverie del mondo di fuori. Normalmente i mezzi di comunicazione di massa, i giornali, le radio, le TV mantengono basso il numero di notizie brutte per non disturbare questa pace nelle case e per mantenere bello il nostro mood.

Ma questa volta tutto è differente. Il mondo irrompe nel Natale della mia famiglia con tutti i suoi problemi, e può darsi che non siamo in grado di riunirci per Natale e di salutare insieme il nuovo anno. Non so se arriverò puntualmente all’aeroporto di Napoli o se perderò l’aereo, perche è possibile che per strada troviamo dei blocchi organizzati dai “Forconi”, e se perdo questo volo, non posso pagarne un altro. Mio nipote Jonas deve venire da Barcellona, ma il capo del call center dove lavora in quella città non gli vuole dare queste poche giornate libere, e se Jonas insiste, può darsi che perda il lavoro. Mia figlia Jasmina ha prenotato mesi fa un volo Guinee/Bissau-Lisbona-Berlino, ma tre giorni fa, la linea aerea portoghese TAP ha interrotto questa linea di voli, e non si sa se li riprenderà prima di Natale. Il motivo? A Lisbona sono arrivati 74 profughi della Siria che hanno preso l’aereo a Bissau con passaporti turchi falsi, e adesso chiedono l’asilo politico in Portogallo, ed i portoghesi se la prendono con gli africani di Bissau che non hanno effettuato un controllo severo, un controllo all’europea, per non permettere che 74 siriani possano disturbare le feste degli europei.

E non bastano questi problemi famigliari per peggiorare il mio mood. Se posso prendere il volo, lascerò dietro di me un’Italia che mi fa paura. Un’Italia dove una rabbia giustificata si esprime in forma sbagliata, perche se i signori delle banche sono cattivi lo sono a causa delle legge del mondo finanziario e non perché siano ebrei. Un’Italia dove una ragazza di 25 anni desidera una giunta militare per risolvere i problemi del paese! Neanche mezzo secolo fa abbiamo visto l’opera delle giunte militari in Grecia, in Cile, in Argentina, in Uruguay… Non hai imparato niente, ragazza sconosciuta di Modena?

Quando ritornerò nel Molise sarà già cominciato l’anno 2014, l’anno del centenario dell’inizio della prima guerra mondiale. Sarà che veramente non abbiamo imparato niente della storia? Sarà possibile che nelle elezioni europee del 2014 vedremo la crescita di voti raccolti da partiti neo-fascisti e xenofobi? È vero che il peggioramento della condizione sociale di un popolo produce la crescita di quei partiti e di quei movimenti che predicano l’odio razziale e la necessità di un “uomo forte”?

Non so. Ho paura. Sono preoccupata. Ed è con l’amaro in bocca che vi faccio gli auguri di buon Natale e di un… happy new year.☺

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