storia di una fregatura
22 Febbraio 2010
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storia di una fregatura

I cittadini di Casacalenda si chiedono da un  po’ di giorni perché il Centro Sociale Mater Dei, residenza per anziani, non è ancora attivo. Dubitando di amministratori che cambiano le carte in tavola e unici responsabili della non apertura, diamo la ricostruzione dei fatti, riscontrabili nelle delibere e del comune e della cooperativa di cui facciamo parte.

Dopo l’evento sismico del 31/10/2002, la Cooperativa Nardacchione, che da trent’anni opera nel settore dell’assistenza sociosanitaria, propone alla Caritas italiana un progetto denominato “MATER DEI-Centro Polivalente”. La Caritas, valutato positivamente il progetto, decide di concedere un contributo di 216.000 euro a favore della Nardacchione, per la realizzazione del progetto, con l’unica condizione che il servizio fosse concesso gratuitamente almeno per vent’anni alla Cooperativa. È bene premettere che la Coop. in questo progetto non riceve vantaggi economici ma solo l’opportunità di creare nuovi posti di lavoro. Con questo intento i dirigenti Nardacchione propongono al Comune di accedere ai fondi del programma di sviluppo predisposto dalla Regione Molise per l’acquisto e la ristrutturazione dell’edificio di proprietà dei Frati Minori, di circa 4000 metri quadrati. Il Comune, condividendo l’idea progettuale, formula formale richiesta di finanziamento con il preciso obiettivo di raggruppare in un unico centro tutti i servizi sociali ed in particolare la residenza per anziani denominata Centro Sociale Mater Dei e la Comunità riabilitativa psico-sociale, già gestita dalla Nardacchione. La Società pone un’unica condizione al versamento dell’intera somma ricevuta dalla Caritas, integrata di altri 34 mila euro, e cioè di ottenere la gestione della struttura in comodato d’uso gratuito per venti anni. Anche la Regione Molise condivide il progetto e concede al Comune 480 mila euro per l’acquisto di tutto il fabbricato e la ristrutturazione del primo lotto, per la realizzazione della residenza per anziani. Al fine di consentire il completamento dei lavori di ristrutturazione del primo lotto, il Comune riceve altri  600 mila euro, fondi per la ricostruzione post-sisma, dal Commissario Delegato alla ricostruzione.

Il Comune approva il progetto esecutivo oltre al quadro economico dell’opera da appaltare e si impegna a cedere l’immobile in comodato d’uso gratuito ventennale alla Coop. Nardacchione. Successivamente modifica il quadro economico del progetto scaricando il costo della modifica, circa   72.000 euro sulla Cooperativa che dapprima richiede un allungamento della durata del comodato d’uso poi si riporta alle condizioni iniziali. Il Comune appalta l’opera ma, stranamente, alla posa della prima pietra non invita né i rappresentanti Caritas né la Cooperativa Nardacchione con i quali aveva intrattenuto rapporti fino a poco tempo prima. Quella che potrebbe sembrare solo una sensazione di indifferenza si traduce invece in atti concreti. La giunta Comunale di Casacalenda  in data 09/06/2008,  delibera di richiedere un finanziamento di 850.000 euro per la ristrutturazione del vecchio Casone, l’edificio nel quale era ubicata la Comunità riabilitativa psico-sociale. Oggi ci chiediamo: non era stato deciso, con atti formali, non con chiacchiere da osteria, che tutti i servizi sociali andassero sistemati nel Mater Dei? Perché non vengono chiesti fondi per completare il Centro Polivalente Mater Dei, così come si era deciso con la delibera n° 78  del 21/03/2005? Cos’è cambiato? Si ha il sospetto che la promessa di finanziamento della Cooperativa sia servita al Comune unicamente per ottenere il più cospicuo finanziamento della Regione per l’acquisto dell’immobile (l’art. 15 ha dovuto sopportare anche questo!). Alla ristrutturazione si sarebbe provveduto con i fondi  della ricostruzione, ergo la Cooperativa non è più necessaria, anzi è bene che i servizi restino distinti e distanti per non fare confusione. In più c’è che, trattandosi di soldi pubblici, si può anche avviare un progetto per poi realizzarne un altro, tanto a pagare ci pensa Pantalone. Ma le disgrazie non vengono mai da sole cosicché il Comune fa pervenire alla Cooperativa non una proposta di contratto di tipo gratuito ma un vero contratto di affitto: 36.000 euro all’anno più tre posti letto riservati a persone con la sola pensione sociale, per un costo aggiuntivo di circa 24.000 euro l’anno. La Nardacchione ribadisce l’interesse al servizio alle condizioni gia recepite dal Comune ed inspiegabilmente smentite. La scelta messa in campo dalla vecchia, ma anche dalla nuova giunta comunale con la gara d’appalto per la gestione del Centro Sociale-residenza per anziani, oltre ad essere un vero azzardo, provoca ricadute pesanti su tutti i cittadini di Casacalenda i quali, in questo modo, perdono il finanziamento di     216.000 euro che la Caritas Italiana aveva deciso di concedere al fine di ridare una spinta all’economia; sui lavoratori, che da trent’anni assistono gli anziani, con enorme sacrificio, e che dopo questa decisione dovranno cercarsi un altro lavoro; i cinquemila euro al mese di affitto che il Comune richiede all’eventuale gestore saranno ripartiti tra i ventuno ospiti (gli altri tre sono con la pensione sociale) che, in genere, sono anziani con poche risorse economiche. Dunque la straordinaria giunta di Casacalenda al gran completo, composta dai signori Gagliardi Marco, Tozzi Piero, Fiore Giuseppe, Maiorano Nicola e Masciantonio Marco (tutti presenti e quindi tutti corresponsabili a pieno titolo), fa un bando per fregare i lavoratori e le loro famiglie e mungere gli anziani.

 Il Sindaco e la sua giunta non hanno compreso che il contributo della Caritas, condizionato alla gestione gratuita del servizio almeno per vent’anni, non è stato assegnato alla Nardacchione per arricchire la Cooperativa. L’obiettivo dichiarato era quello di dare una mano al mondo del lavoro e contemporaneamente offrire un servizio a costi ragionevoli. In questo periodo drammatico per l’economia italiana mentre tutti i sindaci, di destra e di sinistra, cercano di creare opportunità di lavoro e condizioni di vita accettabili per le fasce più deboli, il Sindaco di Casacalenda e la sua giunta lavorano per fare cassa, a spese di anziani e lavoratori. ☺

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