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Una possibile risposta io la trovo infatti in ciò che Massimo Cacciari scrive in questi giorni su L’Espresso: “la sinistra deve smettere di inseguire moderatismi e ritrovare se stessa nell’essere radicale”.

Ci si chiederà allora cosa mi ha portata a rischiare una strada nuova, esponendomi così a tutti i retro pensieri e le meschinità che subito si rovesciano su chi “si mette in politica”; già, perché tutti ci ripetiamo sempre che è necessario rinnovare, ci vogliono facce nuove non compromesse, le istituzioni si cambiano da dentro, bisogna avere il coraggio di scendere in campo, e altre banalità.

Distruggendo il cibo e negando che lo si possa condividere si alza ancora una volta l’asticella dell’infamia che riteniamo accettabile: quelle persone invasate da un odio cieco e incapaci di vederlo

Il miracolo di greta

Una marea colorata e piena di allegria, ma decisa a inchiodare noi adulti alle nostre responsabilità pesanti come macigni

Dell’accogliere

Sostare davanti al dolore ci porta inevitabilmente ad andare incontro all’altro, fino a che non lo si conosce e lo si accoglie;

Del disobbedire

E proprio l’obiezione di coscienza, quella invocata da don Lorenzo nella sua mirabile Lettera ai Giudici, è risuonata con forza nelle coraggiose prese di posizione di tanti sindaci, presidenti di regione, responsabili di capitanerie di porto

La parola cultura

Sono convinta anche che la cultura possa esistere solo se inclusiva, e militante.

La parola negata

Di parole negate e di esclusione sociale, appunto, abbiamo chiacchierato a Termoli il 12 novembre con Anna Paolella, pedagogista dell’Università del Molise,

Per far perdere senso alle parole basta ripeterle ossessivamente, per generare paura e indurre chi ascolta a riconoscersi in uno slogan che rassicura e ti fa sentire dalla parte giusta;