tempo di agire
14 Dicembre 2010
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tempo di agire

 

 

Per il fatto stesso che tra le vostre mani c’è questo foglio e i vostri occhi stanno scorrendo queste righe siete potenziali pericolosi sovversivi che disattendono all’ennesimo diktat dell’ancora, per poco, presidente del consiglio Berlusconi che ha ordinato: “Non leggete più i giornali, vi imbrogliano”. Una persona disperata, così potente da trasformare in oro tutto quello che impatta, senza curarsi della liceità, e così ricco da pagare seguaci e segugi, perfino i piaceri più belli che, complice il denaro, diventano di uno squallore unico, è capace di ogni cosa, soprattutto ora che le patrie galere diventano una possibilità concreta. L’unico salvacondotto che siamo disposti a concedergli è il cellulare che lo conduce dentro, come tutti i cittadini che contravvengono alle leggi. Chi ritiene che accanirsi contro di lui è come sparare sulla croce rossa, non conosce la storiella di quel contadino che trovò una vipera semi assiderata, proprio in questo mese già troppo freddo, e se la mise in grembo per riscaldarla. D’Alema prima e Veltroni poi, dato che la storia non insegna niente a chi crede di sapere tutto, hanno sperimentato il morso letale, non loro direttamente purtroppo ma il loro partito, di colui che ogni volta sembrava definitivamente spacciato.

Non tifiamo e non siamo disponibili a sostenere una classe politica perennemente cinica, non interessata a far luce sulle stragi e che subisce l’assassinio di Moro come sacrificio necessario; come si possono versare lacrime per gli omicidi di Falcone e Borsellino e poi fare trattative con cosa nostra fino a sospendere il carcere duro ai mafiosi conclamati? Perché ogni volta che si arriva al rapporto mafie e politica i pentiti perdono di credibilità e le indagini si arenano? Non è mai troppo tardi per ravvedersi, ma dove erano Fini e i suoi accoliti, sempre più numerosi visto il fuggi fuggi dalla nave che affonda, in questi quindici anni in cui ha imperversato un certo Silvio Berlusconi? Come si può scommettere su persone che tornano freschi di giornata dal pianeta Marte? Se sono stati complici vanno allontanati dalla cosa pubblica perché ugualmente colpevoli; se non si sono resi conto di quel che accadeva e della violazione delle leggi vuol dire che non sono idonei a stare in politica.

È indispensabile una nuova classe politica che rimetta al centro la persona con i suoi bisogni, che non sacrifichi l’ambiente agli interessi, che si renda conto che siamo parte legata indissolubilmente al tutto. Questo è già scritto nella Costituzione, non c’è da inventarsi nulla, basta riprenderla in mano, studiarla e attuarla così come ci è stata consegnata. Di quanto sia pericolosa e sovversiva si è accorta anche la Gelmini, ministro dell’istruzione, che aveva proposto, in un momento di follia, di riconsegnarla agli studenti, ma poi si è ben guardata dal far sì che tornasse a circolare tra i banchi di scuola. I credenti hanno anche il Vangelo. Non le storielle melense inventate ad arte per il bianco natale in modo da sentirsi per un giorno tutti più buoni. Ma la scelta seria e drammatica di un Dio che scommette sull’impo- tenza di un bambino, nato e vissuto alla periferia dell’impero, per abbattere con la forza dell’amore gli Erode di turno che si illudono con i giochi di palazzo di poter controllare il mondo.

“Di due cose i potenti hanno sempre avuto una grande paura: delle idee (diverse dalle loro) e dei cittadini (coloro che si rifiutano di considerare la vita una merce)” scrive Riccardo Petrella. E noi in questo insignificante angolo d’Italia che è il Molise abbiamo iniziato un cammino che va incoraggiato e sostenuto, ma che nessuno può e deve fermare: dalla raccolta delle firme perché l’acqua resti un bene pubblico, non privatizzabile, alla lotta contro l’eolico selvaggio, fermando le pale che avrebbero deturpato la bellezza di Altilia; dalla denuncia delle discariche abusive e inquinanti, con possibile radicamento della camorra, all’impegno per la ricostruzione delle zone colpite dal sisma, evidenziando bugie e mezze verità contenute nel libro bianco del commissario Iorio; dall’accoglienza dignitosa degli immigrati, che sono persone prima che braccia lavorative, al progetto di una sanità veramente al servizio dei cittadini. Come non vedere in tutto questo la volontà di risvegliarsi e riprendere in mano le proprie e altrui sorti? Certo, sono solo ancora fermenti, destinati però a lievitare perché anche “se la sventura è grande, l’uomo è più grande della sventura” (Tagore). Perciò è tempo di tornare ad un impegno attivo, totalizzante, ora che un nuovo mondo comincia a germogliare. Agli ancora dubbiosi una domanda: se non ora, quando?☺

 

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