Termoli: cartucce bagnate
16 Luglio 2019
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Termoli: cartucce bagnate

La stagione del voto è ormai passata (non mi riferisco alla maturità, ovviamente) e se ne sono dette di tutti i colori. Fra analisi del voto camuffate in accuse verso gli elettori, sproloqui ipocriti a destra e a manca, sembra ancora una volta che dovrebbero essere i cittadini elettori ad imparare a votare e non i politici a raccogliere il messaggio uscito dall’urna.

A Termoli la campagna elettorale per il rinnovo del consiglio comunale è stata caratterizzata dai cantieri. Lavori in corso ovunque, forse a voler dimostrare che l’amministrazione uscente teneva a cuore la città. In verità hanno provocato più di un disagio; non c’era quartiere senza interruzioni o rallentamenti. E se tutto questo fosse stato fatto un po’ alla volta nel corso degli ultimi cinque anni? Si sarebbe fatto in tempo ad apprezzarne i risultati. O forse si è trattato di una tattica per usare fino all’ultimo spicciolo secondo le proprie intenzioni e lasciare le casse vuote?

Ho invocato per anni l’ eliminazione del semaforo nella piazza del Papa e non saprei quantificare il tempo che ho trascorso in fila davanti ad una luce rossa e finalmente vedo i lavori per la rotatoria. Ero ben disposta ad affrontare il disagio nell’andare e tornare da scuola, ma poi mi accorgo che i lavori stavano restringendo l’incolonnamento di via America, invece di una rotatoria a due corsie, adatta a quei grandi viali, se ne stava realizzando una a corsia semplice, di fatto un imbuto.

Un capitolo a parte va dedicato alla vicenda dei locali da destinare come sede delle associazioni. Il bando per richiedere l’assegnazione in comodato è stato pubblicato solo 10 giorni prima della scadenza; l’affissione all’albo pretorio è avvenuta con ulteriore ritardo. Eppure era ben noto l’interesse per una simile possibilità, la sala consiliare era gremita il giorno dell’illustrazione del progetto da parte del sindaco.

Come se non bastasse l’ esposizione dei criteri per l’assegnazione dei punteggi sembrava una cattiva traduzione dal sanscrito, forse manca un filologo di livello tra le fila degli impiegati comunali. Gli interessati si sono però impegnati a dedurre quello che veniva loro richiesto e poi, a ridosso della scadenza, i termini sono stati prorogati perché hanno ammesso di aver dimenticato le associazioni sportive (alle quali era in precedenza stato suggerito di rientrare fra le associazioni culturali perché si trattava di “cultura dello sport”). Si sa che la fretta è cattiva consigliera ma alla palazzina di contrada Mucchietti mancano solo muri, finestre, porte e impianti, che aspettiamo ad assegnarle? Che poi, in quella già citata conferenza, il sindaco si era espresso diversamente. Vuoi vedere che è stato il dirigente a premere sul pedale dell’acceleratore? Magari non voleva affrontare questa cosa con la nuova amministrazione. Già, ma ora il bando troverà seguito o farà la fine degli orti sociali? Certo questa volta c’è di mezzo l’accordo con la Diocesi di Termoli-Larino, ma anche la chiesa di Sant’Antonio faceva parte di un accordo disatteso per oltre 30 anni.

Non parlo della questione tunnel e della decisione del Tar perché non è semplicemente un capitolo a sé, è proprio un altro libro.

Questo atteggiamento di rimandare tutto al 90° mi ha riportato alla memoria alcuni miei vecchi compagni di scuola che navigavano sotto il pelo della sufficienza per tutto l’anno scolastico e poi, quando i giochi erano prossimi alla fine, studiavano sette/otto ore di fila per farsi interrogare e strappare la promozione.

Eppure i termolesi si accontentano di poco, in fondo.

Ricordo il 15 agosto dello scorso anno quando una signora che assisteva allo spettacolo dei fuochi pirotecnici al borgo sbottò: “Se non si incendia il castello, salta Sbrocca!”.

Ecco, bastano un po’ di spari fatti bene, non con le cartucce bagnate.☺

 

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