Termoli chiama europa
10 Maggio 2019
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Termoli chiama europa

La situazione politica in vista delle prossime amministrative 2019 è disarticolata, incongrua e dall’esito incerto. Il centrodestra parte avvantaggiato soprattutto dopo gli anni di Sbrocca, il quale ha forse fatto fronte con capacità amministrative, ma non certo dal punto di vista del rispetto dei ruoli. La dura battaglia ingaggiata soprattutto con i comitati “no tunnel” ha svelato il vero volto del sindaco uscente, e ricandidato del PD. Un politico senza aperture popolari e democratiche. Ogni sindaco in precedenza aveva saputo offrire possibilità di dialogo, senza ostinarsi nella chiusura alle richieste di confronto politico. I movimenti, da par loro, hanno ingaggiato una lotta dura cadendo nella trappola del contrasto alla persona e relegando a volte il tema specifico, animando e inasprendo i rapporti.

Il governo locale si è mostrato molto più aperto dal punto di vista delle iniziative sociali e rivolte ai soggetti in difficoltà, offrendo possibilità di collaborazione e co-progettazione ad associazioni e cooperative impegnate nei vari settori dell’emarginazione, ma questo grazie soprattutto alla lungimiranza dell’assessore e vicesindaco. Sbrocca dovrà scontare alcune inadempienze: non aver dato corso alla volontà popolare e consiliare circa la ri-pubblicizzazione del servizio idrico integrato, la mancata conferma della bandiera blu causa il malfunzionamento dei depuratori e ancora l’imposizione del tunnel e della privatizzazione di parti del territorio e dei servizi.

Se la sua scarsa capacità relazionale sarà il principale problema, dall’altra parte, nel centrodestra, non si poteva scegliere candidato più lontano dall’empatia. Lo stesso dicasi per il Movimento 5 stelle che ha già toccato con mano lo scarso appeal del proprio candidato alle scorse elezioni. E i movimenti? Alcuni comitati e liste cercano la quadra con la candidatura di Marcella Stumpo, considerata divisiva, ma sicuramente slegata dagli apparati ed espressione della discontinuità. Gli altri candidati, ad es., Remo Di Giandomenico sono apparentemente di esperienza, ma con scarse possibilità. Altri si affacceranno, ma tutti per avere un residuo di voti e per fare testimonianza, senza una incidenza sulla realtà sociale.

La Stumpo darà molto fastidio a Sbrocca e sicuramente assottiglierà le possibilità di vittoria del sindaco uscente. In sintesi, la fluttuazione e la volatilità del voto, consentono di prevedere ciò che certamente non accadrà, ma non quello che avverrà. Sicuramente il movimento 5 Stelle non pescherà voti a sinistra data l’alleanza di governo con Salvini, sicuramente il Pd andrà spaccato vista la durezza interna mostrata da Sbrocca nei confronti dell’ala Pd cittadina aperta al confronto con le istanze popolari, sicuramente la Lega locale non prenderà il volo come sembra possa fare la versione nazionale alle europee anche perché creare “nemici improbabili”, questa volta, non le sarà facile. Dopo un po’ i poveri e i deboli non funzionano come capri espiatori ed occorre affrontare la realtà. Se il centro destra non avesse platealmente sbagliato candidato avrebbe posto una seria ipoteca sulla vittoria, ma in questo modo Sbrocca ritorna in ballo e conserva qualche possibilità.

Lo spettacolo sembra indecente soprattutto a destra dove i riposizionamenti e cambiamenti di casacca delimitano e sottovalutano il reale tema politico. Che ruolo avranno le città in un sistema neoliberale dove la democrazia di prossimità non ha più motivo di esistere, schiacciata tra tagli e privatizzazioni? E il grande tema dei cambiamenti climatici come influirà sulle scelte di politica locale? Ci si chiede: chi rappresenterà il grande movimento sociale che a Termoli si respira, soprattutto grazie ad esperienze innovative come “la città invisibile”, spazio autogestito di solidarietà per i senza tetto e per la cittadinanza mondiale? Si terrà conto del grande lavoro che l’audit civico termolese, aderente al Cadtm Italia, ha messo in campo mettendo il naso nei conti del comune di Termoli e scoprendo un mondo diverso da quello dipinto finora, con potenzialità che non giustificano la privatizzazione dei servizi e del territorio?

Utilizzo una massima per ampliare ed approfondire il campo di indagine e spostarlo al vero terreno di scontro politico, quello europeo. “La verità contempla sempre anche il punto di vista degli altri, la menzogna contempla sempre e solo il  proprio punto di vista”. Questo per indicare che la strada maestra non è partire da se stessi, dal proprio orticello, dal proprio spazio di potere e di affermazione personale, ma risiede nel partire dalle reali esigenze degli altri e soprattutto di chi fa più fatica. Contestualizzando il tema delle città e dei municipalismi dentro quello più ampio dell’Europa direi di ampliare la nostra visuale per comprendere il ruolo che i municipi avranno nella reale ri-appropriazione dei beni comuni. L’Europa delle restrizioni finanziarie e della Austerity farà spazio alla solidarietà e ad un nuovo modello sociale più aderente a quello originario che ha permesso di unire le energie e tentare di costruire un unico continente, ora alla deriva? E il grande tema del debito pubblico dei paesi a rischio, come l’Italia, che fine farà☺

 

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