Terremoto in Centro Italia: evitiamo di ripetere i soliti errori
30 Agosto 2016
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Terremoto in Centro Italia: evitiamo di ripetere i soliti errori

Le analogie con L’Aquila

Mentre andiamo in stampa, le vittime accertate del terremoto che ha sventrato interi comuni del Centro Italia salgono a 291. Dato che, ahinoi, dobbiamo considerare ancora provvisorio e che si avvicina, ora dopo ora, a quello registrato dopo il terremoto de L’Aquila (309 morti). Di quel cratere, dove mi recai come

[caption id="attachment_16515" align="alignright" width="300"]l'aquila L’Aquila, aprile 2009 – nella foto si nota un pilastro in cemento armato che si è spezzato dopo la scossa[/caption]

radioamatore volontario, ricordo nitidamente i pilastri spezzati.

Il cemento armato, si scoprì, era composto più che altro di sabbia e i tondini (le barre in acciaio che costituiscono l’armatura) erano scarsi e non fatti di acciaio al carbonio, consigliato in zone sismiche. Da qui la prima analogia col sisma del 24 agosto scorso. [ot-link url="http://www.repubblica.it/cronaca/2016/08/27/news/terremoto_l_accusa_del_procuratore_palazzi_con_piu_sabbia_che_cemento_-146690386/?refresh_ce#gallery-slider=146619058"]“Quanto è accaduto – sottolinea il procuratore capo di Rieti, Giuseppe Saieva – non può essere considerato solo frutto della fatalità (..) le faglie hanno fatto tragicamente il loro lavoro (..) ma se gli edifici fossero stati costruiti come in Giappone, non sarebbero crollati”. E ancora, riferendosi ad un palazzo con i tramezzi crollati, il Procuratore dichiara “Devo pensare che sia stato costruito al risparmio, utilizzando più sabbia che cemento”.[/ot-link]

Una scuola simbolo, come a San Giuliano

[caption id="attachment_16517" align="alignleft" width="300"]san giuliano di puglia scuola jovine Scuola “F. Jovine”, San Giuliano di Puglia (dopo il sisma del 2002)[/caption]

La Procura di Rieti ha aperto un’indagine sul crollo di 115 edifici e dovrà occuparsi – come accadde a San Giuliano di Puglia – anche del crollo di una scuola elementare. Se la “Jovine” uccise 26 alunni e una maestra sotto il peso di una sopraelevazione fatta male, la “Romolo Capranica” di Amatrice si è sgretolata incredibilmente dopo essere stata ristrutturata, seguendo le norme antisismiche, ed inaugurata nel 2012. Resterà questa il simbolo del fallimento delle istituzioni, delle promesse di scongiurare l’ennesima tragedia. Eppure ora, con l’edificio in frantumi,[ot-link url="http://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/lavori-nella-scuola-distrutta-lombra-dei-legami-con-i-boss/"] iniziano ad emergere strani intrecci societari e possibili collusioni mafiose di un consorzio, la “Valori Scarl”, già al centro – direttamente o indirettamente – di indagini ed interdizioni antimafia[/ot-link] e che, forse anche vantando il capolavoro realizzato ad Amatrice,[ot-link url="http://www.ilgiornale.it/news/cronache/consorzio-che-ristruttur-scuola-amatrice-costru-fondamenta-1299710.html"] ha ottenuto appalti milionari ad Expo per realizzare le fondamenta dei padiglioni[/ot-link]. Dopo i terremoti di San Giuliano e L’Aquila, [ot-link url="http://www.abruzzoweb.it/contenuti/inchieste/595884-302/"]quasi tutti i (presunti) responsabili la fecero franca. Per molti altri, la prescrizione è dietro l’angolo[/ot-link]. Non ci resta che sperare che, per una volta, la storia non si ripeta.

Il mito della ricostruzione

[caption id="attachment_16518" align="alignright" width="300"]l'aquila balconi case crollati crollano i balconi nelle “new town” aquilane (foto da: Il Centro)[/caption]

Fatta salva l’esperienza del Friuli, l’Italia è disseminata di crateri e sfollati. Nell’Irpinia ci sono ancora molte famiglie che vivono in lamiere potenzialmente cancerogene, ad oltre trent’anni dal terremoto simbolo del malaffare. In Molise si contano centinaia di terremotati nei prefabbricati, mentre altrettante persone hanno goduto di un folle provvedimento dell’allora commissario Iorio per “rifarsi” le case in comuni non colpiti dal sisma. E, [ot-link url="http://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/il-molise-insegna-basta-interventi-da-cartolina/"]come spiega il nostro direttore intervistato dal Fatto Quotidiano, tra mille cavilli burocratici e colpi di genio dei commissari, non spenderemo mai il 50% dei fondi stanziati per la ricostruzione[/ot-link]. [ot-link url="http://ilcentro.gelocal.it/laquila/cronaca/2016/04/03/news/l-aquila-crolla-un-altro-balcone-nelle-case-del-post-terremoto-1.13232373?refresh_ce"]A L’Aquila, il capolavoro: “C.A.S.E” in tempi record ed i balconi sbriciolatisi altrettanto velocemente. [/ot-link]

Truffe, solidarietà e sciacalli del web

Se ancora una volta gli italiani stanno mostrando il meglio di sè nell’imponente macchina della solidarietà messa in piedi in poche ore, è altrettanto vero che sul web girano moltissimi sciacalli, anche mediatici. Furono tantissime le truffe scoperte dopo il terremoto de L’Aquila, ma la cosa che passerà alla storia è il metodo Bertolaso. L’ex capo della Protezione Civile, che se non rispetterà la promessa di non avvalersi della prescrizione, godrà dell’incomprensibile avvio ritardato del processo (iniziato 6 anni dopo quello alla Commissione Grandi Rischi), decise allora che i 5 milioni donati dagli italiani per l’emergenza fossero stornati per il post- emergenza. Girati al consorzio finanziario “Etimos”, quei soldi servirono a garanzia di prestiti erogati dalle banche ai soli terremotati ritenuti affidabili, con tanto di tassi d’interesse. Chi aveva perso tutto ed era un probabile insolvente, restò a bocca asciutta. Trascorsi i 9 anni stabiliti da Bertolaso, quel denaro tornerà alla Regione Abruzzo ma, incredibilmente, senza vincoli di spesa. In queste ore, intanto, stiamo assistendo ad un’altra forma di sciacallaggio, quella mediatica. Circolano informazioni mendaci circa la manipolazione della magnitudo per non far pagare allo Stato i costi del dopo terremoto. Balle. Anche qualche blog di terza categoria ha pensato bene di lucrare sulle vite spezzate dall’ennesimo terremoto della storia repubblicana. L’ennesima sciagura che poteva, doveva, essere evitata.

Noi, umilmente, da “giornale dei terremotati”, faremo il possibile per tenere alta la guardia sulla nostra e sulle vicine ricostruzioni, sperando sempre di poter asserire, un giorno, che il Belpaese ha imparato la lezione.

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