Transumanza e pietà popolare
15 Febbraio 2019
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Transumanza e pietà popolare

Dal XII fino al XV secolo, con la realizzazione di opere lignee la scultura iniziò a maturare un’esperienza autonoma, all’altezza dell’erudito panorama artistico del periodo, trasferendo e sintetizzando nell’intaglio ligneo l’alta qualità derivante dalle già affermate produzioni gotiche della pittura e della scultura in pietra.

Il diffondersi di cattedrali, chiese conventuali e chiesette rurali rese sempre più elevata la richiesta di manufatti a carattere liturgico e devozionale e l’utilizzo della materia lignea riuscì a rispondere in maniera più che soddisfacente a tale esigenza. Il legno costituiva infatti un materiale economico, oltre che facilmente lavorabile, ed i folti boschi dei territori abruzzesi erano pieni di abeti, cipressi, castagni, rovere: tutte varietà molto adatte alla scultura. La centrale posizione geografica dell’Abruzzo e la floridezza sempre maggiore delle sue città permise di aprire le proprie tecniche di rappresentazione scultorea a scambi e contatti con importanti correnti artistiche, sia durante la fase medievale sia dopo aver varcato la soglia del Quattrocento.

Le influenze più importanti sono da ricondursi ad uno specifico stile gotico di provenienza francese, i cui echi giunsero in Abruzzo sia dagli ambienti umbro e toscano, in riferimento ai quali interessanti risultano i legami rintracciabili tra sculture lignee abruzzesi ed orvietane, sia da quello napoletano. Napoli fu infatti luogo di confluenza di artisti di vario genere, tra cui anche scultori che per vari decenni si portarono dalla Francia al servizio della raffinata Corte Angioina, dalla quale i riflessi di questa corrente francesizzante si espansero anche in Abruzzo e Molise.

Dal Romanico al Gotico

Fu così che nella nostra regione, già a partire dalla fine del XIII e gli inizi del XIV secolo, lo stile di impronta schiettamente romanica, che contraddistingueva la scultura lignea del periodo, iniziò ad essere aggiornato ed ingentilito dal nuovo linguaggio espressivo di gusto gotico. Numerose sono le sculture rappresentanti Madonne e Santi contenenti un primordiale compromesso tra i severi schemi compositivi di origine romanica e le prime, timide soluzioni lineari di stile gotico. Il percorso evolutivo della scultura lignea abruzzese rivelarono caratteri artisticamente sempre più alti e, accanto ad esemplari più rustici, si produssero opere nelle qua- li l’elemento gotico si fuse con quello romanico secondo un modello sempre più raffinato. È interessante notare come, su questo nuovo linguaggio espressivo di matrice gotica, la mano degli artisti locali riuscì a costruire una tradizione figurativa autonoma nella quale gli elementi compositivi della forte tradizione romanica non gravavano come semplici sopravvivenze di un genere ormai superato, ma continuavano a rappresentare l’espressione di consuetudini artistiche locali e della realtà culturale e religiosa ad esse collegata.

Gli arcaici caratteri di essenzialità, solennità, solidità mantennero la propria connotazione rivivendo in una nuova e più raffinata atmosfera, nella quale trovarono spazio nuove soluzioni lineari, sinuose, eleganti. Un affascinante esempio di tale maturità e coerenza di stile è rappresentato dalla Madonna con il Bambino della Chiesa conventuale di Santa Maria di Loreto in Toro: “….gesto senza tempo e universale, fatto di sguardi, di tenerezza, dolcezza, soavità e leggiadria, che emanano empatia e condivisione nello spettatore, come raccontano le sculture umbro-abruzzese del XIV secolo. Madonne in trono o in cammino, indicano a specchiarsi nella bellezza dello sguardo di Dio”.

La statua è stata realizzata utilizzando un unico pezzo di legno e la sua forma si adatta alla sezione di tronco da cui è ricavata facendo in modo che il corpo da rappresentare seguisse la curva obbligata creata dal legno.

Il tronco è alleggerito svuotandolo nella parte interna e poi, attraverso appositi strumenti, modellato all’esterno in forme tendenzialmente affusolate sulle quali erano quindi applicate delle sottili strisce di lino a loro volta ricoperte da uno strato di mestica, composto da gesso e colla, meccatura in oro.☺

 

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