Trump, l’america, il neoliberismo
19 Febbraio 2021
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Trump, l’america, il neoliberismo

Per capire il sistema, il neoliberismo, basta Trump, anche lui onnipotente per il 50% degli americani e di tutti i servi dell’impero, soprattutto del nostro Paese, personaggi di un teatrino che continua ad incantare e a guidare, soprattutto con l’informazione – in particolare una tv spazzatura – gli italiani più deboli, più arrabbiati, più impauriti, più preoccupati dell’oggi che del domani. Le cosiddette masse, oggi le uniche e tutte a disposizione del sistema che le adopera, le usa a suo piacimento, dando loro un punto di riferimento, un capo capace di tenerle insieme con tutti i mezzi, l’informazione/disinformazione innanzitutto. Notizie, soprattutto false, che sono quelle che piacciono di più; trasmissioni appositamente congegnate con conduttori scelti e non solo, anche ospiti selezionati, in grado di urlare, sparare sciocchezze, parlare e dire le cose che più piacciono alle masse che applaudono e urlano ad ogni parola pronunciata dal capo.

Parole che rivendicano un potere assoluto, mai i diritti e i doveri; la forza mai la democrazia; la galera e, spesso, la morte, mai la libertà, la vita; la distruzione del nemico, mai il dialogo, la solidarietà; l’oggi, mai il domani; i distinguo, mai l’unità; le disuguaglianze, mai l’uguaglianza, che vuol dire pace, crescita, soddisfacimento dei bisogni di tutti e non solo di pochi, anche dei loro bisogni, ma senza l’uso della forza, della violenza, della prepotenza, dell’odio. Militanti del sistema, tant’è, come nel caso dei fatti accaduti nel giorno della befana con l’assalto al Campidoglio, li lascia passare, anzi, li accompagna nell’assalto che causa morti, feriti, distruzione, prima di tutto di un simbolo della democrazia, il Parlamento rappresentato dagli eletti del popolo. Un simbolo che in Italia hanno pensato di dimezzare con il referendum di mesi fa, per evitare – c’è da crederlo – il suo assalto da parte dei militanti del sistema. Un sistema che, come Trump, non accetta critiche, e meno che mai, la sconfitta, tant’è che, se costretto, diventa furibondo, violento, assassino, distruttore anche di ciò che lo aveva e lo sostiene ancora.

Un pazzo scatenato che ha i soldi e, con i soldi, masse di affamati, soprattutto sotto la spinta delle disuguaglianze rappresentate da una forbice che si allarga sempre di più: ricchi sempre più ricchi e sempre più i poveri, ancora più poveri, cioè gli affamati, i disperati, i pronti a tutto, le masse vittime del sistema, e, nel contempo, artefici del mantenimento del sistema fino alla sua implosione. Un “muoia Sansone con tutti i filistei”, tanto per tornare alla Bibbia, alla storia.

La pandemia oggi, la catastrofe domani, quella che colpirà tutti, se non riusciamo a trovare subito una via di fuga, quella che ci porta a riagganciarci con il passato e, così, darci la possibilità di riprendere il cammino, questa volta ritmato dalla sobrietà, dalla possibilità di parlare, osservare, meditare, raccontare, stando insieme. Niente più macchine superveloci, aerei supersonici, bombe atomiche, conquiste spaziali, guerre. Niente più guerre e, senza di esse, niente più dominio di un popolo su un altro, cioè violenza, stragi, sangue, morti, distruzione di territori, i soli veri tesori quali contenitori di storia, cultura, tradizioni, paesaggi, ambienti, identità. Niente più follia alimentata dal bisogno di denaro, di onnipotenza, ma pace che racconta i ritmi della natura e quelli dei nostri cuori, della nostra anima.

Le scene del pomeriggio dell’epifania, nella capitale dell’impero, sono a rappresentare una crepa, una fessura, un cedimento del potere di un uomo che si sente, per colpa del troppo denaro che ha, onnipotente e, come tale, folle. Un uomo che, con i suoi atteggiamenti e le sue azioni, è la  rappresentazione del neoliberismo, il sistema della finanza (banche e multinazionali), il suo simbolo. Un sistema predatorio e distruttivo, che, non avendo nel suo DNA la possibilità di riconoscere i tanti errori e di pentirsene, imploderà. Collasserà con tutti dentro, le masse di assalto al Parlamento e, insieme, anche quelle che amano la pace, la democrazia, la libertà, il confronto ed hanno rispetto del territorio, della natura e pensano a un mondo migliore, ma che non erano presenti a difendere il Campidoglio. Tutti vittime della fine del sistema. Bisogna evitare l’ implosione e ciò è possibile solo se chi vuole un mondo nuovo, governato dai valori e non dal denaro, diventa partigiano, cioè esempio di resistenza e lotta contro il sistema, non solo a parole ma con l’esempio, le azioni, i fatti. Una nuova Resistenza, non solo alla prepotenza ed alla violenza, ma alla dittatura del neoliberismo se si vuole sconfiggere il sistema, la stessa pandemia ed essere protagonisti di un mondo nuovo, migliore, da lasciare alle nuove generazioni.☺

 

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