Un albero in più
7 Gennaio 2020
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Un albero in più

L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha proclamato il 2020 “Anno internazionale della salute delle piante”. A questa notizia il pensiero è probabilmente corso all’allarme creato dal batterio della xylella, la peste degli olivi, che dopo aver devastato le piantagioni della Puglia si sta avvicinando, al ritmo di 2 chilometri al giorno, al resto del Mezzogiorno, compreso ovviamente il Molise. Ma la comunità internazionale ha voluto in questo modo riconoscere non solo quanto sia importante la lotta contro gli organismi nocivi, al fine di evitare la loro diffusione e di garantire la sicurezza alimentare, ma anche quanto le piante siano indispensabili alla vita sulla Terra: forniscono l’80 per cento del cibo consumato dall’uomo, aiutano a contrastare l’inquinamento atmosferico, combattono il surriscaldamento.

La scelta dell’ONU si sposa perfettamente con altre encomiabili iniziative, che vale la pena di ricordare brevemente. Una risponde al nome di Ecosia ed è in realtà un motore di ricerca fondato nel 2009 in associazione con il WWF, che si propone di investire l’80% degli introiti derivanti dalle pubblicità online nella salvaguardia della foresta tropicale. In altre parole, ogni utente può dare il proprio contributo alla riforestazione semplicemente cliccando su www.ecosia.org: ogni 45 ricerche fatte, viene piantato un albero. Un’altra iniziativa è stata lanciata lo scorso settembre da Stefano Mancuso, scienziato e direttore del LINV (Laboratorio internazionale di neurobiologia vegetale), da Carlo Petrini, patron di Slow Food, e dall’arcivescovo di Rieti, Domenico Pompili. Si tratta di “Un albero in più”, campagna rivolta a comunità, istituzioni, aziende, ma anche a privati cittadini, perché piantino sessanta milioni di alberi, all’incirca uno per ogni abitante dell’Italia, compresi i neonati. Gli animatori hanno ben colto il messaggio di papa Francesco con la sua Enciclica Laudato si’ “sulla cura della casa comune”, a oltre quattro anni dalla sua pubblicazione, e del movimento ambientalista degli studenti di Fridays for Future, più di recente ispirato da Greta Thunberg. E la loro idea, per grandiosità, rischia di andare oltre la visione del famoso racconto di Jean Giono, L’uomo che piantava gli alberi. Chi non ricorda la vicenda, sebbene inventata, di Elzéard Bouffier, il pastore che da solo, nei primi decenni del 1900, riveste di alberi un’intera vallata in Provenza, ai piedi delle Alpi?

“Quando desidero rinnovarmi, vado in cerca del bosco più buio”, scriveva Henry David Thoreau in alcune sue profonde riflessioni, ora raccolte in Ascoltare gli alberi (Milano, Garzanti, 2018). Il poeta e filosofo statunitense, oggi considerato un precursore del pensiero ecologista, ci ricorda in quelle pagine come, oltre a fornire ossigeno e cibo, alberi e piante abbiano un’altra fondamentale funzione, di tipo intellettuale ed emotivo. Così, a seconda dei diversi momenti dell’anno, il mondo vegetale ora ci invita a “una mostra di licheni nel museo della foresta”, ora, ricoperto di ghiaccio, ci offre “una grande torta glassata con i suoi ornamenti”. Ma soprattutto ci dà lezioni di vita: “È con vivacità e leggerezza che le foglie marciano verso l’ultimo luogo in cui riposeranno. Non portano alcun lutto, ma scorrazzano allegramente sopra la terra […] Loro che svettavano a tali altezze, con quale soddisfazione ritornano alla terra e vengono deposte in basso, rassegnate a giacere e decomporsi ai piedi dell’albero, e a concedere nutrimento a nuove generazioni della loro specie, proprio come a svolazzare ancora in alto! Ci insegnano a morire”.

E un altro frammento di saggezza di Thoreau, pentitosi di aver lanciato un sasso contro un castagno per farne cadere i frutti, ci riporta al tema per questo 2020 e alla necessità di aver cura delle piante: “È peggio che villano, è criminale infliggere una ferita […] all’albero che ci nutre o ci protegge. I vecchi alberi sono i nostri genitori, e forse genitori dei nostri genitori. […] Il pensiero che nel danneggiare l’albero stavo rapinando me stesso non mi è venuto in mente, ma sono rimasto colpito come se avessi tirato un sasso contro un essere senziente […]. Guardati dall’uomo che abbatte un albero per raggiungere i frutti! Qual è la morale di un gesto simile?”☺

 

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