Un mondo a rovescio.. va rovesciato!
3 Novembre 2016
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Un mondo a rovescio.. va rovesciato!

Lettera aperta a quanti non vogliono rimanere con le mani in mano

Mentre per i terremotati molisani inizia il quindicesimo anno di patimenti con tanta rabbia e meno speranze, ci rendiamo sempre più conto che la mancata ricostruzione è l’emblema dei molti fallimenti della politica locale e nazionale. Renzi promette il ponte sullo stretto per collegare, via terra, mafia e ‘ndrangheta, nel vuoto di strade, prima e dopo il tratto di mare; Frattura insegue la metropolitana leggera per condurre i turisti a visitare un cimitero industriale dove un tempo lavorava molta gente. Nel porto di Termoli fa ancora bella mostra di sé il catamarano, che periodicamente balza all’onore delle cronache, simbolo degli sprechi legati alla fasulla ripresa produttiva del Molise; a pochi chilometri di distanza si veglia intorno allo zuccherificio che da anni è in stato vegetativo, mantenuto in vita dalle periodiche sostanziose flebo che la regione ha iniettato, incapace di progettare una riconversione e uno sviluppo diverso, compatibile con l’ambiente e soprattutto a tutela dei posti di lavoro.

La domanda di fondo è: perché coloro che si danno alla politica attiva sono convinti che solo imbrogliando i cittadini, per estorcere il voto, possono governare?

Se si rivelano inadeguati o incapaci, dovrebbero avere la bontà di chiedere scusa e tornare a casa; se i loro progetti sono così ambiziosi che richiedono sacrifici, dovrebbero avere il coraggio di parlare esplicitamente; se hanno commesso errori di valutazione dovrebbero tornare sui loro passi, prima che sia troppo tardi. L’onestà, soprattutto se unita alla competenza, paga – magari alla lunga- e fa camminare a testa alta.

Si fa un gran parlare di famiglia come soggetto politico e allora perché la politica non si riprogetta su questo modello? In qualunque famiglia, degna di questo nome, le scelte che man mano si fanno devono essere quantomeno compatibili con le esigenze delle persone più deboli. Ciò che nuoce va evitato accuratamente. E allora perché si continuano a fare scelte che accrescono il divario tra i ricchi e i poveri? Se una famiglia lascia morire di fame un figlio, oltre ad essere processata, sicuramente viene privata della tutela di eventuali altri figli; perché lo stato assiste impassibile alle tragedie che si consumano nelle case degli impoveriti dal sistema? Se in famiglia si fanno anche sacrifici per assicurare le cure a chi sta male, perché la sanità ormai è un lusso che non tutti possono permettersi? Se in famiglia si è sinceri, perché questo balletto di cifre per tranquillizzare sulla ripresa economica quando i disoccupati sono in aumento, i giovani non trovano lavoro e le aziende chiudono? Oscurando la verità si finisce per essere solo poveri ciarlatani!

copertina-marzo-2015Altro tema scottante è l’ accoglienza di richiedenti asilo, immigrati, profughi.

La politica assiste imperterrita alla guerra dei poveri che si scatena ad arte nei centri dove vengono ospitati. Non sarebbe il caso di porsi una domanda semplice, al limite del banale: perché nel mondo ci sono oltre trecento milioni di fuggitivi? Ma una risposta adeguata metterebbe in crisi le nostre economie, perché siamo la principale causa di questa trasmigrazione di popoli e allora è meglio alzare muri, rendere impossibile attraversare frontiere, e magari costruire bare piuttosto che ridurre commercio di armi, trafugamento di ricchezze dalle loro terre, salvaguardia dell’ambiente.

La vita italiana si sta polarizzando intorno alla riforma della Costituzione. Sembra che tutto il nostro futuro ruoti intorno ad un No o ad un SI. Mentre ben altri sono i guai da cui ci stiamo distraendo. Finanche il presidente degli Stati Uniti, per non parlare dei Masai del Kenya, si sono espressi a favore della schiforma; ma hanno letto il testo che ci viene propinato? La nostra non è una presa di posizione contro Renzi, ma a favore del popolo italiano che non merita questo pasticciaccio.

La Regione Molise contro i suoi stessi terremotati in Tribunale

E veniamo alla mancata ricostruzione post-terremoto. Finalmente sappiamo chi si oppone al sacrosanto diritto di vedere la propria casa di nuovo agibile e abitabile: la regione Molise. Incredibile, ma vero! Come documenta Domenico D’Adamo nell’ultima pagina, è proprio la regione controparte attiva di quanti, vedendosi negare il finanziamento per la ricostruzione della casa, sono ricorsi alle vie legali. Ad alcuni è stata fornita la motivazione che non avendo fatto richiesta dell’autonoma sistemazione sono stati esclusi, perché se non avevano avuto bisogno del poco, non gli spettava neppure il molto; per altri, come al comune di Ripabottoni per i PEU pubblici, è stato detto, di fronte alla condanna del tribunale, che la regione avrebbe proseguito la ricostruzione solo quando avrebbe avuto del superfluo da spendere; ad altri ancora è andata addirittura peggio: la regione ha fatto appello contro la sentenza del tribunale favorevole ai disgraziati senza casa. terremoto MoliseAltre nefandezze, come l’assenza da mesi di tecnici che facciano scorrere l’iter burocratico delle pratiche (siamo ancora al concorso per la selezione di 19 tecnici), l’archivio dei lavori effettuati ammassato e massacrato dentro stanze senza possibilità di consultazione, il tentativo di recuperare denaro dove c’è stato qualche impedimento nel portare a termine la ricostruzione, oscurano l’unica cosa positiva che è l’aver portato la rendicontazione al 4% in modo da avere più velocemente il denaro dallo stato centrale per pagare lo stato di avanzamento dei lavori.

Politici e amministratori sono eletti per essere ad esclusivo servizio dei cittadini. Se ciò non accade, è meglio mandarli a casa prima che sia troppo tardi. Diciamo NO a questa politica, NO a questa riforma perché vogliamo rovesciare il mondo a rovescio che stanno costruendo!☺

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