una montagna di debiti     di Domenico D’Adamo
30 Dicembre 2011
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una montagna di debiti di Domenico D’Adamo

 

Le prime avvisaglie non fanno presagire nulla di buono per il futuro e la nomina di Di Rocco, “volto nuovo della politica molisana”, alla presidenza dello Zuccherificio del Molise,  ci illumina sul come Iorio e compagni  intendono proseguire sulla strada già tracciata; d’altronde se i “Mollisani” lo hanno di nuovo voluto al vertice della Regione, condividendo in tal modo sia lo stile che le scelte operate, evidentemente dal Governatore Iorio non si aspettano niente di diverso da ciò che ha fatto in questi ultimi dieci anni. Nella precedente legislatura, per rilanciare lo sviluppo del basso Molise ricorse alle cure di un uomo di Comunione e Liberazione, esperto di acque depurate;  in questa, per salvare lo Zuccherificio si è rivolto ad un esperto di terreni agricoli/industriali e, per festeggiare l’avvio dell’attività gli ha costituito una dote di 4,5 milioni di euro, già destinata a ripianare i debiti: sì perché allo Zuccherificio, che è una SPA a capitale misto, è prassi che i capitali appartengano a di tutti i soci, mentre i debiti li paga solo la Regione. Ma questa è un’altra storia di cui dovremo presto occuparci. Ora invece veniamo a noi, ai fatti di terremoto e dintorni dove, nel segno della continuità, al buio costante delle informazioni si aggiunge confusione in quantità industriale  per via di una campagna elettorale fatta di progetti roboanti e di promesse da marinaio.

La famosa delibera CIPE del 3 agosto scorso stanzierebbe, a favore della nostra Regione, soltanto per gli interventi post terremoto, la somma di 346,2 milioni di euro, sufficiente per intervenire su tutte le opere private di priorità “A”: questo dice Iorio nei decreti sottoscritti a settembre di quest’anno che autorizzano gli impegni di spesa per finanziare gli interventi di ricostruzione. Ora  se è vero che i soldi stanziati dal Governo nazionale esistono concretamente, perché la giunta regionale, già  indebitata fino al collo, ha disposto l’anticipazione di  80 milioni di euro per finanziare i lavori della ricostruzione? Qualcuno, sicuramente in mala fede, potrebbe pensare che Iorio si è affrettato ad anticipare i soldi per la ricostruzione in vista delle imminenti elezioni regionali, pur non avendo un centesimo in cassa. Noi, che non siamo abituati a fare insinuazioni, pensiamo che il Governatore si sia messo in un gran pasticcio, la qual cosa lo costringerà a chiedere l’aiuto persino dell’opposizione in Consiglio Regionale per uscirne senza danni, visto che in questi giorni sono pervenuti al suo Ufficio le prime richieste di pagamento per i lavori realizzati con le promesse della Delibera CIPE.

Intanto c’è da segnalare che il Ministro Passera, pochi giorni fa, ha svincolato più di tre miliardi di Euro e, guarda caso, al Molise non è toccato un solo centesimo, non perché è cambiato il Governo e neanche perché l’attuale ministro sia più cattivo del precedente, ma solamente perché di soldi non ce ne erano prima e non ce ne sono neanche ora. La delibera CIPE, sbandierata in ogni angolo del Molise durante la campagna elettorale per Iorio Presidente, è solo un pezzo di carta senza nessun valore, uno dei tanti impegni non mantenuti da Berlusconi e a poco servirà anche l’assist fornito a Iorio da qualche Consigliere dell’opposizione, nel lodevole intento di convincere il Presidente Monti a mantenere gli impegni presi dal suo predecessore perché quei soldi non ci sono mai stati, basta leggere con attenzione gli atti assunti dal precedente Governo nell’ultima manovra per capirlo.

Tornando ai fatti di casa nostra, una seconda domanda vorremmo porre agli inquilini di Palazzo Moffa: è legittimo che la giunta regionale, ormai “sca- dente” , a due mesi dalle elezioni per il rinnovo del Consiglio Regionale, disponga l’antici- pazione di 80 milioni di euro? 160 miliardi di lire non sono bruscolini neanche per il Governo Nazionale, figuriamoci per una piccola Regione indebitata come la nostra. Sarebbe stato opportuno che se ne fosse occupato il nuovo Consiglio e non la Giunta Regionale, perché quei soldi prima di essere introitati alla contabilità Speciale, intestata al commissario Delegato per le attività post sisma, il quale, tra l’altro, non tollera neanche il controllo della Corte dei Conti su quella contabilità, sono anticipazioni sulle quali deve vigilare il Consiglio che ne ha la responsabilità; avremmo in questo caso saputo se si tratta di soldi veri o debiti da cumulare con quelli esistenti, così come avremmo saputo che saranno i cittadini molisani, con le imposte regionali a ripianare questa montagna di debiti. Comunque, che di soldi alla contabilità Speciale del Commissario non ne siano stati introitati, né da parte del Governo centrale né da parte di quello regionale, possono testimoniarlo i titolari delle imprese edili che incautamente si sono aggiudicati i lavori di ricostruzione.

 Un’altra domanda vorremmo rivolgerla all’opposizione, inesistente nella precedente legislatura e per questo sconfitta nell’ultima tornata elettorale, nonostante il clima favorevole per il centrosinistra in tutta Italia.  In attesa di sapere se Iorio è legittimamente il Presidente della regione Molise, a loro vorremmo chiedere se veramente sono favorevoli alla riduzione dei costi della politica visto che un documento comune non lo hanno ancora sottoscritto: un segno di buona volontà se lo aspettano tutti i cittadini molisani.☺

domenicodadamo@alice.it

 

 

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