Una pagina da scrivere
1 Maggio 2017
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Una pagina da scrivere

Lettera aperta a quanti si sentono giovani
Una pagina bianca può essere riempita di scarabocchi e disegnini, per ingannare il tempo, oppure può essere lasciata intatta, per il timore reverenziale di sciuparla, come ci si possono fare barchette o aeroplanini per giocarci. Ma una pagina bianca può essere vergata con pensieri destinati a restare o con grafici che assumono la dimensione di progetti da realizzare. Proprio come il nuovo anno che si apre davanti a noi. Foglio di un quaderno nelle nostre mani. Nessuno può scriverci, al posto nostro, cosa siamo disposti a fare.
I risultati del referendum sono arcinoti. Il Golia, tracotante e seducente nello stesso tempo, come può esserlo solo chi fa del potere un’arma per l’affermazione di se stesso, è stato umiliato da un popolo di insignificanti e disprezzati Davide, pronti a giocarsi il tutto per tutto. La nostra rivista è scesa in campo senza esitazioni e le sue pietruzze hanno contribuito ad abbattere quanti volevano fare della Costituzione carta straccia, magari non senza un tornaconto personale. Perché, e di questo sono certo, se molti hanno votato in buona fede, illudendosi che con il loro sì avrebbero cambiato qualcosa, capibastone e propagandisti, proni tanto da perdere ogni ritegno, aspettavano il risultato positivo per passare all’incasso. È tanta la loro malafede che non pensano neppure di mettersi da parte dopo la cocente sconfitta.. E non mi riferisco solo alle varie Maria Elena Boschi o Anna Finocchiaro che sono tornate a spergiurare su quella costituzione che volevano asservire ai poteri forti. Chi ha portato la comunità di Bonefro contro la storia e il sentire comune, può ancora, spudoratamente, continuare a pontificare impunemente?
È tempo di cominciare a scrivere un’altra storia sulle pagine del nuovo anno!
Dopo quasi cinque anni si è concluso positivamente il processo che ci vedeva imputati perché un autore periferico diede, con linguaggio colorito, del “mezzasega” a un amministratore locale che aveva fatto poco o niente per impedire il deturpamento dell’ambiente affidatogli, già seriamente danneggiato dal terremoto. E a proposito di terremoto, dopo quattordici anni di titanica lotta per la mancata ricostruzione, che trova fuori casa ancora troppe famiglie, viene alla ribalta delle cronache che l’attuale vicepresidente della giunta regionale, nonché assessore, Vittorino Facciolla, è stato denunciato per appropriazione indebita di fondi per la ricostruzione post sisma. Possibile che nessun amministratore del cratere si senta parte lesa? Non ci interessa in questo momento l’aspetto giudiziario, ma il buon senso che avrebbe dovuto far prevalere il principio tipico di ogni comandante di vascello: prima donne e bambini! Novello Schettino ha salvaguardato se stesso prima dei passeggeri! Sempre a proposito di natanti, finalmente è stato svenduto il catamarano che faceva bella mostra di sé nel porto di Termoli, comprato con denaro che sarebbe dovuto servire per la ripresa produttiva del Molise. Come può ancora ergersi a difesa di una regione chi ha sbagliato completamente strategia? Novello Muzio Scevola non dovrebbe amputarsi la mano che ha rovinosamente firmato atti inconsulti?
Col nuovo anno è tempo di voltare pagina!
La politica, nobile arte per amministrare la cosa pubblica, finita nelle mani di politicanti senza scrupoli, purtroppo vive di menzogne e falsità. Dal presidente degli Stati Uniti eletto che lancia messaggi a banchieri, petrolieri e fabbricanti di armi, a discapito dei più deboli, dell’ambiente e dei rapporti internazionali, al nostro Renzi, ancora lui, che si ostina a manovrare, per interposta persona, tutta una nazione. Non aveva assicurato che se ne sarebbe tornato a casa, novello Cincinnato, magari a curare l’orto, facendo finalmente un lavoro, se avesse perso il referendum su cui ha fatto perdere tempo prezioso a tutta l’Italia? Per non parlare del presidente della giunta regionale del Molise che ha scelto di governare rimandando tutte le decisioni importanti a data da destinarsi e finendo di inabissare una sanità ridotta allo stremo. Alle doverose cure preferisce la selezione naturale in modo che sopravvivano solo quelli che hanno anticorpi tali da resistere a tutti gli assalti.
Anno nuovo, vita nuova, per chi è pronto a scommetterci!
Se questa lettera la indirizzo a quanti si sentono giovani non è per un fatto anagrafico perché si può essere giovani a novant’anni e vecchi a venti, ma perché solo chi si sente giovane può sognare e lottare per un mondo altro. Fidel Castro ha sfidato un colosso che in tutti i modi ha cercato di affamare la sua isola ed è morto vincendo la sfida, anche se il cancro del capitalismo ha infettato una parte del suo popolo. Oltre diciannove milioni di italiani hanno resistito alla sirena del renzismo non lasciandosi abbindolare da chi voleva, con lo specchietto per le allodole, distoglierli dalla stella polare della Costituzione. Un’isola come Lampedusa ci attesta che non è ributtando a mare gli immigrati che si risolvono i nostri problemi, ma è costruendo una politica di solidarietà che una comunità si mostra veramente tale. Assuefatti a film di guerra, Aleppo è solo una notizia di telegiornale e gli attentati vicino casa, anziché farci cambiare politica, ci rendono diffidenti verso gli altri, facendo il gioco degli attentatori.
Questo anno può essere prezioso, se non ci ostiniamo a sciupare le sue pagine, per dare una svolta a cominciare dai paesi, dalla regione. Una nuova politica esige uomini nuovi. Finché continuiamo a scommettere su arrivisti senza scrupolo, capipopolo che seducono col loro denaro, tizi che cambiano casacca ad ogni nuovo vento non andiamo da nessuna parte. Ma l’arte del governare non si improvvisa. Riapriamo scuole di politica, facciamo emergere quanti si impegnano con competenza e disinteresse al servizio della collettività, iniziamo ad impegnarci in prima persona per il bene comune, denunciamo ingiustizie e ruberie, torniamo a nutrirci di utopie. È in gioco il nostro futuro, non facciamocelo scippare e non consentiamo ad altri di imbrattare la nostra pagina ancora bianca.
Buon 2017.

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