Una pianta che annuncia l’autunno
9 ottobre 2018
laFonteTV (871 articles)
0 comments
Share

Una pianta che annuncia l’autunno

Nel momento in cui la natura sembra prepararsi a morire, c’è un albero che risplende con il suo giallo ambra, punteggiando i boschi di macchie vivaci o accompagnando talvolta nelle campagne il rosso delle viti: è l’acero, che da millenni segnala con l’oro delle sue foglie il cambio di stagione.

L’acero campestre, detto anche testuccio o acero oppio, appartiene alla famiglia delle Aceracee e si trova nei boschi di latifoglie, associato a querce, frassini e castagni, con preferenza per i terreni calcarei e le posizioni assolate. Insieme all’olmo, veniva spesso piantato nei campi e nei vigneti come tutore vivente per le viti (le cosiddette viti maritate).

È una pianta piccola, a crescita lenta, con una longevità superiore ai cento anni. Non oltrepassa i 10-15 metri di altezza e il tronco, corto, molto ramificato e tortuoso, con una chioma densa, compatta e tondeggiante, può raggiungere un metro circa di diametro. Quando l’acero cresce in terreni poveri, il tronco si ramifica in basso e la pianta assume un aspetto cespuglioso e il portamento di un arbusto. La sua corteccia è liscia e scura nelle piante giovani, mentre negli esemplari adulti, fessurati con l’età, assume una colorazione marrone tendente al grigio. La fragilità della corteccia contrasta con il tronco, che è invece possente, con radici forti e profonde. Le foglie, caduche, palmate e lobate, lunghe fino a 7,5 cm, con 5 lobi, cuoriformi alla base, verde scuro nella pagina superiore e più pallide in quella inferiore, assumono in autunno quelle sfumature giallo-ambra che conferiscono alla pianta un aspetto molto suggestivo. Le gemme si presentano marroni e pelose. I fiori, di un colore giallo tendente al verde, sono piccoli e radi, disposti a grappoli; la fioritura, che avviene tra aprile e maggio, è contemporanea all’emissione delle foglie. I frutti, che maturano invece fra settembre e ottobre, botanicamente si definiscono sàmare e sono costituiti da due semi globosi, piccoli come granelli di pepe, muniti di un’ala membranacea lunga fino a 3 cm, espansa ai due lati dei semi stessi e la cui funzione consiste nell’agevolare la disseminazione. Crescendo molto lentamente, l’acero forma un legno duro ma facile da lavorare: il nome del genere, Acer, deriva dal latino acer, “duro”, con riferimento proprio alla qualità del legno; mentre la specie, campestre, indica che questa pianta cresce spontanea nelle zone di campagna. Per la sua durezza, l’acero viene spesso usato in lavori da intaglio. Con il suo legno pregiato, noto in falegnameria con il nome di “paio”, dalla tinta pallida rossiccia o castana, elastico ma molto resistente, vengono fabbricati piccoli oggetti, giocattoli, calci di fucile, posate di legno, nonché i manici, il fondo e i laterali dei violini. Antonio Stradivari fu il primo a utilizzarlo per il suo violino. Il legno dell’acero è impiegato anche come combustibile.

I principi attivi dell’acero sono ancora oggi poco conosciuti. La linfa d’acero, che si ricava tra marzo e aprile mediante incisioni nella corteccia, è un liquido dolce da cui si ottengono zucchero e un delizioso sciroppo. La fioritura ha un grande valore per le api (la specie ha un “potenziale mellifero” pari a 6: vale a dire che in condizioni ottimali un ettaro di terreno coperto da alberi adulti può far produrre alle api oltre 500 kg di miele), paragonabile a quello di alberi più noti, quali il tiglio e la robinia. Oltre ad essere una specie mellifera, l’acero presenta anche interessanti indicazioni terapeutiche. È usato in medicina popolare come rinfrescante e astringente nelle applicazioni locali e nei bagni per pelli fragili e arrossate: un pugno di corteccia tritata aggiunto all’acqua del bagno serve a rinfrescare la pelle, mentre il decotto di corteccia è utilizzato contro gli eritemi della pelle. Le gemme d’acero abbassano il colesterolo totale e possono ridurre la formazione della sabbia biliare, evitando la formazione di calcoli alla cistifellea. L’acero possiede inoltre proprietà lievemente anticoagulanti ed è utile nelle manifestazioni di Herpes Zoster. L’estratto della corteccia è infine un buon rinfrescante contro gli occhi arrossati.

Oltre ad annunciare la stagione autunnale, l’acero è noto per essere il simbolo del Canada: Jacques Viger, primo sindaco di Montreal, lo definì “il re dei nostri boschi”. Così, dal 1965, una foglia d’acero, nella forma altamente stilizzata con undici punte, campeggia sulla bandiera canadese.☺

laFonteTV

laFonteTV