Una pianta dall’aroma pungente
6 Settembre 2018
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Una pianta dall’aroma pungente

Una romantica leggenda racconta che durante l’occupazione napoleonica una bellissima ragazza senese si innamorò perdutamente di un cavaliere dragone, ovvero un soldato a cavallo dell’esercito francese. Un giorno, il cavaliere, scuotendo gli stivali dalla finestra, fece cadere dei semi in un vaso che la ragazza teneva sul davanzale. In quel vaso nacque una piantina profumata che la ragazza chiamò dragoncello, in ricordo dell’amore che aveva vissuto e perduto, perché ormai il cavaliere dragone era ripartito per tornare nella sua Terra.

In realtà a portare questa pianta nell’area del Mediterraneo furono gli Arabi, e diverse sono le tesi sulla sua diffusione in Italia: una afferma che vi giunse in seguito alle Crociate; l’altra, sostenuta dai senesi, sostiene che nel 774, al seguito di Carlo Magno, il dragoncello era già arrivato in Toscana, dove fu coltivato nell’orto dell’Abbazia di Sant’Antimo.

Nota anche come estragone, l’Artemisia dracunculus appartiene alla famiglia delle Asteracee ed è originaria dell’Asia centrale. In Italia è una pianta coltivata; raramente cresce spontanea. Ha consistenza erbacea e forma dei cespugli che possono raggiungere l’altezza di circa un metro. Proprio nella forma del cespuglio qualcuno vide un piccolo drago, donde il nome della specie (dracunculus), che, secondo altri, deriverebbe dalla credenza popolare secondo cui il dragoncello, detto anche “erba dragona”, potesse guarire dal morso dei serpenti velenosi. Il nome del genere, Artemisia, gli sarebbe invece stato dato in onore della dea Artemide (Diana per i Latini).

Il dragoncello è dotato di foglie lanceolate, lucenti e di un bel colore verde scuro. Ad agosto-settembre sviluppa delle pannocchie terminali di fiori organizzati in piccoli capolini di colore giallastro, che (contrariamente a quanto raccontato nella leggenda) non producono semi.

Ci sono diverse varietà coltivate di dragoncello: le più famose sono il francese, dal profumo più intenso, e il russo (o siberiano), più resistente agli inverni rigidi, ma dal sapore meno aromatico.

L’estragone è una spezia dalle spiccate proprietà digestive: un infuso di foglie preso dopo i pasti favorisce la digestione e l’eliminazione di gonfiori intestinali. È anche un antisettico naturale, utile contro il mal di gola, le infiammazioni del cavo orale e l’alito cattivo. Già al tempo dei Greci se ne masticavano foglie per alleviare il mal di denti. Inoltre stimola la diuresi, combatte l’inappetenza e ha proprietà rilassanti, utili in caso di insonnia.

Il gradevole profumo di questa pianta è dovuto alla presenza di estragolo, componente principale dell’olio essenziale contenuto nelle foglie, che si trova anche nei semi del finocchio e dell’anice. Si consiglia per questo di consumarla preferibilmente allo stato fresco, quando il suo aroma è molto intenso, mentre essiccata perde molto del suo sapore. Un metodo per conservare le sue foglie e tenerle a portata di mano è quello di tritarle e congelarle.

Proprio per il suo sapore pungente e persistente, il verde brillante delle sue foglie e il suo aroma simile a quello dell’anice e del finocchio, con alcune note di menta e sedano, l’estragone è considerato un ottimo esaltatore di sapidità naturale, non solo utile per chi non può assumere sale per motivi di salute, ma addirittura perfetto per insaporire uova, carne, pesce e diverse verdure, come asparagi e cipolle, patate e ceci lessati, insalate di pomodori oppure salse e sughi per la pasta. Il suo impiego è molto comune nella cucina francese, mentre in Italia è caratteristico di alcune ricette toscane. Ad esempio nella salsa al dragoncello, la cui invenzione è rivendicata dai senesi. Un altro uso sfizioso di questa spezia, delicatamente pepata, è quello di lavorare le foglie con formaggio fresco o panna, e utilizzare il composto per farcire tramezzini da arricchire poi con tonno, prosciutto e uova.

Salsa al dragoncello

Ingredienti:

Un bel ciuffo di dragoncello; Prezzemolo q.b.; Mollica di pane; Aceto; Olio d’oliva; Sale e pepe q.b.

Preparazione:
Eliminare i gambi al dragoncello e al prezzemolo, quindi tritarli finemente sul tagliere insieme all’aglio e al pane. Mettere tutto in una ciotola, salare, pepare e unire un cucchiaio d’aceto. Continuando a girare, versare a filo dell’olio EVO. Conservare la salsa ottenuta in un barattolo coperto, in un luogo fresco e al riparo dalla luce. ☺

 

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