Uno sguardo indulgente
4 Giugno 2020
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Uno sguardo indulgente

Un freddissimo pomeriggio del dicembre 2019 io, Marianna e mia figlia Emma, che allora aveva 6 anni, andammo a fare acquisti per Natale. A Marianna non piaceva uscire con il freddo, eppure l’entusiasmo di Emma, unitamente alla sua passione per le luci e gli addobbi natalizi, l’avevano convinta ad organizzare quell’uscita insolita. Ricordo lo sguardo che aveva tra i corridoi del negozio, uno sguardo di autentica felicità, mentre si perdeva tra i colori caldi del Natale ed il luccichio di stelle, lustrini, e lucine intermittenti. Era capace di gioire per le cose più banali con la limpidezza propria dei bambini, un tratto del suo carattere che le sue vicende personali non avevano minimamente scalfito.
Mi confrontavo spesso con Lei nei momenti più bui della vita. Lei, che al dolore dava del Tu con leggerezza, mi invitava ad avere uno “sguardo quasi indulgente” verso la sofferenza, quasi come fosse una compagna di strada che aveva fatto un dispetto. Un punto di vista difficile da comprendere per molti, che per lei invece era naturale. Di fronte alle difficoltà della vita la rabbia e l’impotenza possono appropriarsi di noi, lei invece aveva scelto di vivere il suo tempo senza lasciarsi cambiare dalle circostanze, anzi affermando se stessa ogni giorno con più forza e con più vigore.
Il suo sguardo limpido si posava sulle cose con chiarezza, sapeva riconoscere il bene e il male. Questa visione era una missione quotidiana, che si rifletteva nel lavoro che aveva scelto: lottare strenuamente per affermare la giustizia e soffocare il torto; se questo non era possibile, si concedeva un momento per fermarsi, per poi ripartire con più determinazione di prima. Con la stessa lucidità e chiarezza, viveva i suoi affetti personali, senza sfumature ed ombre.
Si accostava alle persone con delicatezza, senza mai essere invadente. Amava la vita sinceramente e con convinzione; sapeva amare le piccole cose, appassionarsi ad un libro, un film, un gruppo musicale.
Amava la politica, nel senso alto e ormai dimenticato del termine, come forza che può cambiare (in meglio) la società ed interpretarne i conflitti; si sentiva un ingranaggio di quella forza, scacciando qualsiasi compromesso ideologico, virtù rara in questi tempi confusi.
Mancherà a tanti, alla mia famiglia, a Pietro, che è stato suo compagno di vita e di lavoro, ad Emma, che amava la generosità di quella zia affettuosa, che le lasciava mettere in disordine la scrivania senza protestare. Mancherà a me, che cercherò di farmi interprete per quello che posso di quello “sguardo indulgente” verso la vita.

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