Gestione dell'emergenza Covid, come siamo messi davvero in Molise?

Nonostante ciò che raccontano il Presidente di Regione, Donato Toma, e il Direttore Generale Asrem, Oreste Florenzano, la gestione dell’emergenza Covid in Molise è fallimentare ed estremamente preoccupante.

Ecco allora le domande che tutti i molisani vorrebbero fare a chi gestisce la sanità regionale, interpretate da Antonio Di Lalla e Tina De Michele

  • 1) Perché è stato preferito il Cardarelli al Vietri come Centro Covid regionale?
  • 2) Quanti sono i posti letto occupati in terapia intensiva e in malattie infettive rispetto a quelli disponibili?
  • 3) Quanti posti letto possono essere ancora attivati, dove e sacrificando quali altri servizi?
  • 4) Quando saranno affidati i servizi per la medicina territoriale?

Quasi 100 sindaci molisani criticano la gestione dell’emergenza da parte di Toma

Di seguito la lettera aperta dei sindaci.

Egregio Presidente,
è nell’esercizio del doveroso tributo di rappresentanza ai molisani, dei quali siamo parte integrante, che siamo ad esprimere nei confronti del governo regionale l’invito alla concertazione ed alla indispensabile cooperazione. Infatti le circostanze contingenti connesse alla diffusione epidemiologica, su tutto il territorio nazionale, hanno manifestato, tra gli effetti, l’impoverimento del tessuto fiduciario tra le persone e le cariche istituzionali di rappresentanza. La riduzione di fiducia è purtroppo da ricercarsi in conseguenza all’evidente scollamento che giornalmente si manifesta ogni qual volta i dati epidemiologici e di reazione sanitaria sono messi in relazione spicciola dall’uomo della strada alla reale situazione. Infatti, a poco più di un mese dall’inizio della seconda ondata di contagio da Coronavirus, appare di tutta evidenza che la situazione, anche in Molise, è tutt’altro che
sotto controllo. In ultimo troppo spesso emerge l’evidente disallineamento tra la necessaria attuazione delle migliori regole di precauzione e reazione alla diffusione epidemiologica e la concreta azione di governo. Noi Sindaci, primi tra i cittadini, presenti fisicamente su tutto il territorio, impegnati quotidianamente e costantemente alla lotta contro la diffusione del contagio, abbiamo più volte dato voce al disagio del territorio ed alle difficoltà locali, mantenendo, non senza difficoltà, un profilo istituzionale di cooperazione con il governo regionale, pur tra le perplessità generali in merito alla intera gestione della pandemia. Pur tuttavia ad oggi – e in 9 mesi – non siamo mai stati coinvolti in alcun modo, né siamo stati interessati ai tavoli di concertazione per fronteggiare insieme gli effetti dell’epidemia. L’evidente disinteresse del governo regionale lo ha condotto agli esiti che sono a tutti manifesti, di fatto privandosi della vera forza restauratrice delle buone regole della cooperazione, perché l’epidemia colpisce tutti ed è con lo sforzo unitario che la si argina, che la si combatte. Sintomo della carenza gestionale della politica regionale è la totale incongruenza tra ciò che rilevano i dati Asrem sul numero di contagi e pazienti guariti, sulla cui genesi sarebbe opportuno approfondire il focus – tali dati si dimostrano difatti troppo spesso scorretti, incompleti e contradditori – con la situazione reale che noi, proprio perché presenti e attenti, registriamo effettivamente. Con la diffusione dei test rapidi e la conseguente possibilità di sottoporsi all’esame per la ricerca del Covid19 presso i medici di base, sono immediatamente emersi elementi su focolai che non hanno alcun legame con i cluster noti, segno che la situazione non è affatto sotto controllo, e che sostanziano l’inaccettabile indeterminazione degli ambiti di tutela dei cittadini. I numeri e la diffusione del contagio non sono più così contenuti da consentire, pur viste le limitazioni delle ordinanze, la libera circolazione sul territorio. Aumentano costantemente i casi di positivi sintomatici e il numero dei decessi nella seconda ondata è raddoppiato. Rileviamo contagi asintomatici tra famiglie e congiunti, tra amici e conoscenti, non legati a nessuna situazione di criticità ma che diffondono il virus in maniera veloce, incontrollabile.
I sanitari raccontano di ospedali al collasso, di presidi senza medici – ultimi e non ultimi i casi del 118 di Agnone e di Cerro al Volturno che da piano emergenza regionale, sono entrambi presidi di soccorso avanzato e quindi in obbligo di avere il
medico – rimaste senza medico -, di chiamate disattese e mancati interventi per carenza di personale e di posti di accoglienza. La situazione del 118, da sola, meriterebbe, particolare attenzioni: ad oggi il suo ruolo di immediata risposta alle emergenze territoriali è stato congestionato dalla necessità di trattare alcuni aspetti dei pazienti Covid che non rientrano nella competenza prettamente emergenziale – che sono invece di competenza dell’USCA – ma che, di fatto, trovano soluzione solo in questo importantissimo presidio. Rileviamo tempi troppo lunghi per fare tamponi su soggetti con sintomi e/o possibili cluster, ancora di più da quando l’iter è cambiato e tutte le richieste di esami, di tutta la regione, devono essere processate a Campobasso. Ed il trend negativo generale non sembra accennare alla flessione. Una situazione così non è più sostenibile: noi dobbiamo dare risposte ai cittadini perché siamo il loro primo punto di riferimento. Ma come possiamo farlo se a noi stessi viene negato l’accesso allo scrigno degli autentici elementi di valutazione, ad oggi dati tanto gelosamente celati a tutela, non certo nell’interesse dei molisani? Pertanto, con questa lettera congiunta, senza colore politico ma con il comune e unico interesse quello della tutela della Salute e del territorio, siamo qui a chiedere che venga istituita immediatamente una commissione permanente, un tavolo di confronto con i Sindaci, che assuma l’obiettivo di condividere e di razionalizzare gli elementi di valutazione sulla condizione sanitaria dei molisani e sui fattori critici dei quali siamo, per missione, testimoni quotidiani. Chiediamo pertanto, in primis, che vengano diffuse tutte le informazioni relative alle scelte degli ospedali – Hub, Spoke, ospedali da campo (?) e possibili, auspicabili, riaperture di strutture esistenti -, allo stato attuale dei nosocomi regionali, alle carenze di personale e attrezzature e soprattutto alle azioni che il Governo regionale intende mettere in atto (rete Covid Hotels?) per garantire le cure a tutti quanti ne avranno necessità, e non solo ai pazienti Covid positivi.
Chiediamo che vengano intraprese immediatamente azioni di massima trasparenza al fine di diffondere dati corretti e costantemente aggiornati, sui positivi
presenti nelle comunità, così da poter lavorare alla nella gestione della comunicazione con i nostri cittadini e controllare, come ci compete, le nostre comunità. Chiediamo a gran voce che si adotti immediatamente la riduzione degli spostamenti, ridimensionando al minimo vitale le azioni e i movimenti nel territorio, al fine di innescare la riduzione del contagio, dare respiro ai laboratori oberati dalle richieste di tamponi, agli ospedali, al personale medico sanitario e permettere una celere riorganizzazione anche dei servizi domiciliari, ora più che mai, necessari per ridurre ai soli casi acuti, l’accesso agli ospedali. Non possiamo più affrontare la grave emergenza epidemiologica in difetto di una linea d’azione comune e coordinata, senza confronto, e negando ai protagonisti dello scenario pandemico, i cittadini, la consapevolezza di ciò che sta loro realmente accadendo.
Noi lo dobbiamo alle nostre comunità.

Hanno firmato l’appello i sindaci di

Acquaviva Collecroce – Francesco Trolio
Acquaviva D’Isernia – Francesca Petrocelli
Agnone – Daniele Saia
Baranello – Marco Maio
Belmonte del Sannio – Anita Di Primio
Bojano – Carmine Ruscetta
Busso – Michele Palmieri
Campobasso – Roberto Gravina
Campochiaro – Simona Valente
Campodipietra – Giuseppe Notartomaso
Campolieto – Annamaria Palmiero
Cantalupo nel Sannio – Achille Caranci
Capracotta – Candido Paglione
Casacalenda – Sabrina Lallitto
Casalciprano – Eliseo Castelli
Castelbottaccio – Nicola Marrone
Castelmauro – Flavio Boccardo
Castelpetroso – Michela Tamburri
Castropignano – Nicola Scapillati

Cerro al Volturno – Remo Di Ianni
Cercemaggiore – Donnino Mascia
Chiauci – Alessandro Di Lonardo
Civitacampomarano – Paolo Manuele
Civitanova del Sannio – Roberta Ciampittiello
Colle D’Anchise – Carletto Di Paola
Colletorto – Cosimo Damiano Mele
Colli al Volturno – Emilio Incollingo
Conca Casale – Riccardo Prete
Duronia – Michelino D’Amico
Filignano – Federica Cocozza
Fossalto – Saverio Nonno
Gildone – Nicola Vecchiullo
Guardialfiera – Vincenzo Tozzi
Guardiaregia – Fabio Iuliano
Guglionesi – Mario Bellotti
Larino – Giuseppe Puchetti
Limosano – Angela Amoroso
Lucito – Giovanni Marasca
Macchia Valfortore – Gianfranco Paolucci
Macchiagodena – Felice Ciccone
Mafalda – Giacomo Matassa
Matrice – Arcangelo Lariccia
Mirabello – Angelo Miniello
Miranda – Marco Ferrante
Monacilioni – Michele Turro
Montagano – Giuseppe Tullo
Montenero di Bisaccia – Simona Contucci
Montaquila – Marciano Ricci
Montefalcone nel Sannio – Riccardo Vincifori
Montelongo – Nicolino Macchiagodena
Montemitro – Sergio Sammartino
Montenero Val Cocchiara – Paolo Santachiara
Monteroduni – Custode Russo
Montorio nei Frentani – Nino-Pellegrino Ponte
Morrone del Sannio – Antonio Domenico Colasurdo
Pesche – Ido De Vincenzi
Pescolanciano – Manolo Sacco
Pescopennataro – Carmen Carfagna
Petrella Tifernina – Alessandro Amoroso
Pietrabbondante – Antonio Di Pasquo

Pietracatella – Antonio Tomassone
Pietracupa – Camillo Santilli
Pizzone – Letizia Di Iorio
Portocannone – Giuseppe Caporicci
Provvidenti – Robert Caporicci
Ripabottoni – Orazio Civetta
Ripalimosani – Marco Giampaolo
Rionero Sannitico – Palmerino D’Amico
Roccamandolfi – Giacomo Lombardi
Roccasicura – Fabio Milano
Roccavivara – Angelo Minni
Rotello – Michele Miniello
Salcito – Giovanni Galli
San Biase – Isabella Di Florio
San Felice del Molise – Fausto Bellucci
San Giovanni in Galdo – Domenico Credico
San Giuliano del Sannio – Rosario De Matteis
San Giuliano di Puglia – Giuseppe Ferrante
San Martino in Pensilis – Giovanni Di Matteo
San Massimo – Alfonso Leggieri
San Pietro Avellana – Francesco Lombardi
San Polo Matese – Tonino Spina
Sant’Agapito – Giuseppe Di Pilla
Sant’Angelo del Pesco – Nunzia Nucci
Sant’Angelo Limosano – William Ciarallo
Sant’Elena Sannita – Giuseppe Terriaca
Sant’Elia a Pianisi – Biagio Faiella
Santa Croce di Magliano – Alberto Florio
Sesto Campano – Eustachio Macari
Sepino – Paolo Pasquale d’Anello
Spinete – Michele Di Iorio
Tavenna – Paolo Cirulli
Termoli – Francesco Roberti
Torella del Sannio – Antonio Lombardi
Toro – Roberto Quercio
Oratino – Roberto De Socio
Ururi – Raffaele Primiani
Vastogirardi – Luigino Rosato
Vinchiaturo – Luigi Valente