Vietnam: ci serve più xa hoi
14 Gennaio 2021
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Vietnam: ci serve più xa hoi

Questi tempi di solitudine forzosa e prolungata servono anche per far venire a galla i ricordi della propria vita passata, ed io ne ho fatto uso (forse anche troppo). Fra le altre cose ho ricordato gli anni dal 1968 al 1973, quando ho lavorato, a Berlino, nella missione diplomatica del Fronte di Liberazione del Vietnam del Sud. Facevo la traduttrice, in francese, fra il piccolo mondo della missione ed il mondo di fuori, e curavo la pubblicazione di un giornaletto mensile che conteneva quasi esclusivamente rapporti sull’andamento della guerra di un piccolo popolo contro il superpotere degli USA. Convivendo con il piccolo collettivo nella missione, composto dall’ambasciatore, un segretario, un responsabile della stampa ed l’autista dell’automobile dell’ambasciatore, ho conosciuto molto da vicino e molto bene il modo di vivere dei vietnamiti, e con il tempo mi è venuta curiosità rispetto alla loro lingua. In quel tempo ho scoperto un metodo per imparare le lingue, metodo inventato da uno studente universitario cileno. Quel metodo permetteva di imparare ogni giorno 10 o 15 parole, e devo dire che funzionava benissimo. Solo che la mia conoscenza della lingua vietnamita è rimasta sempre dentro la mia testa, perché non riuscivo a pronunciare a voce alta le parole che cambiavano di significato secondo l’ intonazione.

Con gli anni ho dimenticato quasi tutto quello che avevo imparato, ma mi è rimasta nella mente una parola che è quella che ho scritto nel titolo del mio contributo: xa hoi (qua mancano i segni che determinano il significato e che non trovo sulla mia tastiera). La parola significa “sociale”, ed accompagnato alla parola chu nghia, che sarebbe come il nostro “ismo”, significa “socialismo”. Ma la cosa diventa interessante quando si indaga sul significato di ognuna di queste due sillabe: il xa ed il hoi. Xa è il nome del più piccolo gruppo di case vicine una all’altra e sotto un’amministrazione comunale. Hoi, invece, significa coesione, ma più che coesione, è solidarietà, badare uno dell’altro, aiutarsi a vicenda. Allora, socialismo è, per un vietnamita, la coesione e la solidarietà fra gli abitanti di un piccolo gruppo di case, neanche un villaggio, forse qualcosa come, per i bonefrani, San Vito.

Ed è stata proprio questa coesione fra vicini che ha dato al popolo vietnamita la forza per vincere, dopo molti anni di sacrifici e sofferenze, la guerra contro la potenza più potente del mondo. E penso che a noi, in Occidente, manca proprio questa coesione. Voi, lettrici e lettori, sicuramente avete visto come litigano gli abitanti di una strada, o di una casa composta da diversi appartamenti. Anzi, sapete quanto si litiga, molte volte, persino nella propria famiglia!

Ho conosciuto, in Italia, una famiglia composta da marito, moglie ed il papà della moglie. I tre vivevano in un appartamento di 80 metri quadri, e da 30 anni (30 anni!) i due uomini non parlavano fra loro, e non mangiavano le stesse cose a pranzo ed a cena. Se uno mangiava le foglie esterne di una lattuga, l’altro mangiava quelle interne. Naturalmente, chi più soffriva per questa situazione era la donna che doveva fare da mediatrice fra gli uomini quando c’era da decidere qualcosa di importante, e che doveva fare ogni giorno, per pranzo e per cena, due piatti differenti. E la cosa che più ha stupito me, che venivo da fuori, era il fatto che in quella famiglia nessuno ricordava il motivo che aveva provocato la guerra fra questi due uomini…

In questi giorni ci chiediamo perché i popoli asiatici hanno combattuto con più efficacia il Covid-19. Persino Wuhan, la città dove si pensa sia cominciata questa tragedia del coronavirus, è ritornata alla vita normale, alla vita di prima. Ed il motivo non è, come ci vogliono far credere i mass media, il fatto che nella Cina ci sia “un regime autoritario”, perché anche altri paesi asiatici hanno combattuto con più efficacia la pandemia. Io penso che il vero motivo sia la mentalità degli abitanti di quei paesi, il fatto che per loro, o per la maggioranza di loro, l’“Io” vale meno del “Noi”, mentre nei nostri paesi il “noi” vale molto meno dell’“Io”.

Allora, amiche ed amici, vogliamo cominciare il 2021 con un po’ più di xa hoi? Io lo voglio augurare, a tutte e tutti noi, e forse, forse, il 2021 sarà migliore del 2020.☺

 

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