Nelle mani dello Stato ci sono vite umane che hanno diritto di vivere in serenità e convivialità come ogni cittadino.

Una possibile risposta io la trovo infatti in ciò che Massimo Cacciari scrive in questi giorni su L’Espresso: “la sinistra deve smettere di inseguire moderatismi e ritrovare se stessa nell’essere radicale”.

Ci si chiederà allora cosa mi ha portata a rischiare una strada nuova, esponendomi così a tutti i retro pensieri e le meschinità che subito si rovesciano su chi “si mette in politica”; già, perché tutti ci ripetiamo sempre che è necessario rinnovare, ci vogliono facce nuove non compromesse, le istituzioni si cambiano da dentro, bisogna avere il coraggio di scendere in campo, e altre banalità.

Nel momento in cui si entra a far parte del programma di protezione, sia come collaboratore di giustizia che testimone di giustizia, sia come familiari appartenenti ai collaboratori, si viene dotati di documenti di copertura.

È chiaro che quando la camorra, la ‘ndrangheta, la mafia o la sacra corona unita uccidono un collaboratore per loro è festa grande, brindano, perché affermano il dominio della forza

Distruggendo il cibo e negando che lo si possa condividere si alza ancora una volta l’asticella dell’infamia che riteniamo accettabile: quelle persone invasate da un odio cieco e incapaci di vederlo

Liberarsi dal “complesso di Caino” è difficile. Perché accada occorre una massiccia dose di esorcismo per immunizzarsi contro di esso.

Una marea colorata e piena di allegria, ma decisa a inchiodare noi adulti alle nostre responsabilità pesanti come macigni

Sostare davanti al dolore ci porta inevitabilmente ad andare incontro all’altro, fino a che non lo si conosce e lo si accoglie;