Vino in fiera
10 Novembre 2019
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Vino in fiera

“Qui si vende il buon vino, W la fiera di Larino!”. Questo allegro verso dedicato alla nostra fiera ottobrina, dalla penna vivace della maestra Farina, ci introduce ad un tema fortemente dibattuto nel mondo enologico contemporaneo: Fiere del vino: utili davvero o diletto da weekend per sfaccendati? Le fiere del vino sono utili ai produttori o è meglio evitare di svenarsi ogni anno e conservare i propri denari per dirottarli verso qualcosa di diverso? L’argomento è trito e ritrito, animato da chi alle fiere ha smesso di andarci e chi, invece, ai propri metri quadri non vuole rinunciare, e lo vuole dire a tutti. A favore, o contro, ecco alcune tra le fiere più grandi e importanti al mondo, nel caso qualcuno volesse farci un pensierino.

Dalla Cina con furore! A giudicare dalle previsioni degli ultimi anni, la Cina è destinata a occupare il secondo posto al mondo per volume di vendite di vino al dettaglio, scalzando Regno Unito e Stati Uniti. Il dato fotografa il volume di vino consumato, nudo e crudo, senza precisazioni sulla qualità né accenni alle segmentazioni di valore delle bottiglie, ma anche così la Cina rappresenta ormai da tempo un luogo prezioso per tutti i produttori, a patto di sapersi muovere con perizia nei meandri comportamentali di un popolo assai diverso da quello europeo e scegliere la fiera giusta tra le tante organizzate: Interwine, a Guangzhou; ProWine China, a Shanghai; Food and Drinks Fair, a Chengdu. Per chi volesse raccogliere la sfida, sembra essere però la più “occidentale” Hong Kong il punto di riferimento, con la Hong Kong International Wine & Spirits Fair (in programma a novembre) e con il Vinexpo Hong Kong la fiera più importante dello Stato.

Giappone. Per sedurre il paese del Sol Levante a botta di rossi e bianchi cristallini è imperdibile la partecipazione a Wine and Gourmet Japan, la più importante fiera professionale del vino del paese; a Tokyo naturalmente.

Australia. Si chiama Good Food & Wine Show: inaugurata nel 2001, è la più importante fiera professionale del vino, con 120.000 visitatori annui e una significativa crescita per i produttori in termini di notorietà e vendite.

USA. Sono due, negli Stati Uniti, gli eventi professionali enologici più conosciuti. Il primo è la Trade Tasting and Business Conference (USATT), un convegno nato a New York per promuovere la crescita sostenibile delle aziende produttrici di vino e dei rivenditori. Il secondo è la WSWA Convention, per esteso Wine and Spirit Wholesalers Association Convention che si svolge in Florida e conta più di 2000 presenze.

Europa. L’Europa è sempre l’Europa. Tocca a lei, da sempre, lo scettro, per numero di visitatori e di espositori alle fiere vitivinicole. Il primato nel settore lo detiene l’Italia con VinItaly kermesse dedicata al vino con più di 150.000 visitatori all’anno, più di duecento regioni coinvolte, 4.000 espositori, quasi 3.000 giornalisti e migliaia di acquirenti professionali da ogni parte del globo. A seguire la Germania con  Prowein  a Dusseldorf con 6.000 espositori, e 50.000   avventori (il 70% tedesco), divisi tra importatori, distributori, ristoratori, giornalisti e semplici avventori

In Francia, nemmeno a dirlo, è Bordeaux la sede della più importante fiera del vino. Vinexpo Bordeaux si tiene ogni due anni ed è dedicato esclusivamente ai professionisti. Quasi 50.000 buyer di almeno 120 nazioni si riuniscono per incontrare più di 2.000 espositori di 42 nazioni: 40.000 metri quadri al servizio del vino, dei grossisti e degli importatori.  Poco conosciuta, ma agguerrita, la Romania si sta impegnando a fondo per pubblicizzare i propri vini e incoraggiare i produttori stranieri ad avvicinarsi al mercato romeno. Il più importante appuntamento annuale per l’industria del vino in Romania si chiama Ro-Wine e si tiene a Bucarest, riunendo una sessantina di produttori, tra locali e stranieri, soprattutto italiani, seguiti da francesi, moldavi, bulgari e svizzeri.

E proprio il caso di dire, parafrasando Salvador Dalì che “per fare un grande vino sono necessari un folle per coltivare le viti, un saggio per sovrintendere, un poeta lucido per creare il vino, un innamorato per berlo” e aggiungerei “un passaporto sempre valido per venderlo!”.

Prosit!

 

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