Vittime di ingiustizia
3 Dicembre 2014
0 comments
Share

Vittime di ingiustizia

Da qualche giorno campeggia sulle vetrine delle sanitarie termolesi un manifesto con scritto “La Asrem non paga. Ci scusiamo con i nostri assistiti ma siamo costretti a sospendere le forniture in convenzione”. Quindi, scusate. Se avete bisogno di una sedia a rotelle, pagatevela. Poco importa se costa 5.000 euro e magari non ve la potete comprare. Poco importa se esiste un sistema che per anni ha speculato sulle forniture per persone con disabilità, perché – sappiatelo – un passeggino per un bimbo normodotato costa in media 200 Euro, mentre un passeggino per un bambino con disabilità motoria ne costa oltre 4.000, tutte pagate profumatamente con soldi pubblici. Poco importa l’azienda sanitaria molisana abbia sperperato per anni soldi in maniera illogica. Pagate, molisani.

Dovete combattere contro il cancro o avete una malattia rara e non potete curarvi in Molise?   Ora, grazie alle modifiche approvate il 18.11.2014 in consiglio regionale alla legge regionale 17 del 20 giugno 2000, avrete diritto ad un rimborso totale solo se avete reddito ISEE inferiore ad € 16.000, al rimborso del 60 per cento per redditi ISEE fino a 24.000 euro e al 25 per cento per redditi ISEE fino a 36.000 euro. E siete anche fortunati, perché la Giunta Frattura – sì, lo stesso Frattura che ha fatto campagna elettorale dicendo che avrebbe aiutato le fasce più deboli – aveva proposto il solo rimborso per i redditi fino a € 16.000. Prima, si aveva diritto al contributo totale per i redditi ISEE fino ad € 24.000, ed al 50% per redditi ISEE fino a € 36.000. Le ragioni? Cari molisani, siete malati in troppi e abbiamo pochi soldi… vi aiutiamo un po’ di meno ma tutti, poco importa se i nostri privilegi sono intatti, e poco importa se vi siete ammalati per una gestione ambientale pessima del nostro territorio della quale la politica nostrana è responsabile. Pagate, molisani.

Abitate a Termoli, e avete una disabilità motoria? Fate bene a stare a casa a guardare la televisione, perché non vi è concesso di andare alle poste, di scegliere lo stabilimento per andare al mare, di parcheggiare riuscendo anche ad uscire dalla macchina, perché Termoli è una città piena di barriere. Nella seduta del consiglio dell’11 novembre scorso è stata bocciata la mozione del consigliere di minoranza Paolo Marinucci che chiedeva la realizzazione del PEBA (Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche), previsto dalla legge 41/86 (ormai l’inadempienza del comune di Termoli ha raggiunto la maggiore età). La maggioranza, secondo quanto mi è stato personalmente riferito dal consigliere Giuditta, ha ritenuto di bocciare la mozione perché vuole provvedere in tempi brevi, prima della fine dell’anno, alla nomina di un consulente esterno (l’ennesimo) che provveda alla redazione del PEBA. Attendiamo, per ora l’unico dato certo è la bocciatura della mozione. Aspettate, termolesi.

Altra vicenda tutta termolese. Con delibera del consiglio comunale n. 35/2008 era stata istituita la Consulta Comunale Permanente della Città di Termoli sui problemi delle Persone con disabilità, organo tecnico-consultivo di partecipazione, dialogo e proposizione sulle attività e sui programmi riguardanti le Persone con disabilità fisica, psichica e relazionale, con la funzione di fornire gli indirizzi di intervento diretto alle persone disabili. Se ne erano perse le tracce con l’amministrazione Di Brino (centrodestra). Nei primi giorni di settembre, il sindaco attuale garantisce l’immediata riattivazione della Consulta ai rappresentanti di SFIDA (Sindacato Italiano Famiglie Disabili) e MO.V.I. (Movimento vita indipendente per le persone con disabilità), siamo a fine novembre e nulla si muove. Se immediato vuol dire tra qualche mese, chiediamoci perché questo paese va a rotoli. Di cosa può avere mai paura l’amministrazione per ritardare la convocazione della Consulta? Forse di essere costretto a tenere conto dell’opinione dei cittadini? Aspettate Termolesi.

Se fossimo in un’aula di Tribunale, si potrebbe dire che in questa regione si sta attuando uno strano disegno criminoso, nel contesto di una Nazione che fino a qualche anno fa poteva gloriarsi di avere uno stato sociale del quale poteva essere orgogliosa e che è stato rosicchiato da tutte le angolazioni da tutti i governi, e che ora si trova (secondo l’osservatorio INCA CGIL, dati del novembre 2013) al 26° posto in Europa per la spesa riguardante malattia ed invalidità.

Viviamo in un Paese che attacca le persone più deboli, con la vigliaccheria di chi sa di scagliarsi contro coloro che meno si possono difendere ed in una regione che non fa che affondare il coltello nella piaga. Prendetene atto, molisani, e reagite.☺

eoc

eoc