Vivere bene
6 Gennaio 2019
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Vivere bene

Praga: Lager di Terezin

 

Un guru domandò ai suoi discepoli come facessero a capire quando era finita la notte e iniziava il giorno. Uno rispose: “Quando vedo da lontano un animale e riesco a distinguere se è una mucca o un cavallo”. “No”, replicò il guru. “Quando guardi un albero da lontano e riesci a capire se è o non è un ulivo”. “Sbagliato anche questo”, dichiarò il guru. “E allora come si fa?”, chiesero i discepoli. “Quando guardi negli occhi qualsiasi uomo e vi riconosci un fratello; quando guardi negli occhi qualunque donna e riconosci in lei una sorella. Se non sai far questo, è ancora notte, anche se il sole è alto nel cielo”.

Ho la sensazione che la notte incombe ancora. Purtroppo. Nel 1938 si cominciò con le leggi razziali e si finì con i lager e i forni crematori! L’olocausto non fu un incidente di percorso ma l’inevitabile conseguenza della discriminazione e del rifiuto di ebrei, zingari, omosessuali, ecc. Continuare a ricordare ogni anno, il 27 gennaio, la shoah, quella immane tragedia, a cui alcune precedettero come il genocidio del popolo armeno (1915 – 1923) altre seguirono come gli oltre 800mila civili ruandesi massacrati nel conflitto tra le tribù hutu e tutsi (1994), la pulizia etnica nell’ex Iugoslavia (1990-99) dovrebbe perlomeno impedire di ripeterle. Ma non è così.

Se la politica anziché combattere la corruzione, l’arricchimento illegale, il non rispetto delle regole comunitarie, il rifiuto di prendersi cura del creato – come sottolinea il papa nel messaggio per la giornata mondiale della pace di questo anno dal significativo slogan: la buona politica è al servizio della pace – dà la stura alla xenofobia e al razzismo vuol dire che siamo lontani dal vedere nel volto dell’altro quello di un fratello o di una sorella.

Non è fomentando la paura dell’altro, del forestiero, non è spingendo sui “nazionalismi che mettono in discussione quella fraternità di cui il nostro mondo globalizzato ha tanto bisogno” che si crea un mondo pacificato. L’emigrazione di massa dovuta a guerre, carestie, sfruttamento esasperato che produce fame e fuga è un dato di fatto. Una politica miope pensa che con muri, rafforzamento delle frontiere, repressione, si possa arginare e invece si crea solo un tappo che prima o poi sarà fatto saltare dalla forza d’urto e i danni saranno incalcolabili e imprevedibili. Negli ultimi 15 anni sono morti nel mar Mediterraneo oltre 30mila persone, più di duemila solo nell’anno appena trascorso. Di fronte a questa strage che si perpetua non riusciamo a fare altro che provare fastidio. Purtroppo siamo più propensi a mobilitarci per una balena spiaggiata o un gatto che finisce in trappola. Ci sta più a cuore l’estinzione dell’orso marsicano o del lupo dal pelo grigio. L’ira dei poveri quando si scatena diventa incontrollabile, ne sanno qualcosa i francesi che si sono ritrovati i gilet gialli protagonisti delle piazze. Mobilitiamoci in difesa dell’unica razza umana prima che sia troppo tardi.

Dov’è la sinistra che propugnando i valori della rivoluzione francese – libertà, uguaglianza e fraternità – indichi una politica necessariamente diversa da quella attuale? Come al solito nei momenti cruciali è latitante. Non si oppose abbastanza alle guerre mondiali, facendo sì che fosse proprio la classe operaia a diventare carne da cannone, non ha idee lungimiranti in questo drammatico oggi, visto che spende tutte le sue energie in battibecchi da polli di cortile. Il fu PD non ha imparato nulla dalla sonora batosta delle scorse elezioni. Continua ad inseguire Forza Italia che continua a tallonare la Lega la quale mangia comodamente seduta al tavolo con i Cinque Stelle mentre, tra un rabbuffo e l’altro, dà ad intendere che arriverà anche il loro turno. Il PD, anziché porsi come realtà alternativa tentando il dialogo con l’unica forza con cui può avere qualcosa in comune, continua a spingere i Cinque Stelle tra le braccia di una vorace Lega che, anziché dare soluzioni, aumenta la conflittualità tra gente disperata che vede nell’immigrato la causa di tutti i mali. Gli insulti all’immigrato e l’esclusione dei bimbi dalle mense scolastiche, i ghetti dove attingere manovalanza a basso costo e il renderli invisibili per legge mentre affollano le piazze rischiano di diventare episodi ripetitivi a cui si finisce per abituarsi.

Come non accorgersi che sono proprio il capitalismo imperante e vorace, l’economia mondializzata, la finanza senza regole a privare i poveri della speranza nel futuro? Un parlamento che ha tradotto in legge il Decreto Sicurezza, sicuramente incostituzionale, dimostra che si è scelti di murarsi vivi dentro un’abitazione e di limitare la libertà a un popolo così sonnolento da non accorgersi che finirà asfissiato!

“Sentinella quanto resta della notte?” è l’interrogativo che ci pone Isaia. Noi vogliamo forzare l’alba facendo di due massime un progetto di vita per il nuovo anno: “Si vive bene se si sta dalla parte degli oppressi” (Giovanni Franzoni), “Si vive meglio quando gli oppressi si ribellano” (Erri De Luca).

Buon anno.☺

 

 

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