Voglia d’altro
5 Luglio 2014
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Voglia d’altro

Quante volte ci capita di passarci l’allerta: Non se ne può più!… Forse rientra anch’essa nella vicenda umana di ciascuno di noi e può costituire l’approdo a comportamenti che possono risultare risolutivi di problemi che incrociamo lungo il percorso esistenziale. Si tratta di prenderla nel giusto verso la voglia di superare l’ostacolo o di andare oltre il rigagnolo di un’acqua contaminata. Nella storia di ogni tempo si possono provare malesseri generati dal clima che ci circonda. E questo può verificarsi in ogni fase della vita.

Veniamo all’oggi. Si respira aria per molti versi inquinata da eventi e comunicazione che propendono a dare risalto, quasi esclusivo, alla negatività. E questo può averci convinti che il male che inquina la quotidianità ci rende curiosamente e patologicamente dipendenti. È tempo di dare il via ad un modello di comunicazione alternativo alla patologica sceneggiata che quotidianamente ci riserva matrigna TV ormai asservita ad una cronaca di rango malefico, a cui non affida neppure servizi alternativi alla rassegnazione che sembra quasi che il crimine è parte naturale del quotidiano. Ma si guarda bene dal ricercare episodi e percorsi di vita che possono alimentare il respiro per un futuro di speranza.

Qualche anno addietro, in un convegno tenutosi a Roma, il Forum del Terzo Settore, sollevava interrogativi inquietanti circa la marginalizzazione e anche l’assenza di valori e  principi contenuti nella nostra Costituzione e non tradotti in una normativa coerente con gli stessi. Oggi ci si ritrova tempestati da emergenze dello stesso calibro che costituiscono oggetto di scarsa attenzione da parte di una politica ripiegata su se stessa e di recente inquinata da una corruzione diffusa. Questo male attanaglia l’Italia in maniera molto incisiva e non riesce a trovare sbocchi che ridiano valore e concretezza al principio contenuto nel primo articolo della Costituzione che sancisce con forza l’assegnazione della sovranità al popolo e il radicamento della politica al bene di tutti.

Giuseppe Dossetti nella introduzione al libro “Vi racconto la Costituzione”, del magistrato Michele Del Gaudio, che si compiaceva di dialogare su questi temi con studenti e venne anche in Molise, non ha riserva a scrivere a commento dell’art. 5: “la Costituzione vuole non uno Stato centralistico ma un organismo vivente composto da parti viventi… Per cui va realizzato il più ampio decentramento amministrativo, e dall’altro vanno esaminate con prudenza e con ferma opposizione proposte, sviluppatesi negli ultimi anni nell’ambito di movimenti politici e sociali, tendenti a una divisione dell’Italia in più sezioni”.

Guarda caso la nostra Costituzione primeggia nell’intero universo per i valori che ne costituiscono le radici e per la decisa affermazione di una democrazia centrata sul popolo. Ricordare ai politici e a noi medesimi questi principi non può che ridestare la volontà di guardare in avanti e mobilitarsi per tradurre in storia principi come quello espressamente riportato all’art. 18: “I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati dalla legge penale…”.

Per tornare al convegno romano del luglio 2009 si resta sorpresi alla costatazione che i rilievi sollevati da una numerosissima presenza di associazioni del Terzo Settore restano ancora immobilizzati sotto diversi aspetti. I nodi più allarmanti riguardano i settori del Federalismo Fiscale e della Sussidiarietà. Sul primo punto ci si ritrova ancora prigionieri di una stasi che non assicura garanzie al cittadino sia sul piano dei servizi, sia sulla loro qualità. Nella linea segnata dalla Costituzione invece il sostegno finanziario sarebbe stato assegnato in rapporto alle situazioni locali. In sostanza resta ancora inapplicato l’art. 119 che così recita: “Alle regioni sono attribuiti tributi propri e quote di tributi erariali, in relazione ai bisogni delle Regioni…”; come dire: non si fanno parti uguali fra diseguali. Altro punto di rilievo rimasto recluso nel capitolo quinto della Costituzione è il principio di Sussidiarietà sul quale l’associazionismo sociale e figure di gran rilievo per il Welfare portano avanti sollecitazioni e proposte che fino ad oggi non sono riuscite a liberarsi da una cultura che ha recluso la dimensione pubblica del welfare nello spazio ristretto della burocrazia e della politica ripiegata su se stessa e sul clientelismo.

Si affaccia all’orizzonte un arcobaleno che ci fa sperare in un mondo diverso. Da qualche mese è stato avviato un dialogo aperto e continuativo tra il governo e il Forum del Terzo Settore. Può costituire una rivoluzione culturale per tutti noi. Sono state anche stilate proposte di legge e tempi di attuazione dell’intesa. Anche in Molise si vuole rilanciare il Forum del Terzo Settore e aprire una nuova stagione politica che si rifaccia alla Costituzione. ☺

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