Voglia di partecipazione
4 Gennaio 2020
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Voglia di partecipazione

Ma chi me lo fa fare! È un’ espressione ricorrente tra i delusi nei vari ambiti, tra quanti anziché la giustizia intendono perseguire solo i propri interessi, tra quelli che preferiscono rimanere alla finestra a braccia conserte a guardare. Per fortuna la voglia di partecipazione, mai del tutto sopita, grazie ai resistenti per i motivi più disparati – politici, sociali, religiosi, umani in ogni caso – puntualmente, come fuoco che cova sotto la cenere, riesce ad incendiare le coscienze e la società. E così si ricomincia a gridare che il re è nudo e il potere torna a tremare.

Impeachment è una parola che ci piace e che finalmente è di nuovo alla ribalta. È la messa in stato di accusa di persona che detiene un’alta carica pubblica, ritenuta colpevole di azioni illecite nell’esercizio delle proprie funzioni, allo scopo di provocarne la destituzione. Il borioso Trump è sotto accusa. Probabilmente per il solito gioco delle maggioranze la farà franca ma è già qualcosa che una parte cospicua degli Stati Uniti si sia resa conto del “soggettaccio” scelto come presidente ed abbia deciso di provare a destituirlo. La vera gravità sta nell’aver eletto un tizio che è riuscito a destabilizzare mezzo mondo nonostante si sapesse quanto losco fosse! Sono i limiti della democrazia, ma ora annunciare al mondo che la misura è colma è un segnale di speranza per i popoli che lottano per affrancarsi. Se lui non potrà dormire sonni tranquilli, dovranno cominciare a tremare anche quelli che cercano di copiarlo. Putin in Russia è avvertito. I giovani, nonostante la feroce repressione, sono in piazza in Cile, nazione che rischia di tornare ai tempi tragici di Pinochet, per la barbarie perpetrata dai militari. Sono in piazza a Hong Kong per non essere assorbiti dalla Cina, sono in piazza in Bolivia e in altre nazioni latinoamericane vittime dell’arroganza statunitense e degli affari delle multinazionali. Si animano le piazze francesi per evitare di rimanere strozzati dall’economia che fa pagare i conti più alti sempre alle classi più disagiate. Sono in fermento i giovani italiani, noti come sardine, anche se i detentori del potere si ostinano nei giochi del palazzo.

Impeachment è una parola grossa per soggetti a cui non bisognerebbe affidare neppure la gestione di un condominio, ma i due Matteo, Salvini e Renzi, terrorizzati dai possibili processi, sono in fibrillazione, disposti a far saltare il banco pur di non finire sui banchi dei tribunali. Loro provano a fare i loro sporchi giochi ma possibile che i loro tifosi non si rendano conto di quanto siano meschini e squallidi? Non è questione di appartenenza politica ma solo di buon senso. Uno va in giro con madonne e presepi, l’altro col piffero, come gli incantatori di serpenti, e tutti e due tengono in ostaggio il futuro dell’Italia. Dicono il tutto e il suo contrario, non passa giorno che non smentiscano quanto spifferato solennemente il giorno prima e giornali e giornalai, più che giornalisti, continuano a prenderli sul serio e riportare le loro dichiarazioni senza fare una piega. Arriverà il giorno in cui i due, così simili, saranno sepolti da una risata sonora, solenne, universale?

Impeachment è una parola che addirittura fa sorridere se applicata al governo molisano ma chi si illudeva che, raggiunto il fondo, si tornasse a risalire si sbagliava di grosso. Purtroppo stanno raschiando il barile e ci si trovano così bene che non hanno nessuna intenzione di mollare. Hanno la certezza che non se ne andranno a casa perché, per i più, lo scranno è l’unica fonte di reddito, non avendo mai fatto nulla nella vita e dunque fanno il gioco delle parti, maggioranza e minoranze, con la capacità di scambiarsi favori al momento opportuno. La sanità è allo stato comatoso e loro continuano a litigare su chi deve fare il mazziere. Il futuro è incerto e loro una politica del lavoro neppure tentano di balbettarla, i paesi si spopolano e loro sono soddisfatti perché stanno più larghi e comodi. Riusciremo a rifondare una politica che, facendo leva sui beni comuni, elabori una strategia che renda dignitosa, anzi fascinosa, la permanenza nel Molise? Per non parlare dei nostri parlamentari: uno ha deciso di tenersi tutto il malloppo e perciò sarà espulso dai Cinque Stelle e un’altra ha cambiato partito, e vorrei sperare che lo abbia fatto di sua iniziativa, andando a riscaldare la sedia proprio fra i più acerrimi avversari.

Impeachment: è inutile attendere salvatori. È tempo di uscire dall’atavico immobilismo e riprendere in mano la situazione. Ingrossiamo le fila di chi è già in piazza e naturalmente pretendiamo una gestione collettiva della protesta e delle priorità perché non ci si riduca a utili idioti nelle mani di “intellettuali d’oggi idioti di domani, profeti molto acrobati della rivoluzione” come canterebbe Fabrizio De André. Gennaio è un mese che si apre con la giornata mondiale della pace. Il tema di quest’anno è: dialogo, riconciliazione e conversione ecologica. Ripartiamo da questo: non vi sarà mai vera pace se non saremo capaci di costruire un più giusto sistema economico e affrontiamo l’anno con l’entusiasmo dei neofiti e l’impegno ad essere artigiani di giustizia e di pace.

Buon anno.☺

 

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