Voglia di vita
5 Maggio 2017
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Voglia di vita

Rami Adham: questo nome probabilmente non ci dice nulla. Anche il suo “mestiere” – contrabbandiere – poco ha a che fare con noi!

La stampa britannica, invece, gli ha dedicato nei mesi scorsi interviste ed articoli. Rami ha richiamato l’attenzione di quotidiani quali il Telegraph o l’Independent per la sua originale occupazione: è infatti un contrabbandiere, sostantivo inglese derivato dal verbo di origine germanica smuggle [pronuncia: smagol]; ma più precisamente Rami è un toy smuggler [pronuncia: toi smagol], un contrabbandiere di giocattoli!

Di origine siriana, trasferito in Finlandia, Rami è un volontario che non ha dimenticato la sua terra, anzi si adopera costantemente per portare aiuto alla popolazione che sta subendo da anni le atrocità di un conflitto senza fine. Dal 2011 ha effettuato ventisette viaggi incontrando, insieme ai pericoli, il dolore della sua gente. Quando la sua bambina di tre anni gli ha chiesto – in cambio di una nuova bambola – di portare i suoi giocattoli ai bambini siriani, Rami ha accettato e da quel momento la sua attività di volontario si è indirizzata soprattutto verso quei circa tre milioni di vittime inconsapevoli di questa guerra infinita.

Non soddisfatto, l’infaticabile contrabbandiere sta già adoperandosi per altri progetti; come ha affermato egli stesso “i bambini siriani stanno vedendo con i loro occhi morte, insicurezza e minaccia costante; i giocattoli perciò sono importanti”.

Gli interessi economici purtroppo continuano a prevalere sui diritti umani. La guerra in Siria continua, tra l’indifferenza delle grandi nazioni, oscurata dalla comunicazione mediatica che domina in Occidente, e le cifre riguardanti le vittime civili diventano sempre più elevate!

Per l’Osservatorio siriano dei diritti umani hanno dovuto lasciare le proprie case almeno tredici milioni di persone. L’accesso nel paese per le organizzazioni umanitarie è inesistente, fortemente ridotto negli ultimi anni, tanto che meno dell’1% della popolazione delle aree assediate riceve aiuti alimentari dalle Nazioni Unite e solo il 3% assistenza sanitaria.

Sono numeri che dovrebbero far inorridire, indignare, coinvolgere. Ed invece volano via come le pagine di un quotidiano sfogliato o un click del mouse per cambiare la schermata del computer. Nonostante il lodevole impegno di diverse associazioni no profit, che tentano di consegnare beni di prima necessità e medicinali alla popolazione, la maggior parte delle famiglie e dei bambini restano ancora esclusi dagli aiuti.

Da qualche giorno, invece, il Ministero per il Turismo siriano sta diffondendo un messaggio pubblicitario dal titolo: “Aleppo voglia di vita”: insieme allo slogan vengono mostrate immagini che ritraggono una città irreale, con hotel a 5 stelle e gente sorridente!

Realtà “vera” o finzione? E noi da che parte stiamo? Ci piace pensare che tutto vada sempre bene? Di bambini si parlerà nei prossimi giorni rievocando il crollo della scuola di San Giuliano di Puglia; numerosi i bambini morti sotto le macerie dei paesi devastati dal sisma di qualche mese fa; e bambini sono anche le vittime dei vari conflitti che interessano diverse aree del pianeta, costretti, nel migliore dei casi, a diventare grandi troppo presto, a convivere con le bombe, il coprifuoco, la penuria di cibo, le malattie.

Se Rami porta loro giocattoli, non stupiamoci; se la finzione evocata dal gioco può alleviare i traumi di una infanzia vissuta nel terrore e nel costante pericolo di vita non sorprendiamoci; e se cancelliamo i loro sogni, ricordiamo le nostre responsabilità!

Giocattoli, sogni, finzione: la condizione infantile è ben descritta da queste parole. Come riferisce l’emittente britannica BBC, il contrabbandiere porta “borse di gioia” a questi bambini, uomini e donne di domani: il suo messaggio è che “tutti i grandi sono stati bambini una volta”.

“Ma pochi di essi se ne ricordano” (Antoine De Saint-Exupery).

 

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