Al casone
5 Novembre 2015
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Al casone

Sono stato ospite presso la Comunità Il Casone nell’inverno del 2013-2014, dopo aver fatto molti controlli periodici con la mia psichiatra e il mio psicologo, oltre ad aver frequentato per un po’ di tempo il Centro Diurno situato all’interno della ASL di Termoli e precedentemente essere stato ricoverato nel reparto di Psichiatria dell’ospedale San Timoteo di Termoli.

Ritornando alla Comunità Il Casone nell’Ottobre 2015, ci tengo molto a comunicare ai lettori di questo mensile che qui ci sono operatori molto efficienti nello svolgere il proprio lavoro e che è possibile essere in contatto con psicologo, terapista psichiatrico, infermiere, assistenti sociali, coordinatrice e persone che – come me – hanno problemi psichici.

Attualmente ci sono tornato perché ho diversi problemi da risolvere e vorrei dire che oltre a stare meglio, ho trovato altri ospiti migliorati rispetto a due anni fa.

Ariano Greco

Agricoltura e territorio

Di seguito riportiamo la testimonianza di un imprenditore agricolo di Montenero di Bisaccia, che ci racconta la realtà economica della zona e la situazione negativa in cui versa il settore, a causa di interventi di pianificazione economica da parte della Comunità Europea e della Regione.

Discutiamo con Gino della situazione disastrosa in cui versa il settore agricolo locale, partendo da esperienze concrete.

Il primo esempio di un settore trainante, poi scomparso dal quadro delle eccellenze, è quello delle pesche di San Salvo: il prodotto di qualità portava nelle casse degli agricoltori guadagni talmente elevati da suggerire agli operai di lasciare i propri posti di lavoro per dedicarsi alla coltivazione. Poi la politica agricola europea ha favorito le importazioni dall’estero, svalutando il prezzo del prodotto locale, e costringendo i proprietari ad estirpare il pescheto.

Il caso della barbabietola, seppure differente, presenta tratti comuni a quello delle pesche: gli incentivi regionali sono passati da 700 mila lire ad ettaro, fino a 500 per poi essere eliminati. Il ribasso del prezzo da 15.000 lire al quintale fino 4,50 euro è stato causato dall’introduzione di criteri di competizione da parte della Comunità Europea (per essere conveniente bisognava produrre 800 quintali ad ettaro), eliminando i piccoli produttori; infatti è impossibile produrre quelle quantità con la scarsa irrigazione tipica delle nostre zone. Parecchi agricoltori hanno acquistato attrezzature per centinaia di migliaia di euro, lasciando poi inutilizzati i macchinari stessi, a causa del ribasso dei prezzi. Oggi sul nostro territorio esiste un’agricoltura di “sopravvivenza” basata sulle integrazioni (grano, girasoli); si è estinta la figura dell’imprenditore agricolo.

Anche la qualità dell’offerta di prodotti tipici è inesistente, non essendoci le condizioni economiche per le coltivazioni. I vitigni a capanneto nella zona di Montenero di B. e San Salvo sono un altro esempio della cattiva pianificazione: prima sono stati erogati contributi per coltivare il prodotto, poi altri contributi concessi per estirpare i vigneti.

Gino Pannicciari

Le comunità terapeutiche

È in libreria da Giugno 2015 il volume Comunità Terapeutiche per la Salute Mentale. Intersezioni, curato da A. Malinconico e A. Prezioso (Franco Angeli, 2015), che raccoglie le firme di autorevoli esponenti nazionali ed internazionali che discutono e riflettono intorno agli aspetti teorici, pratici e organizzativi legati all’universo della Comunità Terapeutica.

L’evento è stato sostenuto dalla Cooperativa Nardacchione, che è storicamente legata alla gestione di servizi di gestione di pazienti psichiatrici nel territorio molisano, operando dagli anni ’80 in questo settore, insieme al CSM di Termoli.

Nel libro vengono proposte riflessioni ed esperienze da realtà pubbliche, private, cooperativistiche, miste, con l’accento principalmente su quell’accadere terapeutico/riabilitativo che si ripropone di rendere quei luoghi autentici spazi capaci di operare le trasformazioni possibili.

L’atmosfera globale che caratterizza la Comunità Terapeutica ha valenza simbolica e, quale sottofondo implicito della stessa Comunità, è in grado di permeare processi ed interventi effettuati al suo interno.

Nel volume vengono proposte riflessioni a partire dal vertice delle Comunità che accolgono utenti dei servizi di salute mentale, significativi ma non esclusivi segmenti di un ben più articolato e complesso sistema di cure, con implicazioni di carattere epistemologico, clinico, etico, economico, legislativo:

– Quando possiamo parlare di “vere” Comunità Terapeutiche?

– Quale il crinale che differenzia queste da comunità/alloggio, case/famiglia, strutture residenziali di varia marca?

– Si possono ricondurre le risposte all’assetto giuridico-amministrativo, a quello economico, ai ruoli professionali, alle matrici culturali, alle diagnosi nosografiche?

Vengono presentate nel testo esperienze da realtà pubbliche, private, cooperativistiche, miste, con l’accento principalmente su quell’accadere terapeutico/riabilitativo che si ripropone di rendere quei luoghi autentici spazi alchemici, capaci di operare le trasformazioni possibili.

 

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