Apatia estiva
20 Settembre 2019
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Apatia estiva

Da quando è cominciata la crisi di governo mi sono chiusa in uno strano mutismo. In altri tempi avrei commentato e discusso a dismisura, ma in quest’occasione sto rimanendo una spettatrice annoiata.

Sarà che mi sembra di assistere ad un teatrino di principianti, dove il più applaudito è lo stesso Presidente del Consiglio di un Governo che la settimana prima aveva portato al voto in Parlamento quella gran porcata del decreto sicurezza bis… ma “a questo giro” tendenzialmente sto in poltrona ad aspettare. In effetti, tra Minniti e Salvini la differenza è stata più di forma che di sostanza, per cui non mi aspetto in queste ultime ore grandi giravolte sui grandi temi.

Contrariamente alle aspettative, la povertà non è stata abolita e, per quanto riguarda le politiche sociali e le politiche per le persone con disabilità, non ci sono state novità all’orizzonte nonostante le sbandierate promesse.

Nella nostra regione, le critiche (riportate anche da la fonte di luglio) sollevate dalle associazioni territoriali al nuovo bando sulle non autosufficienze e condivise anche da parte della maggioranza e dalla opposizione in consiglio regionale, hanno portato solo alla proroga di 15 giorni della scadenza del bando, ma nella sostanza non hanno condotto a nulla di concreto.

L’Assessorato alle Politiche sociali ha giustificato il rinvio con la necessità di prendere tempo per ascoltare le associazioni interessate. Si è poi scelto di ascoltare solo le associazioni iscritte all’albo regionale (da quando in qua è un criterio indicativo di rappresentatività territoriale?), dimenticandosi che le critiche provenivano da associazioni ed istituzioni anche non iscritte all’albo e di conseguenza ignorate completamente (e di proposito).

La montagna, come al solito, ha partorito il topolino; e purtroppo questa volta le Associazioni sono state lasciate sole, perché nel frattempo è scoppiata la “bomba” della chiusura del reparto di Ostetricia e Ginecologia, mediaticamente più accattivante, per cui ubi maior minor cessat, ed il silenzio più profondo si è abbattuto sulla vicenda del bando sulle non autosufficienze. Questo significa che molte persone con disabilità grave ex art. 3 comma 3 legge 104/92 verranno escluse dalla partecipazione ai fondi, ma purtroppo questo fa poca notizia…

Del resto, la stessa vicenda dell’ Ospedale San Timoteo di Termoli è testimone della miopia politica e della poca sensibilità sociale protrattasi per oltre un ventennio, ed è angosciante adesso dover correre ai ripari con la consapevolezza che da un momento all’ altro potrebbe piovere addosso un’ ulteriore tegola in testa, qualora il Consiglio di Stato dovesse rovesciare il provvedimento del Tar Molise.

Speriamo almeno che la caduta (al momento inevitabile, ma si sa che nelle migliori telenovele tutto è possibile) di Salvini possa ingenerare qualche riflessione anche sul seguito molisano e sul senso (anche logico) che possa avere proclamarsi leghista in terra di Molise. Al momento però le fila sono serratissime, attendiamo sviluppi futuri.

Infine, una bella storia estiva. Quest’estate presso il Circolo della Vela di Termoli si è svolto il progetto “Felicemente Abile”, dedicato ai bambini con disabilità dell’ambito sociale territoriale. Tra gli operatori, oltre a psicologi ed educatori, vi erano anche volontari dello Sprar di Ripabottoni, a testimonianza che la valorizzazione delle diversità porta ricchezza per ciascuno e che l’unione delle fragilità può diventare una forza ed un tesoro inestimabile.

Forse il mio senso di apatia estiva deriva dalla consapevolezza che un mondo diverso è realmente possibile e, se prima mi irritavo contro chi continua a remare contro questa verità elementare, adesso semplicemente mi provoca noia, come se ascoltassi una voce talmente antiquata da essere ormai anacronistica.

Sì, perché il vento del cambiamento non si può arrestare. Quando lo capirete☺

 

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