Appunti per termoli
7 Dicembre 2023
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Appunti per termoli

È matura da tempo la necessità di una riflessione sul futuro di Termoli, le elezioni di primavera possono essere un’opportunità, a condizione che si ragioni in grande e si eviti il consueto banchetto clientelare. Bene ha fatto Pazzagli ad aprire questo capitolo sull’ultimo numero de la fonte e le sue sono affermazioni pienamente condivisibili.
Voglio evocare alcuni punti di una riflessione collettiva che è dentro il movimento Civico termolese e che misura bene la profondità dei problemi che abbiamo davanti.
Diritto alla salute
Il diritto alla salute e il diritto alla vita sono diritti inalienabili. Ci sono voluti secoli per affermare diritti sociali oggi incontestabili, ma in pochi anni questi diritti sono stati mortificati, spesso negati nei fatti. L’epidemia da Covid ha ben chiarito il grande prezzo pagato alla crisi del sistema sanitario, in primo luogo alla carenza, fino alla completa assenza, della medicina territoriale e preventiva.
Su questo capitolo fondamentale che misura la civiltà delle nostre società Termoli è due passi indietro. Non solo perché manca di una sanità territoriale, ma anche perché è priva di ogni dignitosa assistenza ospedaliera sia privata che pubblica.
Nella piramide della sofferenza e della malasanità molisana Termoli è nella pattuglia di testa. Risolvere con la sanità territoriale e la scelta di un ospedale pubblico di eccellenza sono le premesse di ogni progetto che voglia parlare del futuro della città.
Il valore della bellezza
La bellezza non è un lusso né una stravaganza per persone abbienti. È una delle condizioni, se non la condizione fondamentale, per dare valore al nostro patrimonio comune. Termoli è bellezza. Lo sono il mare e la sua costa, le isole e i suoi pescatori, le colline e le sue terre fertili, la città vecchia e il suo centro storico, lo è la gentilezza e lo spirito di accoglienza dei suoi cittadini.
Termoli deve essere pensata come la tessera di un mosaico del quale sono parte integrante le colline e il territorio che la circondano, anche per questo è fondamentale contrastare lo scempio che con pannelli solari e pale eoliche si vuole fare del Basso Molise, anche per questo abbiamo proposto un Biodistretto delle colline e del mare.
Termoli è, e sempre più dovrà essere, una moderna città turistica, ma non abbiamo bisogno di un turismo nevrotico, del cosiddetto “mordi e fuggi” che lascia soldi a pochi e danni ai più. Noi abbiamo bisogno di persone, di ospiti, di turisti che possano amare e innamorarsi della città, delle nostre campagne e delle nostre colline fino a considerarsi parte della nostra stessa società.
Innovazione e sostenibilità
La bellezza e il suo valore, i diritti sociali e la loro tutela hanno i piedi di argilla, se noi ignoriamo la produzione di ricchezza e il principio che deve orientare lo “sviluppo”, ovvero la sostenibilità. Termoli e il Basso Molise hanno dietro l’angolo quattro grandi sfide che decideranno molto del futuro della città: il destino del polo industriale, l’agricoltura dell’ entroterra, l’energia e l’innovazione sociale.
Che Stellantis abbia scelto Termoli come una delle sue sedi per produrre batterie per auto elettriche è certamente cosa buona, ma è fondamentale che la gigafactory di Termoli non sia soltanto una catena di montaggio, ma sia parte di una strategia che abbia al centro la sostenibilità ambientale ed è decisivo che sia alimentata da energia rinnovabile.
Che si affermi nella trasparenza una organizzazione della società per rispondere ai grandi bisogni sociali inevasi è la prima delle innovazioni da mettere in campo.
Per questo abbiamo proposto un parco eolico offshore compatibile con la pesca e il turismo, e alternativo a quanti intendono piastrellare le nostre campagne con pannelli solari e pale eoliche. Per questo proponiamo che la ricchezza prodotta per gran parte deve restare nel nostro territorio, per sostenere i nostri cittadini e le nostre attività produttive. Per questo quel “terzo settore” che ha al centro tutela dei diritti e beni comuni è al pari tempo servizio ai cittadini e motore di una nuova democrazia civica.
La stessa logica deve ispirare la politica agricola del nostro territorio. Un’agricoltura pulita, libera da pesticidi e ricca di biodiversità. Un’agricoltura di qualità che insieme alla bellezza delle nostre colline rappresenterebbe un grande valore aggiunto per la stessa città di Termoli.
Sapere, formazione e conoscenza
La cultura del bello, la produzione sostenibile della manifattura e dell’agricoltura, i diritti sociali, una rete leggera e efficace della mobilità, le energie rinnovabili possono essere le tessere del mosaico di un grande cambiamento. Per questa impresa è decisivo che Termoli sia sempre più un centro della formazione e della conoscenza. È quindi fondamentale:
– una mobilitazione di energie intellettuali capaci di interpretare con professionalità e capacità innovativa Termoli e il suo territorio;
– una formazione di qualità capace di sostenere le trasformazioni delle quali ha bisogno una società e un sistema che guarda al futuro;
– una cultura popolare che sappia curare la bellezza della nostra terra e alimentare quel galateo di civiltà che è risorsa importante per una società civile e democratica.
Il comune soggetto
politico-imprenditoriale
Una ulteriore e decisiva condizione, perché Termoli possa essere una città del domani e svolgere sull’Adriatico un esempio virtuoso, è un nuovo e rivoluzionario ruolo del Comune. Un Comune che si occupi del governo della città e non degli interessi particolari di chi ha il potere e delle diverse clientele di riferimento, che garantisca trasparenza, regole chiare e un libero mercato senza trucchi e regalie.
Un Comune che esca dal solco della pigrizia burocratico-amministrativa e sempre più si ponga come imprenditore politico che programma, progetta, orienta e promuove le attività sociali, culturali ed economiche della città.
Termoli, l’Adriatico e i Balcani
Termoli e il Basso Molise, laboratorio della sostenibilità può rappresentare una grande opportunità per i suoi cittadini, ma anche per quei paesi che vivono sull’altra sponda dell’Adriatico. Paesi che sono i nostri interlocutori, i nostri amici da sempre, come ben testimoniano le operose comunità albanesi e croate che vivono da secoli nei diversi comuni del Basso Molise.
La cooperazione fra queste due sponde dell’Adriatico è un patrimonio antico, una risorsa che di fronte alle grandi contraddizioni di questa nostra epoca può diventare particolarmente preziosa.☺

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