Fascisti e razzisti
30 Giugno 2024
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Fascisti e razzisti

È arrivata anche qui l’estate, afosa e pesante come non mai. Sarà il cambiamento climatico, quello meteorologico, quello politico o entrambe le cose: fa caldo. Qualcuno muore nel Mediterraneo, donne e bambini che non hanno ascoltato i consigli di un ministro premuroso, che li ha sempre esortati a non partire dalle loro terre, luoghi tra l’altro di grande fascino oltre che di grandi ricchezze, per avventurarsi in imprese improbabili. Purtroppo, come ormai tutti sanno, i migranti hanno bisogno, per vivere e ancora di più per morire, di quel guizzo che solo l’adrenalina ti provoca, ti inebria qualche momento prima di inabissarti. I malcapitati si ostinano a perseguire la realizzazione del mirabile progetto della “sostituzione etnica” – Lollocopyright – e solo grazie all’impegno, alla rettitudine e al senso di responsabilità di Meloni, Salvini e Orso Yoghi, che hanno stipulato “storici” accordi con i governi dell’Africa settentrionale, tutti democraticamente eletti, per offrire ospitalità a questi idealisti velleitari in cerca di stimoli nuovi. Ma come spesso accade, per colpa delle ONG e dei trafficanti di vite umane, che per i signori di cui sopra sarebbero la stessa cosa, i migranti si ostinano a morire e qualcuno anche a sbarcare sulle nostre coste: e qui inizia il calvario.
Qualche giorno fa in provincia di Latina un lavoratore indiano di 31 anni si è ferito a un braccio mentre lavorava “in nero” in un’azienda agricola. Per nascondere l’accaduto, la vittima non è stata portata in ospedale ma lasciata sull’uscio di casa sua; il suo braccio è stato riposto, dai “soccorritori”, in una cassetta degli ortaggi lasciata accanto a lui. I soccorsi, quelli veri, sono arrivati dopo che i vicini di casa, richiamati dagli strilli, si sono attivati: Satnam, così si chiamava il ragazzo indiano, è deceduto dopo aver subìto diversi interventi chirurgici. Il suo datore di lavoro ha dichiarato: “Avevo avvisato il lavoratore di non avvicinarsi al mezzo e lui ha fatto di testa sua… una leggerezza che è costata cara a tutti”. Nessun atto di pietà verso la vittima né verso sua moglie che lavorava “in nero” insieme a lui nella stessa azienda: neanche i cani si trattano in questo modo! Silenzio assoluto da parte del trio ‘non vedo, non sento non parlo’. In questa vicenda di ordinaria follia, chi ha bisogno di maggiore solidarietà, lo schiavista o lo schiavo, costretto a lavorare in nero per non andare a rubare? Basta aspettare, avere pazienza, nel prossimo futuro, dopo un primo momento di silenzio assoluto per non alimentare le proteste dei lavoratori, vedremo la premier, da Bruno Vespa, affermare la solita solfa che sarà la magistratura a fare chiarezza, le parole dello schiavista saranno sdoganate e così i “soliti migranti che fanno sempre di testa loro, anche questa volta se la saranno cercata”, perché lei, atti di solidarietà, li consegna solo agli assassini che tornano dall’ America.
Fa sempre più caldo in questa estate torrida. I fascisti ormai non si nascondono più, fanno a gara a chi è più razzista, hanno nostalgia dei forni, inneggiano al duce e ai camerati morti in battaglia e considerato che spesso con le loro frequentazioni lambiscono ambienti poco raccomandabili e delinquenti incalliti, anche per stabilire chi prende ordini e chi li dà, forse sarebbe il caso che qualcuno, nelle istituzioni, se ne occupasse invece di gracchiare sulla correttezza delle inchieste giornalistiche. Perché queste notizie devono esserci fornite dai media e non dai servizi di sicurezza? È questa la domanda che dovrebbero porsi, invece di interrogare il ministro che sembra venuto da Marte. La ricostituzione del Partito fascista è un reato. Alcuni militanti di Casa Pound, giorni fa, hanno aggredito alle spalle dei giovani di sinistra che tornavano dalla manifestazione contro le riforme istituzionali della Destra. Ora la domanda che viene spontanea è la seguente: ma questi militanti che non condividono nulla di ciò che fa la Destra di governo, sono favorevoli ai provvedimenti promossi da Lega, da FI e FdI? Così, giusto per capire come si è evoluta la Destra Italiana, soprattutto quella estremista.
E veniamo a noi e ai fatti di casa nostra. È stata approvata la legge sull’ autonomia differenziata, il Sud insorge mentre il governatore del Molise non parla e siccome da molto tempo non dice più nulla, qualcuno dice, pettegolezzi per carità, che il nostro governatore si sia ritirato in un convento di frati, e dopo aver espiato per l’ignavia mostrata sulla legge che divide l’Italia, pare abbia preso i voti. Sapevamo di non aver eletto un cuor di leone ma trattandosi di un molisano, presumibilmente cocciuto, tosto e determinato, ci avevamo sperato, purtroppo lui è tipo da spiaggia non da montagna. In un’intera seduta del Consiglio regionale, sostenuto dai suoi compagni di ricreazione, non è riuscito a dire una sola parola chiara, sia positiva che negativa sullo ‘spacca Italia’, se non un flebile ‘potrebbe’. Ora che la legge è stata approvata, una istituenda commissione consiliare, appositamente richiesta dalla maggioranza, dovrebbe coadiuvare il governatore nel negoziato tra Regione e Governo per redigere il certificato necroscopico della nostra regione. I LEP (livelli essenziali di prestazione nelle 23 materie, se richieste) negoziati dal presidente Meloni e il governatore Roberti (tipo Fracchia col suo capo) diventeranno, in prima battuta, parte integrante dei DPCM (provvedimenti amministrativi non legislativi) emessi da Meloni e recepiti in un disegno di legge deliberato dal Consiglio dei ministri, successivamente approvati ovvero bocciati senza emendamenti quando il Parlamento ne avrà voglia e tempo. Intanto il trasferimento di funzioni e materie sarà già cosa fatta.
Il caldo è diventato ancora più pesante. Anche da noi in Molise si sono svolte le elezioni europee, oltre a quelle amministrative e nel capoluogo, qualche sezione ha dovuto concludere i lavori di spoglio in tribunale e pare che i dati relativi ai risultati europei siano stati trasmessi a Strasburgo con grave ritardo. Accade quasi sempre in ogni tornata elettorale che qualcosa non funzioni, ma per la Corte d’Appello si tratta di fisiologia e non di patologia. Il dato elettorale più unico per il mezzogiorno è che la Lega in Molise sia arrivata al 17% con Vannacci capolista. Quest’anno il Molise è stato attraversato dal Giro d’Italia. La carovana che normalmente precede il Giro ha fatto tappa in un piccolo borgo, non diverso dagli altri per grandezza, per cultura, per gradevolezza e ospitalità. Qualche giorno dopo la fine del Giro è stato comunicato agli abitanti di quel piccolo borgo che lo stesso era stato dichiarato da una apposita commissione “il Borgo più accogliente d’ Italia”. L’interrogativo al quale non troviamo ri- sposta è il seguente: come fa questa gente, straordinariamente accogliente, a votare per il gen. Vannacci?
Speriamo che arrivi un po’ di fresco, non se ne può più. Buone vacanze a tutti.☺

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