gli splendidi della sinistra
30 Maggio 2011
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gli splendidi della sinistra

 

Fare una campagna elettorale senza mai pronunciare la parola “centrosinistra” per Danilo Leva e Roberto Ruta, che da sempre non osano esprimere alcun pensiero compiuto, è stata una passeggiata. Pretendere che i molisani se la bevessero, questo sì che è stato più complicato. I due fenomeni avrebbero preferito far cadere il presidente uscente D’Ascanio già due anni fa. Per loro, uno del centrodestra tipo De Matteis è sempre meglio di niente. A fare da sponda ai due ci si è messo un altro gigante della politica nazionale, l’On. Antonio Di Pietro. Tutti e tre insieme sono arrivati a poco più del 20% dei consensi e, uno dei tre, in verità più bravo degli altri due, dopo lo strepitoso insuccesso, ritiene di aver ridato grandezza al suo partito per averlo riportato al primo posto nel grande universo della sinistra: se non si trattasse del Segretario Regionale del PD qualcuno potrebbe anche crederci, ma il Molise è piccolo e le voci girano. Tutti e tre hanno scaricato il Presidente uscente ma non ci hanno detto mai il perché, in quanto sarebbe stato veramente imbarazzante, per loro naturalmente. Qualcuno ha tentato di giustificare l’indegna cagnara imbastendo singolari tesi politiche che evocassero aree politiche alternative, non si è capito bene a che cosa visto che di alternativo al centrosinistra non c’è né il sopra né il sotto, c’è solo il centro destra; comunque le regionali sono alle porte e presto lo capiremo.

In realtà la gestione amministrativa guidata da D’Ascanio non è stata diversa da quella di Massa e di Chieffo che il popolo della sinistra ha sempre giudicato positivamente; è dunque di palmare evidenza che le critiche rivolte al governo provinciale dagli esponenti della maggioranza avevano il solo scopo di scalare il Partito Democratico, che ancora vive in perenne stato confusionale da quando ha rimediato la sonora batosta alle ultime elezioni politiche. Pochi giorni fa, senza che nessuno glielo avesse richiesto, il leader di Alternativa, per portarsi avanti nel lavoro, in vista delle future elezioni regionali, avendo annusato l’odore del formaggio, lui che da anni non vince neanche a bigliardino, si è subito speso nella promozione di alcuni candidati da offrire alle primarie. Pare che i nominati, Di Pietro e Frattura, a seguito dell’annuncio del commissario tecnico, non abbiano mai smesso di toccarsi le palle, e a Leva, il terzo dei nominati, che invece ci ha creduto, hanno detto: vai avanti tu che a noi viene da ridere.

In questa atmosfera da “Grande fratello”, nella Regione peggio amministrata d’Italia – non è un caso che Iorio è ultimo nella classifica dei governatori – il centrodestra ha conseguito il miglior risultato. Qui da noi, a differenza di quanto dichiarato a Milano, pare che Bersani avrebbe detto: “noi abbiamo perso e voi avete vinto”. Se il concetto espresso dal segretario del PD non è risultato di facile comprensione al giovane Leva e al suo amico Ruta, sarà il caso che della questione se ne occupi il 118, inutile disturbare i vertici del PD nazionale. A Roma, da un decennio a questa parte, hanno ricevuto solo delusioni dal Molise e tuttavia non hanno mai mosso un dito perché questo non accadesse. Ora non c’è più tempo, le elezioni regionali sono alle porte e, per il bene del Molise e non solo della sinistra, sarà indispensabile non consentire agli strateghi della sconfitta di frequentare anche la più inutile delle assemblee condominiali: potrebbero proporsi quali amministratori e sarebbe drammatico per gli ignari inquilini.

Alle prossime consultazioni di novembre il centrosinistra, attraverso lo strumento delle primarie e non quello delle sagrestie, dovrà ricercare il suo leader il quale, insieme a chi vorrà starci, elaborerà un programma di governo credibile e concreto che dica a tutti i molisani: il paese dei balocchi proposto da Iorio e compagni a distanza dieci anni è risultato essere solo una favola. Per essere ritenuti in grado di affrontare e risolvere i gravi problemi ereditati dal precedente governo di destra sarà necessario l’impegno di tutti, perché nessuno nel nostro paese, nei prossimi anni, sarà disposto a tirar fuori un euro in più del dovuto per la terra di Iorio il quale, dopo il risultato elettorale ottenuto alle provinciali, va sbandierando che il suo amico Berlusconi gli ha promesso impegni milionari per la sanità, le strade, e soprattutto per il terremoto, chissà perché proprio ora che si è dimesso il sedicente Sub-Commissario.☺

domenicodadamo@alice.it

 

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