Il fiore sempre vivo
19 Settembre 2023
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Il fiore sempre vivo

L’elicriso è una pianta perenne, conosciuta nella tradizione popolare anche con i nomi di “perpetuino”, “immortale”e “semprevivo”, perché il fiore non muore mai e riesce a mantenere il suo colore giallo chiaro anche una volta appassito, tanto che spesso viene utilizzato per creare ghirlande o composizioni di fiori secchi considerate di buon auspicio.
Helichrysum italicum è il nome scientifico di questa Asteracea e deriva da due parole greche, hḗlios (“sole”) e chrysós (“oro”), proprio per il colore giallo intenso della sua infiorescenza. Esistono anche alcune varietà rosse o rosa. Ramificato fin dalla base, l’elicriso forma dei cespugli che raggiungono un’altezza di 30-40 cm. Il colore grigio-biancastro che caratterizza il fusto e le foglie è dovuto alla fitta presenza di peli che ricoprono tutte le sue parti.
Originario delle zone dell’Europa meridionale e dell’Africa, cresce spontaneamente nella macchia mediterranea, nei campi abbandonati e nelle scarpate rocciose, soprattutto nel sud e nelle isole. Ama infatti le zone molto esposte alla luce, tanto da essere associato al culto del sole. È considerato una buona pianta colonizzatrice dei terreni non utilizzati, perché grazie al suo forte apparato radicale riesce a consolidare i terreni stessi e a ripopolare zone marginali. La disseminazione può avvenire a opera sia di insetti tipo formiche o di altri animali, sia del vento, che trasporta i semi anche a distanza di alcuni chilometri. Ricordo che delle piantine crescevano perfino nelle fessure dei muri del campanile del mio paese e che alcuni baldi giovani, esponendosi al pericolo di cadere, andavano a cogliere quel bel “fiore semprevivo” per regalarlo alla propria amata. La fioritura inizia nel mese di giugno e continua sino alla fine dell’ autunno, quando arrivano i primi freddi.
L’elicriso può essere coltivato anche in vaso o in pieno campo se si effettua una semina primaverile, quando la temperatura supera i 20°. In caso di semina autunnale, nel mese di settembre, si consiglia di proteggere le piantine durante l’inverno.
Come pianta officinale era già conosciuto e apprezzato dai Greci e dai Romani, e nel Medioevo. In epoca recente non solo sono state confermate le virtù già note ma ne sono state scoperte altre. L’ elicriso contiene olio essenziale, acido caffeico, resine e sostanze coloranti che prendono il nome di elicrisina. I diversi preparati (sciroppi, aerosol, tisane) possono trovare impiego contro le malattie dell’apparato respiratorio, quelle reumatiche e allergiche, e ancora contro le flebiti, le cefalee e i problemi epatici. È usato anche per profumare la biancheria e gli ambienti o come fissante dei profumi. Gli estratti vengono utilizzati nella preparazione di prodotti cosmetici per la pelle particolarmente desquamata.
Oltre che per le sue proprietà medicinali e cosmetiche, l’elicriso è ottimo anche in cucina. Infatti i suoi fiori e le sue foglie sono caratterizzati da un aroma che ricorda la camomilla e la liquirizia (qual- cuno lo chiama erba liquirizia), con cui si può rendere particolare il sapore di diverse preparazioni salate, di dolci e liquori. Una curiosità: la pianta intera veniva impiegata per bruciare le setole dei maiali macellati per via del particolare odore, molto aromatico, che conferiva al lardo.☺

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