Il “genius loci” motore di rinascita
5 Giugno 2024
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Il “genius loci” motore di rinascita

Anni fa, quando la politica molisana, con la complicità di quella larinese, è riuscita a cacciare la Maugeri e chiudere l’eccellenza di un centro di riabilitazione al Vietri, ho firmato un articolo dal titolo Se Larino piange Termoli non ride, e, visto lo stato di questi ultimi venti anni dell’ospedale della città marinara e della sanità nel Molise, c’è da dire che avevo visto bene. Oggi, di fronte ad anni di spoliazione dell’antica capitale dei Frentani, mi viene da scrivere Se Larino piange, il Molise non ride. Sto pensando alla chiusura del Convento dei cappuccini con i monaci trasferiti a Termoli; al rischio che corre l’Hospice di un trasferimento, non a Colletorto ma a Campobasso, e, solo ultimo, allo schiaffo dato alla storia da due parlamentari eletti nel Molise, con la destinazione di un’importante finanziamento per rendere la Casa Norante in Campomarino sede di un museo archeologico.
Quello che a me meraviglia è il silenzio e, con esso, la capacità di incassare i colpi da parte della mia città. Non riesco a credere che lo “Spirito del luogo” (Genius loci) della mia Larino e del mio Molise ispiri e animi solo i sogni miei e di pochi altri. Il luogo, ovvero il territorio, il bene comune di un tempo, unico e solo tesoro che abbiamo, con le sue risorse e i suoi valori quali la storia, la cultura, l’ambiente, il paesaggio, le tradizioni, come pure con le attività più vocate a un suo sviluppo economico, sociale e politico che, proprio con i sogni, le idee e i progetti, rende l’oggi premessa di un domani migliore; e nel caso di Larino, possibilità di esprimere le sue enormi potenzialità, soprattutto quelle legate a un valore paesaggistico-ambientale, storico-culturale, che da millenni segna il suo territorio e le sue antiche tradizioni, l’olivicoltura.
Dopo l’idea-progetto di un “Parco Nazionale della biodiversità olivicola”, quella di una “Università dell’olivo e dell’Olio del Mediterraneo” e la “Stalla della biodiversità bovina italiana”, dedicata alla grande festa di San Pardo, ecco il “Museo regionale dell’ olivo e dell’olio”. Tutto nella città culla dell’Associazione nazionale delle Città dell’olio, patria della varietà “Gentile di Larino”, la città della biodiversità olivicola con tre varietà che portano il suo nome e dà a Larino un primato mondiale. Il luogo ideale per il Museo è l’ex Convento S. Francesco, affiancato all’omonima Chiesa affrescata dal grande pittore molisano (Ripabottoni) Paolo Gamba. Un luogo, di proprietà della Provincia di Campobasso, che ha, dopo decenni di silenzio, la possibilità di raccontare, con gli olivi e gli oli molisani, millenni di storia che è, poi, la storia dell’agricoltura regionale, oggi fonte di due primati nazionali del Molise, la ruralità e la biodiversità. Un luogo che lega il “Parco dei Patriarchi di Portocannone e di quelli del Molise” (da realizzare), con il primo, dedicato all’olivo, istituito nel mondo, il “Parco storico regionale dell’olivo di Venafro”. Un museo che diventa anche sede del Consorzio di tutela della Dop “Molise” evo (da costituire) e del coordinamento regionale delle Città dell’olio, il luogo, insieme con la Fiera di Ottobre, di promozione degli oli molisani e dell’intero territorio regionale così ricco di storia e di cultura, di ambienti e paesaggi, tradizioni e manifestazioni lungo gli antichi tratturi e il breve ma affascinante litorale, ombreggiato da un mare di colline. Un luogo che parla dell’olivicoltura molisana, il comparto agricolo più importante, con l’olio immagine della farfalla Molise, potenziale promotore del turismo legato al paesaggio e al cibo. La sede anche del Panel test, del concorso “Goccia d’Oro”, del Biodistretto e del Distretto del cibo. Un museo che racconta l’olivo e la biodiversità, l’olio eccellenza Dop, il biologico e la sostenibilità, il territorio, e, nel contempo, diventa recupero di una struttura da troppo tempo abbandonata. Soprattutto una grande opportunità per mettere in atto una strategia che apre al turismo con l’offerta di percorsi e la messa a disposizione di guide. Larino, la “piccola Roma”, punto di riferimento del turismo dell’olio, del vino, del cibo e parte di un percorso turistico che coinvolge l’intero centro storico (serve un parcheggio per i pullman) con i suoi valori urbanistici, architettonici, la Cattedrale e le sue chiese, il Palazzo ducale, la sede del primo Seminario della cristianità, il Museo diocesano, via Cluenzio.
Un “Museo regionale dell’olivo e dell’olio del Molise”, promosso dal Comune di Larino con il sostegno della Provincia di Campobasso (proprietaria dello stabile) e della Regione Molise, che vede la collaborazione delle Associazioni, Distretti e Consorzi che fanno riferimento all’olivicoltura. Un museo che, con l’olivo e l’olio, racconta le eccellenze alimentari molisane, in particolare i 150 “prodotti tipici”, che ben rappresentano la Dieta Mediterranea, vincente nel mondo.☺

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