il gigante egoista   di Carolina Mastrangelo
4 Giugno 2013
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il gigante egoista di Carolina Mastrangelo

 

“Voglio regalarvi ancora una fiaba, una fiaba che non vi ho detta mai. Non nevica e non è Natale ma questa fiaba ci sta bene ora che è Primavera perché parla di un giardino meraviglioso dove i bambini vanno a giocare credendolo abbandonato, al ritorno del proprietario, un gigante dall’animo cattivo ed egoista, non sarà concesso loro di entrarvi e la natura tutta partecipa a quella triste decisione. Il giardino cade in un inverno senza fine e l’uomo si ritrova  poco a poco nella più profonda solitudine fino a quando la presenza di un piccino indifeso scalda il cuore del gigante che riapre il suo giardino ai bambini; solo allora, come per incanto, la natura si mette in festa per partecipare al bel gesto di generosità: i fiori sbocciano, gli uccelli cinguettano, l’aria diventa calda e primaverile…”

I bambini ascoltano attenti, appesi ai miei occhi e alla mia voce che accarezza, seduce, evoca musiche, suggerisce immagini e colori che poi esplodono sulle tele per ricreare scene ed atmosfere: il rosso, l’arancio, il giallo e tutte le tinte più vive raccontano la gioia dei bimbi, dei prati, dei giochi; il bianco,  il grigio, il nero, il blu rappresentano la noia e la tristezza del gigante; il rosa, il celeste…, i colori più teneri e chiari narrano la sua morte perché “egli era diventato buono e di certo sarebbe andato in Paradiso”.

È giunta l’ora per me di lasciare la scuola primaria dove ho insegnato per tanti anni tutte le materie, ma il tempo di narrare una storia l’ho sempre trovato, convinta che la metodologia del fiabesco, del magico, sia irrinunciabile per l’educazione dei bambini, perché è un antidoto di libertà e di sogno al piatto realismo cui sono condannati dalle macchine, dalla tecnologia, dalle richieste burocratiche dei nostri giorni; non voglio difendere anacronisticamente la fiaba contro il divenire della storia e il mutare dei tempi, ma è necessario non espropriare i bambini della loro infanzia: il mistero di elfi, di nani burloni, l’incanto di fate, di streghe e di maghi…, monelli come Pinocchio, giganti dal cuore di gelo che si scioglie per l’amore di un bambino… indicano la strada della felicità, della condivisione, insegnano la vita. ☺                          

carolinamastrangelo51@gmail.com

 

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