Influssi benefici
25 Maggio 2017
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Influssi benefici

I libri ci fanno sognare, ci aiutano a sviluppare la nostra immaginazione. Quante volte lo abbiamo sentito o detto di persona? Tutto questo è romantico, molto romantico, ma leggere un libro ha degli effetti reali sul funzionamento della nostra mente e sulla struttura del cervello che può incuriosire conoscere. Da uno studio proposto da Open Education Database, è emersa la classifica delle dieci conseguenze più significative che si verificano nella nostra mente dopo o durante la lettura di un libro. In sintesi, eccole qua.

  1. Anzitutto, scattiamo automaticamente delle istantanee visive: mentre leggiamo un libro, anche se non lo vogliamo, il nostro cervello inquadra e memorizza oggetti o luoghi descritti. Questo aiuta a creare un mondo a parte, che se da un lato vive esclusivamente nella nostra mente, dall’altro è in grado di aiutarci a decodificare, ad arricchire, a riconoscere prima le caratteristiche di quello reale.
  2. Ascoltare le parole “mette in moto” il cervello e qui è bene riferirsi soprattutto ai bambini: molti sanno che le letture ad alta voce hanno un grande potenziale, specie in tenera età, e tanti pediatri non smettono di ricordarlo ai genitori dei loro piccoli pazienti. Leggere ad alta voce crea abitudine all’ascolto e aumenta i tempi di attenzione, accresce il desiderio di imparare a leggere e la curiosità, può calmare, rassicurare e sicuramente rafforza il legame affettivo tra chi legge e chi ascolta. Insomma, nell’infanzia, leggere un libro è un toccasana.
  3. Leggere esperienze equivale a viverle, e qui spostiamoci nel campo della narrativa pura: abbiamo mai provato la sensazione di sentirci completamente attratti dalla storia di un libro, sentirci pienamente coinvolti dalle esperienze dei personaggi? Questo succede, ovviamente, perché il libro ci piace, ma in secondo luogo perché il nostro cervello non capisce che stiamo semplicemente leggendo, ma si tuffa letteralmente nella vicenda e nell’attività della lettura, si immedesima al punto che sente di vivere realmente quelle esperienze. Tra noi e il libro, quindi, si crea una piacevole sintonia e si sfumano i confini.
  4. Diversi tipi di lettura stimolano meglio il cervello: siamo soliti leggere per piacere o per dovere? Lo studio letterario stimola molte funzioni cognitive, mentre la lettura di piacere fa affluire più sangue alle diverse aree del cervello. Lo sapevamo?
  5. Leggere in lingua aiuta il cervello a crescere: con una conoscenza base dell’inglese o del francese, o di una qualsiasi lingua, conviene sforzarsi di leggere i libri in lingua originale. Il cervello cresce e bastano pochi mesi perché si verifichino un’espansione e un’evoluzione dell’ippocampo e della corteccia cerebrale.
  6. La struttura della vicenda narrata ci aiuta a “pensare” meglio: ogni “storia” è composta da tre parti essenziali, l’inizio, lo sviluppo e la conclusione. Questo aiuta il nostro cervello a ragionare in sequenza e ci permette di ampliare la nostra capacità di attenzione. Anche per questo, gli studiosi suggeriscono di avvicinare i più piccoli alla lettura il prima possibile.
  7. Leggere cambia davvero la struttura del cervello: nella zona del linguaggio, la materia grigia aumenta, il linguaggio si affina e amplia la capacità di ragionare, amplia la sfera emotiva. Riuscire ad esprimere meglio ciò che si pensa o si prova, aiuta ad espandere la propria interiorità.
  8. Leggere ci fa diventare più empatici con i nostri simili: abbandonarsi ad una storia, assaporare pagina dopo pagina le avventure dei personaggi e calarsi nelle loro vicende, ci fa diventare più empatici anche nella vita reale e nei rapporti concreti con gli altri. Ci educa. Leggere profondamente, ci fa provare emozioni più profonde, ci cambia, ci rimette in discussione, molto spesso ci migliora.
  9. E infine… un libro profuma! Leggendo, si attivano non solo le aree dedicate alla comprensione del linguaggio, ma anche altre aree del cervello, come quelle preposte, ad esempio, al riconoscimento degli odori. Quindi, se leggi la parola “gelsomino” è come se il suo profumo si sprigionasse nelle narici. Non male, se si tratta di un fiore.

Chissà se a scuola la lettura potesse mai cominciare a profumare come un gelsomino. Forse basta togliere di mezzo le imposizioni, le intollerabili “relazioni scritte” conclusive, e corteggiare i ragazzi con discrezione ma con tenacia. L’anno scolastico volge al termine, l’estate non è poi così lontana… ricordiamocelo nel momento in cui partono a razzo gli assegni per le vacanze e le liste, talora interminabili, di libri da leggere a luglio (e ad agosto).

È una proposta, uno spunto di riflessione, lo lascio a colleghi e genitori. E chissà!

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