Legno verde legno secco
3 Gennaio 2022
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Legno verde legno secco

Riflettendo sulla vicenda di Patrick Zaki, che almeno ora, dopo due anni di sofferenze e carcerazione ingiusta, è stato rimesso in libertà ma con la spada di Damocle del processo, mi è risuonata in testa una frase che Gesù dice alle donne mentre viene portato al Calvario: “Se si tratta così il legno verde, che avverrà del legno secco?” (Lc 23,31). Premetto che forzerò un po’ il senso della frase, dove il legno verde è Gesù e il legno secco sono quelli che lo stanno uccidendo. Tuttavia mi piace l’idea del confronto tra due categorie di persone. Il legno verde è Giulio Regeni che, nonostante fosse cittadino italiano, è stato torturato e ucciso senza nessuno scrupolo e pietà. Legno verde è Patrick Zaki che, nonostante la grande risonanza mediatica mondiale, è stato sfacciatamente tenuto in un carcere egiziano non certo noto per il rispetto dei diritti del carcerato, per futili motivi, un po’ come nella favola del lupo e dell’agnello. Anzi, ad aggravare la situazione pare emergere l’ipotesi che proprio per far desistere l’Italia dal continuare a chiedere giustizia per Giulio, si sia calcata la mano su Patrick. In questo contesto io vedo nel legno secco le migliaia, anzi milioni di esseri umani che non hanno nessuna copertura mediatica, non si sono guadagnati gli appelli di personaggi famosi o istituzioni democratiche e che marciscono nelle carceri di tutto il mondo, sono torturati e uccisi tra atroci tormenti, sono condannati alla morte per freddo, fame o annegano in mare. Il legno secco sono quelle masse anonime di disperati trasformati solo in numeri e statistiche, senza che si sappia nulla della loro storia personale e unica. Se questo regime dittatoriale e omicida ha trattato così il legno verde di chi poteva essere (ma non lo è stato) protetto dall’ombrello internazionale, che cosa farà mai di tanti suoi cittadini terrorizzati ancora di più dal fatto di sapere che neppure chi è uno straniero occidentale ha avuto salva la pelle? Eppure con chi incenerisce tutta questa legna secca/anonima si continua a fare affari, a stipulare contratti per la vendita di armi, a far finta di fare la reprimenda pubblicamente per accontentare la propria opinione pubblica mentre sottobanco si guarda solo ai profitti e alle strategie geopolitiche.

Quello che sta succedendo in Europa rispetto alla drammatica questione dell’immigrazione, in nazioni che si proclamano fieramente cattoliche o ortodosse (cioè cristiane) o appartenenti all’Europa dei diritti, indica che forse il modus operandi dell’ Egitto e di altri stati assassini non è poi così diverso da quanto si fa alle nostre latitudini, dove la preoccupazione per i propri cittadini forse (vedi la situazione del Covid) non è dettata dal dovere di proteggere da parte delle istituzioni, ma piuttosto dal tornaconto elettorale, in quanto c’è ancora quel rito ipocrita delle elezioni ogni tot tempo e forse perché si calcola che i danni economici per coloro che si arricchiscono sulle nostre spalle sarebbero maggiori se ci fosse il panico da pandemia. Altrimenti perché allegramente si può permettere (per leggi firmate da tutti gli stati nell’ambito del Commercio mondiale) che un’azienda possa allegramente delocalizzare la propria produzione mandando sul lastrico migliaia di famiglie? Don Lorenzo Milani, insieme ai ragazzi di Barbiana, scrisse il famoso testo L’obbedienza non è più una virtù e lì citò un proverbio: tanto è ladro chi ruba quanto chi para il sacco. Ed è esattamente quello che sta avvenendo (ma forse è sempre avvenuto) nel mondo: le dittature e i regimi fanno sfacciatamente il lavoro sporco, ma le cosiddette democrazie non sono da meno quando mantengono rapporti con quei regimi, spesso anzi finanziando in segreto l’ affermazione di un dittatore: la Francia della libertà, della fraternità e dell’uguaglianza come l’ America dei diritti del cittadino ne sono un esempio lampante.

Siamo in un tempo in cui i diritti acquisiti non sono più una garanzia, in cui grandi uomini e donne forgiati dalle rovine delle guerre e imbevuti di grandi valori non ci sono più; in questo nostro tempo ci troviamo ad essere guidati da persone mediamente senza grandi ideali, ma solo attente al calcolo dell’opportunismo elettorale oppure al servizio del profitto economico ed è arrivato quindi il momento in cui è necessario aprire gli occhi, come ha fatto Gesù, che ha smascherato la falsa religiosità dei suoi contemporanei e ha fatto la chiara scelta di stare dalla parte delle vittime. Ed è arrivato il tempo in cui il legno secco non deve più simboleggiare le vite di scarto senza volto, ma deve tornare a indicare chi calpesta l’altro col proprio cinismo, perché prenda coscienza che vive un’esistenza senza senso, che la sua vita è da buttare ed è solo buona come legna da ardere.☺

 

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