libri: “…Dalla notte all’aurora” di Gaetano Jacobucci
7 Aprile 2026
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libri: “…Dalla notte all’aurora” di Gaetano Jacobucci

Caro fratel Gaetano,
il 2 maggio 2026 celebri il cinquantesimo anniversario della tua ordinazione presbiterale. Comunemente, ma impropriamente, si parla di sacerdozio; io eviterei questo termine perché giustamente il concilio Vaticano II, ancora poco conosciuto e attuato, ci ricorda che in forza del battesimo, tutti i cristiani, maschi e femmine, sono sacerdoti, profeti e re. Grazie perché, giorno dopo giorno, con la tua scelta rendi testimonianza che il presbitero:
– aderendo incondizionatamente a Cristo, come suo amore primo, si impegna fino in fondo in favore delle persone;
– facendo vivere le persone del mistero pasquale dell’eucaristia, diviene lui stesso instancabile cercatore di comunione;
– sciogliendo sulla terra ciò che subito sarà sciolto presso Dio, diviene l’uomo che ha sempre una parola di liberazione sulle labbra;
– vivendo il celibato nell’amore, anticipa nel presente ciò che è riservato alle persone dopo il pellegrinaggio terrestre: un’esistenza dove, per ciascuno, Cristo è tutto;
– condividendo tutto ciò che possiede, diviene testimone della vera natura della chiesa.
Caro fratel Gaetano,
il titolo di questo agile volumetto che ci consegni in occasione del tuo cinquantesimo … Oltre la notte la luce sintetizza bene il senso di tutta la tua vita, della vita di ogni credente. Tutti passiamo attraverso la notte oscura del dolore, delle crisi di senso, del domani incerto e problematico; non tutti purtroppo riescono a mantenere salda la speranza, la certezza che le tenebre non possono averla vinta sulla luce. Con Isaia (21,11) anche tu chiedi: “sentinella a che punto è la notte?”, perché non ti rassegni alle tenebre del presente, cerchi il cambiamento, vuoi che il sole torni a sorgere. Ti aggrappi alla poesia per annunciare un’alba che dovrà per forza esserci. Rivolgendoti a Maria riesci a invocare: “Maestra, insegna il silenzio, contro ogni speranza, nel buio della notte, a sperare e perseverare”. A Betania, Maria, la sorella di Marta e di Lazzaro, sei giorni prima della Pasqua, cosparse i piedi di Gesù di olio profumato di vero nardo riempendo la casa del profumo dell’unguento (Giov. 12,1-3). Il gesto fu di gioiosa consolazione per Gesù, alla vigilia della passione, così come i tuoi componimenti sono di sollievo per le notti che affronti ma aiutano anche noi ad attendere, con fiducia, l’alba.
Caro fratel Gaetano,
per te che hai scelto di seguire le orme di Francesco, non c’è niente di meglio che vivere il tuo anniversario nell’anno in cui si celebrano gli 800 anni della morte del santo di Assisi. Come per lui, anche per te al centro di tutto vi è l’amore, tanto che, se lui soleva ripetere: “l’amore non è amato” tu riesci a scrivere che “vita ha nome amore”. E l’amore ispira e si respira in ogni tua pagina, anche quando non è pronunciato. Francesco resta perennemente attuale perché ha fatto della sua vita una passione d’amore, per Dio e per le creature. Ogni gesto, ogni parola, non era che amore vissuto, anche quando era sofferto. L’ amore, come la fede, è vero nella misura in cui non serve a niente. Perciò è tutto. Se servisse non sarebbe più amore! Come Francesco ti lasci consumare dall’amore: un pezzo di carbone si sentiva sporco, brutto e inutile. Decise di diventare bianco e levigato. Provò diversi prodotti chimici e varie operazioni chirurgiche. Niente da fare. “C’è soltanto il fuoco” gli dissero. Il pezzo di carbone si buttò nel fuoco. Divenne una creatura luminosa, splendente, calda, irradiante, magnifica. “Ti stai consumando” gli dissero. “Ma dono luce e calore” rispose il pezzo di carbone, finalmente felice.
Grazie per quello che sei, grazie della tua amicizia, anche a nome di tutti coloro che hanno la possibilità di godere del tuo fuoco d’amore.
Antonio Di Lalla

Intimo mistero
custodito nel cuore,
tesoro prezioso
in vaso d’argilla.

Un tesoro il cuore:
passione, dono,
sorriso, gioia,
oltre le lacrime.

Amore creativo,
fecondo, consola,
guarisce parola,
gesto che fonde.

Quando amore
si fende, lacera,
vuote le mani,
fame non sazia.

Amore è donare,
crescere, fiorire,
creare, allacciare,
come alberi buoni.

Sarai cuore di luce,
ombra rischiara,
lucerna chiarore
oltre la notte.

Amore è sguardo,
non su travi, pagliuzze,
affanno a cercare
fuscelli, ombre;

custode felice,
cura, dissoda
il giardino del cuore,
vita gorgoglia.

Amore forza mite
possente preme
sulla vita, sul tempo,
apre finestre di cielo.

Noi gocce
di luce racchiusi
in vasi d’argilla
abitati dal cielo.

Entra con te
produce segni di vita,
breccia d’amore,
apre strade fiorite.

Passi contagia Amore,
fretta, non trattiene
per sé gocce di nardo,
carezza e profumo….

Soffitto per cielo,
passi nell’erba,
condivide Amore
pane, abbracci.

Non ci sarà notte,
spinge aurora
vestire il mattino,
giorno senza tramonto

Amore accompagna
Gaetano Jacobucci

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