Il paradosso è evidente, mai come in questi ultimi venti anni si sono manifestate quelle contraddizioni che sono da sempre le ragioni storiche della sinistra. Le distanze fra ricchi e poveri si sono dilatate, i ceti intermedi nei paesi occidentali si sono proletarizzati, il fantasma della guerra non solo si manifesta quotidianamente nelle crudeltà dell’estremismo, ma rischia di tornare di attualità nello scontro fra le grandi potenze,
La “rete” di Trump o di Grillo non solo non corregge il male profondo dei partiti, ma ne esalta il suo aspetto più critico: la personalizzazione e la manipolazione della comunità.
Storie che solo qui, in questo paese strano ma bello, possono succedere… però proprio perché questo luogo è ben strano, camminando le sue strade si incontrano anche tanti sognatori testardi che hanno giurato di provare a rimettere insieme i cocci e ricucire una rete di speranze. Potete chiamarli illusi, ma guai a sottovalutarli: siamo fatti della stessa sostanza dei sogni, ma è una sostanza ben più dura e resiliente di quel che credeva il Bardo… E prima o poi il mondo lo cambieremo!
Questa esperienza di governo che avrebbe dovuto essere il vero laboratorio dei cinque stelle e della nuova politica, si è rivelata un disastro totale, non solo per il torbido operare della sindaca Raggi, quanto per il vuoto di politica e di partecipazione democratica in quelle circoscrizioni e in quei quartieri – la quasi totalità – dove hanno trionfato i grillini.
Ed è vergognoso che si continui a giocare sulle parole, sostenendo che non c’è nessuna intenzione di privatizzare: la Regione deve dire chiaramente una volta per tutte, e deve scriverlo nella legge che sarà discussa in Consiglio, che in Molise l’acqua è pubblica, gestita da un ente di diritto totalmente pubblico, sottoposto a controlli regolari, trasparenti e partecipati dai cittadini in forme rigorose e vincolanti.
Il difficile è poi collegare in una dialettica creativa le due sponde del fiume, il difficile è affermare nella vita d’ogni giorno comportamenti esemplari e virtuosi. Infine servirebbe il miracolo del protagonismo di una nuova generazione nella vita politica, dice Mario Tronti che è persona molto seria: “posso leggere e forse capire il novecento, ma ho troppi anni per comprendere questo nuovo secolo”.
L’America vuole tornare grande, l’Europa, col Regno Unito in testa, sta pregustando ancora una volta i vetusti programmi conservatori; ciò che ci rimane da capire è dove andremo da un punto di vista militare.
Gli incontri de “Lo scandalo della democrazia” vogliono cercare appunto di far partire una discussione serena che ci interroghi sulle troppe vicende che diamo per scontate, ripartendo dai pochi che questo scandalo lo hanno osato, in forme, luoghi e tempi diversi ma con la stessa voglia di non fermarsi subito alla prima e più facile lettura del mondo.
Vorrei solo evocare tre grandi questioni, tre solchi da arare: solo un mutamento radicale nei comportamenti e nei costumi permetterà alla sinistra di ritrovare una connessione sentimentale con il popolo. Solo un nuovo radicamento nel territorio, una sperimentazione quotidiana nel tessuto sociale di un’altra idea di economia, di società e di mondo potrà ridare legittimazione alla Politica e riaprire una nuova stagione di conflitti.
