questioni immorali   di Antonio Di Lalla
1 Dicembre 2013
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questioni immorali di Antonio Di Lalla

Una cara amica, attenta lettrice, ci chiede giustamente di radicalizzare la lotta andando alla radice di tutti i problemi, anziché perderci in tante pur utili scaramucce: la questione morale, perché finché le persone sono truffaldine ogni altra battaglia è donchisciottesca. Sarebbe come ostinarsi a prescrivere di mettersi la mascherina in un ambiente insalubre o drammaticamente tossico. Francamente è quello che vorremmo e che ci siamo prefissati. Siamo pronti a suonare la carica dei 101, quanti sono i quaderni offerti finora ai lettori, a farci torcia umana come Jan Palach nel vano tentativo di fermare l’invasione dell’allora Cecoslovacchia da parte dell’Unione Sovietica nel gennaio del 1969, a porci come il rivoltoso sconosciuto davanti ai carri armati cinesi sulla piazza Tienanmen di Pechino nel giugno del 1989. La nostra incidenza purtroppo non va oltre i manzoniani 25 lettori e non riusciamo a scalfire il granitico sistema di potere che spesso ci dà da bere cose ben diverse dalla verità dell’etichetta. Chi avrebbe sospettato che l’insospettabile ministro Cancellieri fosse espressione di potenti imprenditori, non proprio stinchi di santo, come i Ligresti o che il governatore e capopartito Vendola, sempre per amore degli operai, naturalmente, fosse così attento agli umori della famigerata famiglia dei Riva? Ma ne siamo venuti a conoscenza per un cortocircuito o perché i poteri forti avevano deciso di darli in pasto all’opinione pubblica? Qualche giorno fa il Letta nipote, quello per intenderci che si vanta di avere palle d’acciaio, ci ha rassicurato che gli americani gli hanno garantito che non ci spiano; ammesso che sia vero ha omesso di precisare che non è per l’efficienza dei nostri sistemi, ma perché non gliene frega niente a nessuno di quello che facciamo, vista la levatura della classe politica.
Siamo ridotti proprio male! Come possiamo riappassionare alla questione morale? Il virus del berlusconismo ha infettato talmente tutti o quasi che non si nota uno scatto di orgoglio non dico nei politici, che essendo nominati rispondono ai padroni, ma sono caduti in letargo anche la cosiddetta società civile, i giovani, gli indignados. Se scuoti l’albero cadono i frutti, se scuoti l’Italia al massimo compare lo zoo di Berlusconi: falchi, colombe, pitonesse, falchetti, dudù oltre alle minorenni. Questa classe politica, con decenza parlando, ha deciso di mettere mano alla Costituzione e ormai è in dirittura d’arrivo. Fermiamoli, mettiamoci di traverso, scendiamo in piazza. Prima che sia troppo tardi. La cosa più impegnativa che hanno prodotto in questi anni e che dicono falsamente di voler cambiare è la legge elettorale e l’hanno chiamata porcellum. Prima che la Costituzione diventi scrofellum mandiamoli a casa.
Finalmente, bontà loro, sono state desecretate le rivelazioni del boss Schiavone, fatte in parlamento nel 1997, sull’ inquinamento delle terre della Campania e pare del Molise. Le scorie che le ecomafie hanno provveduto a seppellire sotto terra sono all’origine di danni irreversibili alla madre terra, di cui siamo custodi non padroni, e ancora di più sono aumentati in modo esponenziale i tumori che hanno decimato le famiglie la cui colpa è di coltivare o abitare quelle aree. Sarò ingenuo, ma come è possibile che sia potuta rimanere segreta per 16 anni questa notizia che ha prodotto 16 anni di ritardi nella bonifica dei terreni, 16 anni di morti ammazzati dalle malattie e dalla polvere che ha ricoperto il fascicolo contenente una simile bomba? Se Schiavone avesse detto che le ecomafie avevano messo dell’esplosivo sotto il parlamento, la rivelazione sarebbe rimasta segreta 16 anni? Possibile che si muova qualcosa solo se è in gioco la salvaguardia dei loro culi? Naturalmente nessuno è responsabile per questi 16 anni di silenzio! Come potrebbero esserci colpevoli se per troppa gente il colpevole acclarato Berlusconi, già cavaliere, ma mai disarcionato, è vittima unicamente di persecuzione giudiziaria? Personalmente ritengo che andrebbe perseguito per un unico reato: circonvenzione di incapaci, includendovi tesserati, votanti, e simpatizzanti. Per quelli che sono in grado di offendersi dovrebbe scattare il reato di correità.
Vogliamo riaffermare la questione morale, ma come è possibile anche solo parlarne con il consiglio regionale che ci ritroviamo? Non è per la figura fatta con le Iene, ma per il candore innocenziale manifestato mentre si guardavano le mani sporche di 2451 euro di marmellata e la decisone tardiva di rinunciare. E il governatore, anziché squagliarsi ed espatriare, ci mette pure la faccia e va in televisione a far ridere i pochi ancora ignari! E questo perché arrangiavano per loro. Ma qualche giorno addietro hanno finanziato con 450 mila euro i loro ex colleghi, già amici di merenda, non più rieletti. Per carità. Dicono che hanno dato copertura ad una legge preesistente. A parte che le leggi inique vanno abrogate, ma è legge regionale anche quella che dà pochi spiccioli per energia elettrica e gas ai terremotati ancora nelle indecenti baracche a undici anni dal terremoto e guarda caso non si trova copertura finanziaria. Proprio un bel consiglio regionale. Mentre loro cantano con de André: “dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior…” la Granarolo con le sue 12 mila vacche vorrebbe venire a ricoprirci di merda!
Un appuntamento per rilanciare la questione morale e denunciare le questioni immorali potrebbe essere la marcia della pace per le strade di Campobasso la notte del 31 dicembre, sempre che non se ne impossessino i soliti altisonanti figuri che per pavoneggiarsi apriranno la coda a raggiera finendo per scoprire la loro parte più nobile! ☺

 

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