Scelte programmatiche: il Patto per il Molise e le occasioni perse
18 Settembre 2016
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Scelte programmatiche: il Patto per il Molise e le occasioni perse

Firmato a Campobasso il Patto per il Molise

Ero a Campobasso, lo scorso 26 luglio, quando è stato firmato il “Patto per il Molise” tra il presidente del consiglio Matteo Renzi e il presidente della regione Molise Paolo Frattura. L’occasione era importante perché portava con sé due messaggi significativi, anche se di segno opposto. Il primo, positivo, era connesso alla presentazione di un elenco di opere, già finanziate, che l’amministrazione centrale e quella regionale si impegnavano congiuntamente a realizzare in tempi predefiniti. Il secondo, negativo, tradiva la natura discrezionale e a volte arbitraria di quell’elenco, facendo risaltare l’esigenza irrinunciabile di tornare ad una programmazione regionale partecipata e condivisa. L’evento mi ha confermato nelle mie convinzioni, ovvero nel sostegno all’asserita velocizzazione degli interventi predisposti e, ancor più, nella mia radicale contrarietà alla realizzazione di opere che non rispondono ad alcuna esigenza specifica, mentre alcuni temi centrali per la crescita e lo sviluppo vengono addirittura tagliati fuori.

Ferrovia e viabilità: le priorità per la Regione

Per brevità farò riferimento, tra i temi inseriti nel “patto”, solo alla ferrovia e alla viabilità.

Per la ferrovia Campobasso-Roma è stato preso l’impegno di realizzare l’elettrificazione della Roccaravindola-Isernia con un cofinanziamento di circa 30 milioni di euro, a carico di RFI e della Regione Molise, necessari per coprire i circa 20 chilometri della linea in questione. L’intervento risponde alla sentitissima esigenza di ammodernamento del collegamento ferroviario tra il capoluogo molisano e la capitale. Per rendere fruibile l’investimento bisognerebbe integrarlo, però, con un ulteriore cofinanziamento di 70 milioni di euro e completare, in tal modo, l’elettrificazione fino a Campobasso. Qui il “patto” sottoscritto diventa incomprensibile, perché la Regione Molise, che disporrebbe di buona parte della sua quota di cofinanziamento per elettrificare anche la tratta Isernia-Campobasso, ha deciso di destinare tale somma, per un importo pari a 24 milioni di euro, alla realizzazione di una “metropolitana leggera” che va da Boiano a Matrice. Si rischia così di rendere inefficace sia l’investimento programmato per la Roccaravindola-Isernia, sia quello per la “metropolitana leggera”.metropolitana-leggera-campobasso-matrice

Un altro impegno assunto a Campobasso, anche se non formalmente incluso nel patto, riguarda la realizzazione di un collegamento viario diretto con l’autostrada A1 volto ad eliminare l’ingorgo perenne di Venafro. L’iniziativa di Frattura su questo punto trova il mio pieno sostegno, mentre l’aver taciuto davanti a Renzi sul tema del corridoio adriatico è, a mio parere, di una gravità assoluta. Tra le infrastrutture materiali che hanno una valenza strategica per la piena integrazione del mezzogiorno nella struttura economica europea ci sono, infatti, la ferrovia e il sistema portuale dell’Adriatico. A queste infrastrutture non si dedica la dovuta attenzione in termini di progettualità e di investimenti e la stessa prospettiva dell’area appare offuscata.

Programmi non inseriti nel contesto Meridionale ed Europeo: un’occasione persa

La presenza di Renzi a Campobasso sarebbe stata una ghiotta occasione per chiedergli un impegno esplicito e diretto per l’ammodernamento della ferrovia Brindisi-Bologna. Senza andare troppo indietro nel tempo, si può richiamare la scelta, fatta nel decennio scorso in sede europea, di disegnare un asse ferroviario Baltico-Adriatico che inopinatamente si fermava a Ravenna. Quella scelta è stata corretta con l’emendamento, approvato dal Parlamento Europeo alla fine dello scorso anno, che prolunga sulla carta l’asse Baltico-Adriatico fino a Brindisi, includendo tutta la direttrice adriatica italiana. La recente correzione di rotta, intervenuta in sede europea, ha alimentato la speranza di un impegno congiunto delle regioni interessate e del governo nazionale per il potenziamento della ferrovia adriatica.

Per questo, nell’incontro di Campobasso, mi sarei aspettato una riflessione specifica su questo tema cruciale per lo sviluppo del Mezzogiorno e del Molise, ma non c’è stata. La circostanza, insieme alle recenti interviste rilasciate dal ministro Del Rio, mi danno la sgradevole sensazione che il potenziamento della ferrovia adriatica sia destinato a restare per molto tempo sulla carta. L’attuale ministro delle Infrastrutture, in piena continuità con il suo predecessore, prospetta cifre importanti da destinare alla cosiddetta “cura del ferro”, ma non gli capita mai di fare un riferimento alla ferrovia adriatica. Neppure per risolvere l’annosa questione del completamento del raddoppio Termoli-Lesina.

corridoio-baltico-adriaticoE allora la nostra e le altre regioni adriatiche dovrebbero fare di più, migliorando le procedure e i contenuti delle proprie scelte programmatiche, raccordando le loro iniziative, pretendendo un ascolto diverso da parte del governo centrale e dando, negli incontri come quello di Campobasso, la precedenza ai contenuti rispetto al rito. Su queste basi anche i “patti” tra Renzi e i presidenti delle singole regioni potrebbero avere un senso più compiuto.☺

 

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