Anche durante i primi anni della comunità cristiana emergono gesti e parole che sembrano incitare alla violenza
L’agire nonviolento cristiano non significa infatti riconoscere la vittoria dei violenti, ma indica piuttosto la scelta di stare dalla parte del bene che è Dio
Così la morte di Gesù, da atto di forza dei poteri oppressivi e infastiditi, è stata da lui vissuta e dai discepoli compresa come il più grande gesto di amore e di nonviolenza di chi aveva insegnato ad amare i nemici,
C’è tuttavia un salmo, il 149, che sembra incitare alla guerra santa e che nel breviario cattolico viene recitato in tutte le feste comandate: “Esultino i fedeli nella gloria, facciano festa sui loro giacigli.
La storia dell’esodo vuole dire semplicemente che c’è un Giudice in cielo, che prende la parte delle vittime e che distruggerà i potenti prevaricatori.
Ma il fatto che la Bibbia si apra con il primo condono/perdono della Storia ci dice qual è la direzione da intraprendere,
Già nell’antichità si era posto il problema se il Dio di Gesù potesse essere lo stesso che comandava di sterminare i cananei
Nel nostro tempo, in cui la pretesa di un gruppo di fanatici su una terra, fatta in nome del Dio della bibbia, produce morte e distruzione
Il progetto di deportazione di massa o, in alternativa, di uccisione per violenza o fame, mi sembra tradire radicalmente il decalogo,
