Sulla sanità molisana
17 Aprile 2020
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Sulla sanità molisana

Uno dei cardini dell’impegno sociale e civile di Libera contro le mafie, fin dalla sua nascita il 25 marzo 1995, è la difesa e l’applicazione reale della Costituzione, aggredita, e spesso vanificata, fin dai suoi primissimi articoli. In particolare, Libera ritiene che l’art. 32 della C.C., primo comma: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti (…)” debba essere uno dei pilastri della nostra società; come pure rilevante e fondamentale appare l’applicazione dell’art.41 della stessa C.C. che così recita: “L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali”. La difesa della sanità pubblica e la garanzia, come da Costituzione, che il privato svolga liberamente le sue intraprese economiche non in contrasto con l’utilità pubblica, ma indirizzandole e coordinandole a fini sociali, entrambe queste finalità sono le ragioni precipue ed indispensabili per le quali Libera è da sempre impegnata anche in questi ambiti. In particolare, vogliamo ricordare l’importante campagna Illuminiamo la salute che Libera dal 2013 ha promosso al fine di sostenere ed alimentare una rete di iniziative formative, di monitoraggio, di valutazione, di ricerca per incrementare un sistema sociale e sanitario pubblico, integro, efficiente e al servizio di tutti i cittadini, soprattutto per i meno abbienti per i quali la sanità per Costituzione deve venire erogata in maniera gratuita.
La sanità pubblica nel Molise
Nel Molise la sanità pubblica è collassata e questa grave condizione di cedimenti sta sotto gli occhi di tutti; inoltre, nel Molise per ragioni note ai più la sanità pubblica regionale, a causa di incongrue scelte strategiche del ceto politico degli ultimi decenni che ha favorito il settore imprenditoriale privato, destinandogli quote di finanziamento abnormi e fuori di ogni logica imprenditoriale pubblica, la sanità regionale, dicevamo, oggi sta visibilmente venendo meno al suo compito, regredendo verso uno stato di ingestibilità dell’ordinario, come le condizioni in cui versano per esempio i Pronto Soccorso ospedalieri e come la chiusura di interi reparti degli ospedali pubblici – le UOC -, accompagnata dalle dimissioni di primari o facenti tali funzioni, favorite da lasciti economici molto vantaggiosi, ma fuori da ogni pur minima logica imprenditoriale stanno a dimostrare. Servizi essenziali sono stati affidati alla Neuromed di Pozzilli e alla Fondazione di Cb. Sono stati resi inadeguati ed inefficienti, allo stato attuale, alcuni ospedali pubblici in Regione. Libera, lo ripetiamo, è per la sanità pubblica, rispettando il privato che investe nella salute dei cittadini molisani solo facendo riferimento alle proprie risorse, senza contare sui finanziamenti pubblici, che poi, sono appartenenti a tutti noi cittadini in virtù delle tasse che paghiamo.
Il discorso, spesso amaro e penoso, sulla sanità pubblica, sulla sua crisi inarrestabile in questo momento di cogente debito emerso e denunciato da parecchi anni, ma ancora non risolto; inoltre, l’espansione abnorme delle strutture sanitarie private ci spingono responsabilmente a non abbassare la guardia, ma ad essere sempre presenti sul territorio al fianco delle sofferenze diffuse ed anche delle prospettive di radicale cambiamento. Nel calarci nello specifico di cosa, cioè, si intenda per salute, e come noi la decliniamo pubblicamente nelle manifestazioni di protesta popolare, riconosciamo che non sia facile definire cosa sia la salute; ma, provandoci, riteniamo che essa non significhi soltanto assenza di malattia, perché sulla scorta dell’art. 32, che in precedenza abbiamo citato, essa rappresenta un bene che scorre, come una linfa vitale che unisce gli uomini, gli animali, l’ambiente naturale. Infatti, dalla storia – anche se da questa appaiono squarci pericolosi di finis mundi vitaeque (pensiamo alle guerre, alle carestie, alle malattie, alle epidemie vere o supposte come tali, alle politiche dell’odio, allo sfruttamento irrazionale e delinquenziale della Natura!), apprendiamo che gli uomini, gli animali e la natura sono esattamente come dei vasi comunicanti. Secondo l’OMS (l’organizzazione mondiale della sanità) già dal 1946 la salute è uno “stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non consiste in una assenza di malattia o di infermità”. Pensiamo che soltanto le malattie acute si debbano curare in ospedale (noi ci auguriamo sempre pubblico!). Di qui, riteniamo che il processo di de-ospedalizzazione debba essere necessariamente accompagnato da un rafforzamento dell’assistenza sanitaria sul territorio (integrazione ospedale/territorio e non quello che da vent’anni a questa parte si va sbandierando ed imponendo integrazione pubblico privato!). Pertanto, facciamo nostra la concezione olistica di salute degli animali, degli ambienti di vita e di lavoro e degli ecosistemi, identificabile in un approccio One Health (salute unica), che individua nella sinergia e nella interdisciplinarietà tra medicina umana, medicina animale e medicina ambientale la strategia di un’azione sanitaria a garanzia della salute delle popolazioni.
Emergenze sanitarie
La gestione delle grandi emergenze sanitarie come l’attuale influenza da Virus Corona ed il problema planetario dell’antimicrobico resistenza (AMR) suggeriscono correttamente un approccio On health. Stiamo verificando in queste ultime stagioni che i cambiamenti climatici stanno diffondendo malattie infettive: virus e batteri trovano condizioni favorevoli nell’insediarsi in nuovi ambienti e nel colonizzare aree estese del pianeta, dove la loro presenza è assolutamente sconosciuta. Il riscaldamento del pianeta è una pregiudiziale, una condizione che permette agli agenti patogeni di adattarsi, di insediarsi, di trovare ospitalità in habitat che prima gli erano inospitali. La crisi climatica costringe milioni di persone a migrare da una nazione ad un’altra; come pure, nel contempo, migrano anche virus e batteri portati da uccelli ed insetti, che, poi, adattandosi alle nuove condizioni ambientali, fanno sì che le epidemie si diffondano, come nel caso della Sars ed ora del virus Corona. Dunque, oggi, nessuna politica sanitaria può ignorare la complessa rete di relazioni che lega la salute dell’uomo a quella degli animali e dell’ambiente. Senza un progetto che individui (metta a fuoco) i bisogni di salute e definisca obiettivi e competenze (chi fa che cosa) le risorse che saranno allocate (poche o tante che siano) non produrranno alcun beneficio alla salute dei cittadini. Cosa chiediamo allora oggi in cui i cittadini molisani responsabili e numerose associazioni di volontariato sociale sono in piazza, per le strade, dinanzi alle sedi dei consigli regionali, ai ministeri o al parlamento nazionale a Roma? Oltre alla difesa dei posti di lavoro con lo sblocco del tourn over e con quello delle nuove assunzioni nella sanità pubblica molisana? Rivendichiamo, anzi esigiamo il potenziamento della medicina territoriale con particolare attenzione al dipartimento socio/sanitario dei presidi territoriali; l’incremento dell’erogazione dell’assistenza primaria con modalità multi professionali ed integrate; il sostanzioso aumento degli interventi sanitari erogabili a domicilio; l’ulteriore incremento della medicina preventiva. A questo punto, appare chiaro un concetto fondamentale per Libera che riguarda la rappresentazione chiara ed inequivoca della salute: ognuno di noi è in relazione con il mondo animale (il latte, le uova, la carne, il miele, ma anche il gatto o la tartaruga che teniamo in casa); col mondo vegetale (pane, verdure, frutta, birra, vino, anche il legno dei nostri mobili); con quello inanimato (acqua, aria, pietra, sabbia). Dunque, l’ambiente non è qualcosa che sia esterno o estraneo a noi; in realtà, ci siamo immersi dentro; esso fa parte di noi, sostenendo attraverso la catena alimentare la nostra vita. L’equilibrio da cui nasce la salute è sicuramente fisiologico; nello stesso tempo, ambientale, dietetico, ecologico e politico anche. Ma qualcuno potrebbe obiettare: Ma cosa c’entra la politica? La risposta ce la dà Ippocrate, lo stesso del famoso giuramento deontologico al quale si sottopongono i medici: “La democrazia produce cittadini sani; la tirannia sudditi malati”. Noi siamo assolutamente convinti che questo concetto sia proprio la fotografia della nostra epoca, dominata dalla finanza transnazionale che tutto il mondo attuale ha sottoposto alla sua rigida e pestifera cultura: quella del denaro, degli affari, dell’accumulazione abnorme di denaro, dell’egoismo di classe. Per questo noi ci ammaliamo e viviamo in un mondo malato e prossimo al suo collasso (Greta Tumberg ed i giovani oggi docent!).
Ma ad Ippocrate specularmente contrapponiamo Democrito che paragona il ruolo della saggezza a quello della medicina nella cura dell’anima: “La medicina guarisce le malattie del corpo, la saggezza libera l’anima dalle sofferenze”. Per questo Libera contro le mafie invita i cittadini ad alimentare la speranza che sia possibile concretare un mondo migliore, nel quale l’uomo e l’ambiente abbiano gli stessi obiettivi: proteggere e preservare per le prossime generazioni la Natura e l’uomo che vive in essa.

Antonio Di Lalla
Medici per l’ambiente
L’ISDE (Associazione onlus Medici per l’ambiente sez. di Campobasso) sottoscrive e apprezza le considerazioni chiare e incisive espresse nell’articolo di Libera a proposito della tutela dell’ambiente, ovviamente inteso non soltanto come entità fisica, ma come ambiente di vita e di lavoro, con gli aspetti socio-economici e i livelli di istruzione e di equità sociale che lo riguardano. L’ambiente, quindi, rappresenta un importante fattore determinante per la salute collettiva, considerando che i rischi ad esso legati (l’aria, l’acqua e l’inquinamento del suolo, le esposizioni chimiche, i cambiamenti climatici, le radiazioni ultraviolette e le stesse onde elettromagnetiche) contribuiscono a determinare un numero sempre crescente di malattie, anche gravi e letali. Bisogna, quindi, promuovere in tutti i cittadini la consapevolezza dell’esistenza, ormai accertata e sostenuta dalla quasi totalità della comunità scientifica, di un indissolubile legame tra ambiente e salute e altresì favorire scelte di politica ambientale ecosostenibili, concrete e importanti. Vivere sani in un ambiente malato è ormai pura utopia.
Dott. Gennaro Barone

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