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Il racconto originale è probabilmente quello narrato da Luca (14,16-24), dove si tratta solo di una grande cena, mentre in Matteo (22,1-14) si tratta di un pranzo di nozze,

diventerà uno slogan universale, in quanto usato anche in contesti che con la fede e la religione non hanno nulla a che fare: la verità rende liberi.

I sette demoni

Nel Vangelo di Luca c’è una parabola di Gesù che può essere considerata il “negativo fotografico” della parabola del figliol prodigo:

L’unico vangelo in cui ha un ruolo di protagonista è Matteo, dove viene presentato come l’uomo combattuto sul da farsi dopo aver scoperto il presunto adulterio della moglie

Incredulità

La particolarità di Marco, tuttavia, sta nel fatto che quelle stesse parole che denunciano l’incredulità del popolo sono applicate ai discepoli

Mettersi a servizio

Di Gesù infatti si dice che, dopo l’arresto di Giovanni, si è messo in moto per annunciare il vangelo: “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo” (1,14-15).

Cesare e dio

“Rendete a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio” (Mt 22,21). Tra le frasi ad effetto pronunciate da Gesù non ce n’è forse una più fraintesa di questa, a causa dell’uso che ne è stato fatto lungo la storia.

Il vangelo assente

Certo, si potrebbe dire che persino Gesù sia caduto nel vizio del pettegolezzo se è arrivato a dire: “guai a voi scribi e farisei ipocriti …”

Dai giorni di Giovanni il Battista il regno di Dio subisce violenza e i violenti se ne impadroniscono