Durante il consiglio comunale del 22 settembre (ore 10,00) potrebbe essere messa la parola fine al lungo cammino dei comitati termolesi, che da luglio 2015 chiedono l’indizione di un referendum cittadino sull’opera di riqualificazione del centro rivierasco. Nel frattempo, mentre l’Amministrazione Sbrocca sta portando avanti una consultazione popolare online, il coordinamento “Termoli No Tunnel” ha lanciato una serie di incontri pubblici informativi, per spiegare le ragioni del No ad un’opera da 19 milioni di euro che potrebbe cambiare il volto della città. Qui il video integrale del primo incontro, come richiesto da numerosi lettori, dalle associazioni locali e da quanti non hanno trovato posto nella gremita sala della Chiesa S. Timoteo.
Per facilitare la fruizione, ci limitiamo in questa sede a fornirvi una scaletta degli interventi, con un breve sunto di quelli più animati. Tra parentesi il punto esatto del video, dove rintracciare i singoli messaggi:
(apertura) Luigino Vitulli, portavoce dei Comitati, parla del referendum negato, denunciando: “Hanno giocato sporco, negando il referendum all’unica città in regione che prevede quest’istituto democratico nel proprio regolamento”
(9:16) Valerio Fontana (Termoli Decide), spiega l’accordo di partenariato, cosa prevede il progetto e quali sono gli introiti e gli oneri dell’opera in questione, sottolineando “è un accordo troppo sbilanciato a favore della ditta De Francesco”
(17:56) Antonio Celio (lafonte.tv): come funziona un project financing e cosa vorremmo sapere riguardo quello siglato tra l’Amministrazione e il proponente De Francesco
(19:53) Giulio Botteri, primo firmatario della petizione popolare, ricorda che 3000 cittadini termolesi hanno chiesto di potersi esprimere sull’opera di riqualificazione: “siamo in una condizione di velata dittatura (..) Le firme ci sono state rigettate in faccia perché erano poche (..) a Torino, per una petizione che riguardava lo spostamento dello stadio, hanno raccolto 11mila firme. Le tremila firme di Termoli pesano come un macigno sulla mancanza di democrazia della città”
(25:28) Angelo Trizio (sezione giovanile Rifondazione Termoli) e Jasmine, studentessa, ci raccontano i dubbi dei giovani riguardo al progetto del tunnel, animando il dibattito in sala
(29:55) Valerio Fontana risponde alle domande dei giovani circa la possibilità di utilizzare diversamente i 5milioni di denaro pubblico destinati al tunnel
(31:22) il messaggio di Luciano Paduano (Fratelli d’Italia/ A.N.), che invita alla partecipazione al prossimo consiglio comunale
(33:05) Peppino Marinucci: “bisognerebbe prima rifare strade e porto e poi, forse, parlare di tunnel”
(33:39) Pierluigi Caruso (PartecipaTErmoli), ritiene che l’opera da circa 20milioni di euro serva a risolvere un problema (traffico e parcheggi) che Termoli ha, a suo dire, per soli 15 giorni l’anno. Caruso sta realizzando una serie di contributi video per dimostrare come il parcheggio multipiano di Via Campania sia quasi sempre vuoto. “La verità – dice – è che questa è un’opera di cementificazione”
(38:20) Marcella Stumpo (Fondazione “L. Milani”) mette a confronto il dibattito pubblico, promosso dall’Amministrazione termolese e a carico della ditta De Francesco, che definisce “una farsa”, con dei modelli virtuosi, quello francese e quello sperimentato a Genova, che prevedono la possibilità di cambiare completamente un’opera, o bocciarla, seguendo le indicazioni dei cittadini. L’intervento prosegue con un accenno all’atto di significazione inviato ai diversi organi competenti
(44:51) Cleofino Casolino (imprenditore): “è un progetto fuori tempo, le macchine non le compra più nessuno”
(46:57) Patrizia Manzo (consigliere regionale M5S) racconta di come sono stati utilizzati i fondi pubblici, recuperati dalla Regione Molise e destinati alla viabilità, in altri comuni: “non potevano essere utilizzati per la riparazione delle buche, come molti sostengono, ma per la messa in sicurezza di alcune strade sì”. “Il problema – denuncia la Manzo – è nella perdita di sovranità nel nostro territorio”, smentendo che “quei soldi potevano essere utilizzati solo per il tunnel (perché) era possibile rinegoziarli fino al 31/12/2015”
(55:08) Antonio D’Ambrosio (giornalista): “Siamo strumenti di un liberismo che ci vede consumatori, non cittadini (..) è una città non più vivibile, non c’è un albero, non una panchina (come a dire che) non ci si può più sedere, si deve consumare”
(59:31) Marco Cataldo (RaP Molise) sottolinea come, “oltre ad un deficit di democrazia (ci sia) un deficit di informazione”. “Si è parlato di speculazione ma in Economia con la speculazione c’è almeno un po’ di rischio. Io qui di rischi non ne vedo, almeno per il privato (..) Questo è un regalo, un furto di ciò che era della collettività a vantaggio di pochi, pochissimi”. Sottolineando la necessità di una mobilitazione dal basso, Cataldo chiede poi ai Comitati di organizzare altri incontri e di far circolare informazioni utili ai cittadini, in modo che possano seguire le assemblee e trovare le risposte ai tanti interrogativi
(1:05:43) Nicola Di Michele (consigliere comunale M5S) racconta di come il Presidente del Consiglio Comunale volesse proporre un consiglio (quello del 22-09) chiuso al pubblico. E’ doveroso sottolineare che, secondo quanto trasmesso ufficialmente dall’Amministrazione in data 16-09-2016 (il giorno dopo l’assemblea), il prossimo consiglio sarà aperto al pubblico. Di Michele prosegue con un attacco duro al modus operandi della giunta Sbrocca: “Questa città è governata da 4 o 5 persone (..) ai quali si aggiunge il sindaco ombra”
(1:11:20) Raffaele Mininno: “se è vero che il privato ci guadagna solo, c’è qualcosa di strano”
(1:14:10) Michele Marone (consigliere comunale, AN) auspica l’intervento in consiglio comunale di molti cittadini e denuncia: “Qui si ignorano le vere emergenze, come quella del depuratore, ma si pensa a portare avanti quest’opera. Perché?”. Poi, il consigliere avvocato, ricorda che giace una delibera del Consiglio dell’A.N.AC (Autorità Nazionale Anticorruzione), datata marzo 2015, in cui l’Autorità invitava a trasmettere gli atti alla Procura della Repubblica di Campobasso per quanto riguarda gli appalti in Molise “ed evidenzia che bisogna tenere sotto controllo gli appalti di Termoli”. Inoltre, sottolinea l’avvocato, il combinato disposto dell’art.157 del Codice degli Appalti e della Legge n.241, pone l’obbligo di portare in conferenza di servizi tutti i progetti presentati in project financing. “Qui non è stato fatto”
(1:26:29) Paolo Ferrieri: “Mi chiedo come mai cinque persone, riunite in giunta, possano decidere un simile scempio”
(1:28:48) Pierluigi Caruso (PartecipaTErmoli) conclude raccontando di alcuni problemi che avrebbero riguardato la ditta De Francesco in progetti realizzati ad Atessa e Formia.
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