Bianca Favale è uno di quei nomi destinati ad essere ricordati. Parliamo infatti di un’autrice che ha fatto del suo modo di essere il proprio modus vivendi

Enzo, una persona a me cara per la passione che lo animava; la capacità che aveva di ascoltare; il suo modo schietto di proporsi;

“Esiste un tempo nel fluire della vita in cui nulla resta in sospeso e si è pronti ad andare avanti?”.

La Antonilli scrive una poesia di «resistenza», una volta si diceva di opposizione, termine ormai diventato obsoleto… dicevo di una poesia di «resistenza» che ha il suo baricentro nella posizione etica più che in quella estetica,

Oggi, nell’orizzonte della crisi strutturale del modello di sviluppo, è venuto il tempo di riannodare i fili con la storia rurale del Paese

Ho letto d’un fiato Italiani mata burros, il libro del linguista e scrittore Michele Castelli, nato a S. Croce di Magliano e residente in Venezuela.

Licursi non scrive nell’immediatezza dell’ evento, si dà tempo per cercare di elaborare la perdita eppure la carica emozionale, nel libro, rimane integra, si evince dal modo intimistico

Giuseppe Mammarella, con passione certosina, scava nel passato inanellando, come tanti grani di un rosario, i nomi e le storie (con diverse novità) dei presuli che hanno retto le tre diocesi di Larino, Termoli e Guardialfiera, oggi racchiuse in un’unica realtà, dando anche a tanti di loro un volto e l’arme episcopale, frutto di una lunga e paziente ricerca.