Quei petardi che scoppiettavano improvvisi in una sera di svago ed erano i colpi di Kalashnikov puntati su vittime inermi. Le urla erano confuse a quelle delle sirene, l’aria impregnata
La stavamo aspettando e finalmente è qui dopo un autunno che non voleva finire e che sembrava quasi primavera. È arrivata con la sua voce di silenzio e si è
Canta l’Africa il Papa in Kenya, Uganda, Centrafrica. Platee di folle acclamanti come prati di fiori colorati che il vento della gioia agita tra canti, danze, tamburi. Una figura bianca
Guardare i binari dall’ultimo vagone in corsa incrociare i volti dei nostri giovani che migrano con la speranza nel cuore soffermarsi sullo sguardo innocente di un bambino e allora riscopro
Lo scampanio festoso nel quartiere scuote il freddo della notte. L’animo s’accende d’allegrezza. Notte di Natale! Veglia dell’Annuncio festa del creato. Esulta la Liturgia nella voce dei Profeti. Vibra l’aria
Da tempo gli sguardi al cielo sono rivolti. Pioggia, raggi di sole, nuvole e neve nulla può destarli. Lasciando che il volto colmo d’amor tuo accarezzi i cuori. Alleviando la
Novembre. Passano nell’aria come aquiloni neri stormi di uccelli migratori. Vanno verso i paesi caldi. Il loro volo è pacifico, leggero. La loro rotta sicura. Seguono le leggi della natura.
Brillano come perle le memorie dei martiri di Cefalonia. Lì, lungo la spiaggia assolata, il mare, d’intenso azzurro, depone sulla riva, come un sussurro, il sospiro di quei giovani eroi
Un campo di grano falciato quando la mietitura è compiuta e restano sul suolo irti steli e zolle disseccate. Le stoppie poi vengono bruciate in lunghi filari con fiamme incalzanti
