Le urne hanno proiettato il paese, una volta ancora, in un nebuloso futuro che fa da limbo ad ogni prospettiva politica

Sono passati 50 anni dal 1968, sembra un’eternità. Se si guarda al mondo, se si guarda alla società e al vivere sociale tutto è radicalmente mutato.

Cos’altro deve accadere, perché l’indignazione si trasformi in ribellione e la rivolta in una rottura radicale del sistema attuale?!

In queste righe, la summa di una contesa che sta mettendo in contrapposizione la penisola coreana all’America, la Corea del Nord agli Stati Uniti

Consiglierei alla senatrice Cattaneo di leggere le tante pubblicazioni dell’ISDE (medici per l’ambiente), in particolare della dottoressa e oncologa Gentilini sul nesso fra pesticidi, glifosato e tante malattie, in primo luogo di bambini, giovani e donne incinte.

Agli sfruttati, alle vittime del sistema, il papa adesso si rivolge per invitarli a non restare “a braccia conserte”, a “passare – come dice il documento conclusivo dell’incontro di Roma – dalla fase della resistenza a quella dell’appropriazione del potere politico,

Perché è di rapporti diplomatici che si nutre ogni democrazia e sono questi stessi rapporti che sottendono relazioni centenarie tra popoli e stati, anche con tradizioni, culture e razze diverse.

Quella che si è svolta nel nostro paese è stata però una consultazione nel pieno rispetto della Costituzione italiana, a differenza di ciò che si è visto altrove.

Il congresso del PCC non è solo rilevante, perché è il summit di un partito di 84 milioni di iscritti e/o perché la Cina è un grande paese, ma in primo luogo perché i problemi che la leadership cinese si trova ad affrontare sono grandi questioni che attraversano l’insieme del pianeta.