Se chiedessimo ad un adolescente se abbia mai sentito o incontrato il vocabolo inglese fighter [pronuncia: faiter], credo che la sua risposta sarebbe affermativa: ciò spiegherebbe non tanto che il

L’imitazione del comportamento altrui non è sempre positiva, soprattutto a causa del modello preso a riferimento. Nei confronti delle nazioni estere noi italiani avvertiamo spesso un complesso di inferiorità che

Cortei, sfilate, presìdi, proteste: la cronaca di questi giorni ne è sempre più ricca, e sempre critiche le situazioni all’origine di tali manifestazioni, vuoi la ormai grave crisi economica, vuoi

Un tempo esistevano gli “inventori”, oggi preferiamo chiamarli maker [pronuncia: meicher]! E di recente si sono incontrati a Roma in una fiera loro dedicata, vetrina di ciò che sarà la

“Che cosa è un drone?”. Suppongo che a questa domanda molti di noi saprebbero rispondere, abituati come siamo ad accogliere e ad utilizzare nella nostra lingua italiana vocaboli anglofoni. Negli

Single [pronuncia: singol]. Negli ultimi decenni il vocabolo si è diffuso così rapidamente da sostituire meglio oscurare i suoi vari corrispettivi, in disuso e poco noti soprattutto alle giovani generazioni.

“Farneticava. Principio di febbre cerebrale, avevano detto i medici; e lo ripetevano tutti i compagni d’ufficio, che ritornavano a due, a tre, dall’ospizio ove erano stati a visitarlo”: così Luigi

Cammino col mio cane lungo il sentiero che tante volte abbiamo percorso insieme. La pioggerella catartica che ripulisce cielo ed anima non vela i colori, le forme, gli odori che

Il corrispettivo di Narciso ha ora un nome inglese: si chiama selfie [pronuncia: selfi]. Conosciamo tutti il mito del giovinetto, invano inseguito dalle ninfe, perdutosi nella contemplazione della sua immagine.